CONSIDERAZIONI SUL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1979-80

L’Inter si trova a dominare uno dei campionati più tristi della storia del calcio italiano. Gioco e gol latitano, con gli 0 a 0 divenuti una consuetudine delle domeniche calcistiche nelle quali si brama alla notizia di un gol come ad un bicchier d’acqua nel deserto.

A far da contorno all’evidente povertà tecnica dei nostri club, testimoniata dai persistenti scarsi risultati ottenuti nelle competizioni europee, si aggiungono gli effetti dello scandalo delle scommesse clandestine, le quali hanno praticamente tolto dalla competizione le due migliori promesse, già realtà, del nostro calcio. Nel girone di ritorno, infatti, Paolo Rossi e Bruno Giordano sono spariti dalla scena, comprensibilmente incapaci di gettarsi alle spalle il peso di quanto sta loro accadendo.

Non bastasse, quest’anno si è registrata pure la prima tragedia avvenuta all’interno di uno stadio. La morte di Vincenzo Paparelli, non causata da una rissa finita male, ma da un razzo introdotto precedentemente nell’impianto di gioco, pone gravi interrogativi circa l’effettiva sicurezza dei nostri stadi. Tutto questo alla vigilia di un evento calcistico per importanza secondo solo ai Campionati Mondiali di calcio.

Società e tifosi possono comunque guardare oltre, sperando nella grande impresa della nazionale di Bearzot nell’imminente rassegna continentale e nell’arrivo di qualche fuoriclasse nella prossima stagione, quella in cui, dopo quindici anni, vengono riaperte le frontiere italiane ad un giocatore straniero per squadra.

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