IL NOTTINGHAM FOREST DI NUOVO SUL TETTO D’EUROPA

La serata, comunque, porta agli appassionati quello che è ormai diventato uno degli appuntamenti televisivi più importanti dell’anno: la finale di Coppa dei Campioni. Teatro è uno degli stadi più imponenti del mondo: il Santiago Bernabeu di Madrid. Sulla carta è leggermente favorito proprio l’Amburgo in virtù dell’assenza del giocatore più famoso tra quelli a disposizione del tecnico Clough: Trevor Francis, alle prese con la rottura del tendine d’achille. Pure l’Amburgo deve lamentare le cattive condizioni fisiche del suo centravanti Horst Hrubesch, ma il 5 a 1 col quale i tedeschi hanno estromesso il Real Madrid dall’ultimo atto della competizione è senz’altro un eloquente biglietto da visita.
COPPA DEI CAMPIONI – FINALE: Madrid (Estadio Santiago Bernabeu), mercoledì 28 maggio 1980
NOTTINGHAM FOREST – AMBURGO 1-0

RETI: 21’ Robertson.

NOTTINGHAM FOREST: Shilton, Anderson V, Gray (84′ Gunn); Lloyd, Burns, O’Neill; McGovern (cap), Bowyer, Mills (68′ O’Hare), Robertson, Birtles. ALL.: B. Clough.

AMBURGO: Kargus, Kaltz, Nogly (cap), Buljan, Jakobs, Hieronymus (46′ Hrubesch); Magath, Memering, Keegan, Reimann, Milewski. ALL.: V. Zebec.
Per gli uomini allenati da Clough, si tratta della partita che può salvare una stagione deludente, sia in campionato, sia nelle coppe inglesi, con 79 partite già disputate.

Rimpiazzato Bowles, sparito a fine campionato dopo aver firmato per il Queens Park Rangers, con il quasi omonimo Bowyer, il tecnico inglese inserisce il giovane centrocampista Mills, 18 anni, al posto di Francis, impostando così una gara di attesa. Se Clough non sbaglia nulla tatticamente, Zebec, il suo dirimpettaio, non ne azzecca una. Schiera Keegan come punta pura al posto di Hrubesch per tutto
il primo tempo, snaturando il fuoriclasse inglese, che finisce imbrigliato dalla difesa del Nottingham. Il catenaccio improntato da Clough ha successo, chiudendo tutti gli spazi ai tedeschi, che subiscono il gol decisivo dall’ala sinistra scozzese John Robertson al termine di un’azione
corale partita dai piedi di Lloyd, passata per Mills con assist finale, da terra, di Birtles. Realizzato il gol, il giocatore si rivelerà una costante spina nel fianco della retroguardia tedesca, assurgendo ad assoluto protagonista della serata.

JOHN ROBERTSON

JOHN ROBERTSSON, scozzese classe 1957, divenuto famoso come "l'ala con la pancia" per via di una forma fisica non proprio longilinea, che tuttavia nonne limita il talento calcistico, secondo a pochi altri giocatori di questo periodo.Ala sinistra non...

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