LE OTTO PARTECIPANTI AGLI EUROPEI DEL 1980

Un’Italia sportiva profondamente scossa dall’esito dell’inchiesta riguardante il calcio-scommesse, si prepara ad accogliere le magnifiche otto che nel mese di giugno si contenderanno la Coppa Europa per Nazioni. Per la prima volta, infatti, la fase finale di quest’importantissima competizione assume i connotati di una vera e propria chermesse: non più semifinali e finali, ma un vero e proprio torneo, al quale la nazionale rappresentante il Paese ospitante viene ammessa di diritto, arrivando all’appuntamento in carrozza, senza affrontare pericolosi gironi eliminatori e restando alla finestra a studiare l’evolversi della situazione. Dal momento che gli ultimi fuochi, quelli decisivi,
verranno accesi sui campi d’Italia, tocca proprio alla Nazionale di Enzo Bearzot saltare il primo turno.

Tra l’ottobre del 1978 e la fine del 1979, trentuno squadre si giocano i sette posti liberi per la fase finale. Raggiungere la meta si prospetta impresa ardua per tutti, in quanto solo la vincente di ciascun raggruppamento potrà recarsi nel Bel Paese per tentare di portare a casa l’importantissimo trofeo. Naturalmente gli organizzatori sperano in un andamento regolare dei gironi, in modo che sui palcoscenici italiani si esibiscano tutte le squadre più blasonate e soprattutto i migliori interpreti continentali.

In effetti quasi nessuno si perde per strada. L’Inghilterra,
reduce dalla mancata qualificazione sia ai mondiali del 1974, sia a quelli del 1978, domina il gruppo 1 trascinata dal talento di Kevin Keegan. Non sbaglia strada nemmeno la Germania Ovest di Jupp Derwall nel gruppo 7.

Alla fase finale ci arriva anche la Cecoslovacchia, campione d’Europa uscente, che del vecchio gruppo capace di far quasi gridare al miracolo quattro anni prima
porta ancora in campo capitan Ondrus, Panenka e Nehoda. Gli uomini di Venglos, a dirla tutta, trovano nella Francia di Michel Platini un rivale particolarmente scomodo, ma alla fine conquistano il prezioso biglietto per l’Italia.

Nel gruppo 3 il testa a testa tra Spagna e Jugoslavia si risolve a favore degli uomini di Kubala. Le due squadre si scambiano”favori” lungo il percorso: Santillana e compagni partono subito a mille, andando a vincere a Zagabria, gli slavi rispondono
imponendosi a Valencia con un gol di Surjak. L’ago della bilancia, alla fine, diventa la Romania, terza classificata nel girone. Contro i rumeni, in trasferta, le “furie rosse” allenate da Lazlo Kubala pareggiano 2 a 2, mentre la Jugoslavia perde per 3 a 2 e quel punto, nella classifica, farà la differenza.

Nel gruppo 4 l’Olanda soffre più di quanto previsto. Dopo il terzo posto agli Europei ’76 e il secondo ai
Mondiali ’78, i tulipani di Zwartkruis si invischiano in un pericoloso testa a testa con la Polonia, risolvendolo all’ultima vittoria, contro la Germania
Orientale.

A conti fatti, le uniche sorprese della prima fase arrivano dal gruppo 2 e dal gruppo 6. Nel primo il Belgio del tecnico Guy Thys, già più o meno profeta
in patria ma ancora tutto da verificare sulle ribalte internazionali, esce allo scoperto lasciandosi alle spalle Austria e Portogallo, sulla carta accreditate di una maggior regolarità a questi livelli, nonostante gli ultimi lusinghieri risultati ottenuti dai club belgi nelle competizioni continentali.
La vera rivelazione, però, è la Grecia, sorprendente Cenerentola del gruppo 6 che diventa principessa ai danni delle favorite della vigilia, Ungheria e Urss.

L’Europeo del 1980, porta un’altra novità: tutte le partite verranno trasmesse in diretta dalla televisione italiana, pertanto il calendario verrà stilato tenendo conto di tali esigenze, evitando ai telespettatori, provvisti in numero sempre maggiore di apparecchi con telecomando, inutili scelte.
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