LA DOMENICA DELLE SENTENZE DI PRIMO GRADO SULLO SCANDALO SCOMMESSE

Il giorno dopo, nonostante sia domenica, vengono annunciate le sentenze: il Milan viene retrocesso in serie B, ma sarà l’unica società a pagare, dato il diretto coinvolgimento del Presidente Felice Colombo, radiato dal mondo del calcio. Per le altre, invece, viene riconosciuta l’estraneità dei dirigenti, così che vengono colpiti solamente i calciatori. Per alcuni si tratta della fine della carriera: Enrico Albertosi, Giuseppe Savoldi, Luciano Zecchini, Giuseppe Wilson, tutti ben oltre la trentina, vengono fermati per più di tre anni, rendendo improbabile un loro ritorno sui campi di gioco. Per altri, ci riferiamo ai vari Stefano Pellegrini, Mauro Della Martira, Carlo Petrini e Giorgio Morini, il rientro si prospetta difficile, in quanto dovranno riprendere in la con gli anni.

Diversamente vanno invece le cose per i due maggiori talenti coinvolti: Paolo Rossi viene fermato per tre anni, mentre a Bruno Giordano vengono comminati solo sei mesi di squalifica. A questo punto il suo passaggio al Milan sembra cosa fatta. Rientrerà in serie B, pronto per porre le basi di un ciclo vincente, una volta che, con i suoi nuovi compagni, avrà riconquistato la massima scena calcistica.

Tuttavia, accusatori ed accusati non sono contenti della sentenza e sicuramente ricorreranno in apppello.

A lasciare stupiti i non appassionati di calcio sono le immagini provenienti dagli Stati Uniti dove il Mount St. Helens, vulcano sito nello stato di Washington, erutta uccidendo 57 persone e causando danni per 3 miliardi di dollari

Nel primo pomeriggio invece, prende il via il Gran Premio di Montecarlo. La partenza è caratterizzata da un grosso incidente innescato da Derek Daly. Alla curva di Sainte Devote, l’irlandese tampona ad alta velocità Bruno Giacomelli, la Tyrrell s’impenna e ricadendo, colpisce la McLaren di Alain Prost e l’altra Tyrrell di Jean-Pierre Jarier che, a sua volta, tocca la monoposto di Nelson Piquet.
Tranne il brasiliano gli altri quattro piloti sono costretti al ritiro anzitempo.

Con una corsa già falcidiata dagli incidenti primo è Pironi, che guida davanti ad Alan Jones, Carlos Reutemann, Jacques Laffite, Patrick Depailler e Nelson Piquet. Chi non ha potuto evitare l’imbuto provocato dal tamponamento è già staccato.

Jones, che sembra poter passare Pironi, si ritira dopo 24 passaggi con un differenziale rotto. Le altre posizioni non cambiano, ci sono da segnalare solo i problemi coi pneumatici per le
Ferrari con Scheckter costretto al ritiro e Villeneuve che, dopo un pit per sostituire le coperture, va alla disperata ricerca di punti.

La Ligier di Pironi inizia a essere pressata anche dalla
Williams di Reutemann, ora secondo. Causa un testacoda intanto De Angelis perde due posizioni. La pioggia fa la sua comparsa sul tracciato monegasco. Depailler rompe il motore e si ritira. Stessa sorte per il leader Pironi, che sta tranquilamente controllando la gara. Al Casino non riesce a mettere una marcia, scivola contro il guardrail e rompe una sospensione. Gara finita anche per lui. In pochi giri anche un terzo francese si ritira: Arnoux dopo collisione con Patrese.

Ora in testa c’è Reutemann davanti a Laffite, Piquet, Mass, Andretti e De Angelis. Gli ultimi giri saranno fatali alle vetture di Colin Chapman: una sosta ai box per Andretti gli farà perdere il treno dei punti. A causa della pista scivolosa De Angelis va a sbattere al Casinò e si ritira pure lui.

Nelle primissime posizioni non cambia più nulla: Reutemann festeggia la prima vittoria dell’anno, davanti a Laffite, Piquet (ora in testa al mondiale). Poi Mass, Villeneuve e
Emerson Fittipaldi, quest’ultimi due grazie ai problemi che hanno “eliminato” le due
Lotus negli ultimi giri. Per il brasiliano si tratta dell’ultimo dei 281 punti guadagnati in carriera.

Intanto le sentenze di primo grado fanno discutere. Ad insorgere sono i tifosi milanisti, i quali non accettano che a pagare sia solamente la società rosso-nera. Non si capisce, ad esempio, come sia possibile che il racconto di Trinca e Cruciani diventi perfettamente attendibile quando ci si riferisce ai contatti col presidente Colombo, mentre quando i due affermano di aver puntato forte sulla partita Bologna Juventus, in quanto sapevano già essere concordata sul pareggio per volere dei due presidenti Tommaso Fabbretti e Gian Piero Boniperti, il racconto, a detta degli inquirenti, si fa improvvisamente lacunoso, tanto che sulla partita non viene nemmeno aperto un minimo d’inchiesta. Lo stesso Alvaro Trinca, ai giornalisti che gli chiedono un’opinione circa l’assenza di Massimo Cruciani dall’aula del processo, giunge ad affermare:

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