IL PRIMO TROFEO DELLA ROMA TARGATA DINO VIOLA

Attesa sembra essere la parola d’ordine di questo post-campionato: attesa per gli imminenti campionati europei, con una rosa tuttavia da definire a causa delle altrettanto imminenti, pure queste molto attese, decisioni della giustizia sportiva inerenti allo scandalo scommesse e, infine, attesa per una campagna acquisti estiva che si preannuncia vivace come non mai, dal momento che alle società italiiane sarà consentito l’ingaggio di un giocatore straniero.

Naturalmente l’argomento principe sono le sentenze previste per la fine di questa settimana, dopo che Roma e Torino avranno disputato la loro finale di Coppa Italia. Tuttavia voci di corridoio, molto attendibili, affermano che tutto è stato già deciso fin dalla fine di aprile: retrocessione al Milan, penalizzazione ad Avellino, Bologna e Perugia e squalifiche varie, soprattutto per Paolo Rossi. Chi potrebbe cavarsela a buon mercato è invece Bruno Giordano, giocatore in procinto di passare al Milan in cambio di Stefano Chiodi e Albertino Bigon. Molto probabilmente l’affare andrà in porto anche se per il capo-cannoniere del campionato 1978-79 si tratterà di scendere di categoria.

Come si vede si tratta di una fuga di notizie; è la pratica del momento, perché una di ben più grave portata permette al terrorista Marco Donat Cattin, figlio dell’importante esponente democristiano Carlo, colpito da mandato di cattura, di riparare all’estero.

Nella stessa serata Arsenal e Valencia si contendono la Coppa delle Coppe. Per gli juventini è una gara che fa male, in quanto si rendono conto che la loro squadra ha gettato al vento la possibilità di essere una delle due protagoniste della contesa.
COPPA DELLE COPPE – FINALE -: Brouxelles (Heysel stadion) mercoledì 14 maggio 1980
VALENCIA – ARSENAL 5-4 d.c.r.

VALENCIA: Pereira, Carrete, Botubot; Bonhof,Tendillo,Arias;Saura,Solsona,
Kempes,Subirats (Castellanos),Pablo. ALL.: A. Di Stefano.

ARSENAL: Jennings, Rice, Nelson; O’Leary, Young, Rix; Talbot, Price (Hollins), Sunderland, Brady, Stapleton.
Per 120 minuti le due squadre si fronteggiano senza riuscire a superarsi, grazie a pacchetti difensivi e mediani capaci di stroncare sistematicamente le azioni d’attacco degli avversari. Nemmeno la stella della gara Mario Alberto Kempes riesce a brillare, tanto che tutto viene deciso ai calci di rigore. Dal dischetto gli uomini allenati da Alfredo Di Stefano si dimostrano più freddi e il trofeo rimane in Spagna, sebbene nella bacheca di un’altra società.

Il giorno dopo a Montecarlo si apre il lungo week-end di Formula 1. L’usanza di non correre il venerdì fa si che la prima sessione di prove per stabilire la griglia di partenza venga anticipata al giovedì. Nel primo pomeriggio del sabato successivo, quello decisivo, Didier Pironi conquista la prima pole della sua carriera, sesta per la Ligier, precedendo le due Williams di Carlos Reutemann
e Alan Jones. Completa la seconda fila Nelson Piquet il quale strappa la posizione a Laffite, quinto; sesto è Villeneuve davanti alle due Alfa Romeo. Male invece le Renault con Jabouille sedicesimo e Arnoux ventesimo e ultimo dei qualificati. Il fondo della classifica è “nobile” con
Jody Scheckter diciasettesimo, Emerson Fittipaldi
diciottesimo e Mario Andretti diciannovesimo.

Nel tardo pomeriggio di questo piovoso sabato di maggio Roma e Torino si contendono la coppa Italia. I giallo-rossi sono arrivati all’appuntamento estromettendo in semifinale la sorprendente Ternana, compagine che in serie B lotta per non retrocedere, mentre i granata hanno eliminato i cugini della Juventus, dopo due derby estremamente combattuti.
COPPA ITALIA – FINALE -: Roma (Stadio Olimpico), sabato 17 maggio 1980
ROMA – TORINO 3-2 d.c.r.

ROMA: Tancredi, Maggiora, De Nadai; Benetti (91′ Di Bartolomei),Turone, Santarini; B. Conti, P. Giovannelli, Pruzzo, Ancelotti, Amenta (75′ Scarnecchia). ALL.: N. Liedholm.

TORINO: Terraneo, Volpati, Vullo (62′ Mandorlini); P. Sala, Danova, Masi; Greco, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici (96′ Mariani). ALL.: E. Rabitti.

ARBITRO: A. Michelotti (Parma).
Centoventi minuti di noia, proprio in linea con la maggior parte delle partite di questi anni per poi vedere la Roma trionfare ai calci di rigore. Per Liedholm l’avventura nella Capitale è iniziata nel migliore dei modi con la conquista di un trofeo, ad 11 anni di distanza dall’ultimo nell’anno della tragica scomparsa di Giuliano Taccola, che darà ai giallo-rossi la possibilità di esibirsi in Coppa delle Coppe. Data l’ormai certa retrocessione del Milan in Serie B, che verrà sancita il giorno dopo, per il Torino rimane la consolazione di essersi comunque garantito un posto in Coppa Uefa. Chi probabilmente sperava in un esito diverso della partita era l’Ascoli che, in caso di vittoria granata, si sarebbe visto spalancate le porte dell’Europa al termine di una stagione esaltante.

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