LA 26a E LA 27a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1979-80

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Un giro di milioni, tanti, è la prima cosa che balza all’occhio leggendo l’esposizione di Alvaro Trinca dei fatti, destinata a far discutere e, naturalmente, ad essere confutata dai diretti interessati. La bufera attorno al mondo del pallone si sta trasformando in un potente uragano destinato a lasciare gravissimi danni dietro di sè.
26a GIORNATA: sabato 5 aprile 1980

Ascoli – Perugia 1-0

35′ Moro rig.

Catanzaro – Torino 0-0

Fiorentina – Roma 3-1

3′ e 16′ Antognoni, 39′ aut. Santarini, 74′ Pruzzo (RM)

Inter – Cagliari 3-3

3′ aut. G. Baresi, 6′ Selvaggi, 33′ Muraro (IN), 49′ Oriali (IN), 50′ aut. Mozzini, 57′ Altobelli (IN)

Juventus – Avellino 2-0

62′ Tardelli, 73′ Bettega

Lazio – Bologna 0-1

77′ Dossena

Napoli – Pescara 2-0

51′ Improta, 63′ Guidetti

Udinese – Milan 2-1

15′ Bigon (MI), 72′ Vriz, 84′ L. Pin

CLASSIFICA:

Inter 37; Ascoli, Fiorentina e Juventus 30; Milan, Roma e Torino 28; Bologna e Cagliari 27; Avellino 26; Napoli e Perugia 25; Lazio 23; Catanzaro e Udinese 19; Pescara 14.
Nel sabato di Pasqua l’Inter vive un pomeriggio di forti emozioni rimontando per ben due volte il coriaceo Cagliari, prima di terminare l’incontro sul 3 a 3, conservando ben 7 punti sulle seconde. A questo punto, però, agli uomini di Bersellini basta solo un successo per poter stappare lo champagne. Dietro tengono la Juventus, la Fiorentina e il sorprendente Ascoli, il quale infligge al Perugia l’ennesima sconfitta stagionale. Senza dubbio gli umbri sono scossi dagli eventi che hanno coinvolto numerosi calciatori, primo fra tutti Paolo Rossi, a secco di gol dalla 18a giornata.

La giornata porta anche il primo verdetto inappellabile, – a meno che la giustizia sportiva non decida di retrocedere d’ufficio tutte le società coinvolte nello scandalo scommesse -: con la sconfitta di Napoli, il Pescara è condannato matematicamente alla retrocessione.

A questo punto le rivelazioni di Alvaro Trinca iniziano a far tremare anche un’altra grande del calcio: la Juventus che sembra aver concordato il pareggio contro il Bologna.

Intanto prosegue il campionato con un antipasto al sabato tra Torino e Napoli.
ANTICIPO 27a GIORNATA: sabato 12 aprile 1980

Torino – Napoli 0-0

Torino e Napoli danno vita ad uno dei tanti 0 a 0 che stanno contrassegnando le partite in questi anni. I campionati risultano senz’altro estremamente equilibrati, ma quanti sbadigli sugli spalti!
27a GIORNATA: domenica 13 aprile 1980

Avellino – Ascoli 2-2

8′ Romano II (AV), 15′ Valente (AV), 57′ Bellotto, 62′ Scanziani

Fiorentina – Cagliari 1-1

80′ Piras, 90′ Tendi (FI)

Milan – Bologna 4-0

20′ De Vecchi, 25′ Maldera, 55′ rig. e 63′ Chiodi

Perugia – Inter 0-0

Pescara – Catanzaro 1-1

79′ Nicolini, 81′ Nobili (PE) rig.

Roma – Juventus 1-3

2′ Gentile, 20′ Scirea, 36′ Pruzzo (RM), 77′ Bettega

Udinese – Lazio 1-1

37′ Del Neri (UD) rig., 72′ Zucchini

CLASSIFICA:

Inter 38; Juventus 32; Ascoli e Fiorentina 31; Milan 30; Torino 29; Cagliari e Roma 28; Avellino e Bologna 27; Napoli e Perugia 26; Lazio 24; Catanzaro e Udinese 20; Pescara 15.
La festa deve attendere! A Perugia l’Inter non va oltre lo 0 a 0e deve rimandare lo stappo dello champagne a causa della concomitante vittoria esterna della Juventus sul campo della Roma, alla sua seconda pesante sconfitta consecutiva, dopo il raggiungimento della seconda piazza virtuale a fine marzo.

In questa giornata risorge anche il Milan. Per i rosso-neri c’è ormai quasi la certezza di dover giocare in serie B l’anno venturo, ma società e tifosi fanno quadrato. ,

è la scritta che campeggia su uno striscione esposto in curva sud, a testimonianza dell’affetto che lega tifoseria e squadra. Non saranno solo parole.

In settimana, intanto, i giornali si riempiono delle rivelazioni di Patrizio Peci, le quali hanno aperto ampi squarci nell’organizzazione terroristica. Da Via Fani ai delitti
Coco e Casalegno, il primo Pentito della storia delle BR ha rivelato tutti i particolari di cui era a conoscenza.

Due giorni dopo termina ufficialmente un’epoca: il 18 aprile lo Zimbabwe,
colonia britannica col nome di Rhodesia, diviene indipendente: si tratta dell’ultima nazione ad aver raggiunto questo obbiettivo.

Intanto la nazionale azzurra affronta l’ultima amichevole prima dei campionati europei. L’avversario è affascinante: sia per i trascorsi recenti che lo hanno visto figurare ottimamente in due edizioni dei campionati europei, sia perché da qualche tempo è balzato agli onori delle cronache per aver espresso il Papa attualmente in carica. A Torino arriva la Polonia, nazionale che non sarà presente alla massima rassegna continentale, ma pur sempre squadra pericolosa. Lato e Szarmach sono ormai in là con gli anni, Deyna ha smesso, ma dietro si sta imponendo il talento di Zbignew Boniek, ecclettico centrocampista dotato di grande scatto e forza fisica. Enzo Bearzot non si lascia condizionare dalle voci su alcuni suoi giocatori e convoca comunque Paolo Rossi. In attacco si registra il rientro in rosa di Roberto Bettega e la chiamata di Alessandro Altobelli.

371: Torino (Stadio Comunale) – sabato 19 aprile 1980 – ore 16,30

ITALIA – POLONIA 2-2 (Am)

RETI: 1′ Causio (IT), 9′ Sybis, 24′ Scirea (IT), 34′ Szarmach rig.

ITALIA: Zoff (Juventus) 80 (cap.) (46′ Bordon (Inter) 5), Gentile (Juventus) 35, Cabrini (Juventus) 17, Oriali (Inter) 9 (46′ Zaccarelli (Torino) 23, 52′ Buriani (Milan) 2), Collovati (Milan) 8, Scirea (Juventus) 28, Causio (Juventus) 51, Tardelli (Juventus) 36, Rossi (Perugia) 19, Antognoni (Fiorentina) 43 (58′ Graziani (Torino) 34), Bettega (Juventus) 30. C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Bellugi (Napoli), Maldera III (Milan), Altobelli (Inter).

POLONIA: Mowlik, Dziuba, Rudy (cap.), Wojcicki, Janas, Zmuda, Lato, Miloszewicz (89′ Nawalka), Sybis (58′ Mazur), Szarmach, Palasz (86′ Lipka). C.T.: Kulesza.

A disposizione: Mlynarczyk, Budka.

ARBITRO: White (Inghilterra).

SPETTATORI: 50.000 (40.000 paganti).
A Torino va in scena un primo tempo scoppiettante caratterizzato da gol e spettacolo. Poi la ripresa vede le squadre accontentarsi di un buon pareggio che permette agli azzurri di conservare l’imbattibilità stagionale.

In settimana il calcio italiano, la cui immagine all’estero è comprensibilmente in caduta libera, si aggrappa alla Juventus impegnata nella gara di ritorno della semifinale di Coppa delle Coppe contro l’Arsenal. La vigilia del match è preceduta da una grave tragedia avvenuta oltre confine, ma le immagini non possono lasciare indifferente nessuno. Il 22 aprile un incendio di origine dolosa, appiccato ad una casa di riposo di Sant-Jean-de-Losne, località francese della Costa d’oro,causa 32 morti..

Il giorno dopo alla Juventus l’impresa non riesce. Nonostante il vantaggio del gol realizzato in trasferta grazie al rigore trasformato da Antonio Cabrini, i bianco-neri danno il via libera all’Arsenal che passa a Torino col risultato di 1 a 0.

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