23 MARZO 1980: LA DOMENICA DELLE MANETTE

A fine settimana, con la primavera iniziata da due giorni, torna la serie A. In programma c’è il big match tra Juventus ed Inter. Vincendo i bianconeri, desiderosi di vendicare le quattro sberle subite nella partita del girone d’andata, potrebbero aprire prospettive per un’improbabile rimonta.
24a GIORNATA: domenica 23 marzo 1980

Avellino – Cagliari 2-2

17′ Selvaggi, 33′ aut. Brugnera (AV), 61′ Pellegrini II (AV), 81′ Marchetti

Catanzaro – Bologna 0-0

Fiorentina – Ascoli 3-1

38′ Scanziani (AS), 46′ Desolati, 67′ Antognoni rig., 89′ Desolati

Juventus – Inter 2-0

32′ Bettega, 79′ Fanna

Milan – Torino 0-2

31′ Zaccarelli, 79′ Pulici

Pescara – Lazio 2-0

50′ Prestanti, 76′ Chinellato

Roma – Perugia 4-0

26′ aut. Dal Fiume, 46′ Benetti, 61′ Pruzzo rig., 86′ Ancelotti

Udinese – Napoli 0-0

CLASSIFICA:

Inter 34; Juventus e Roma 28; Ascoli, Avellino, Fiorentina, Milan e Torino 26; Perugia 25; Bologna e Cagliari 24; Napoli 23; Lazio 21; Catanzaro 18; Udinese 16; Pescara 13.
Le gesta dei giocatori sul campo – e questa giornata ne ha proposte molte – passano in secondo piano di fronte a quanto accade al termine delle partite.

All’Adriatico di Pescara, la Lazio ha appena perso 2-0, quando all’uscita degli spogliatoi vengono arrestati in un colpo solo Cacciatori, Wilson, Giordano e Manfredonia. Nello stesso momento a San Siro, dopo Milan-Torino – vittoria esterna dei granata -, vengono bloccati Enrico Albertosi e Giorgio Morini assieme al Presidente Felice Colombo, mentre a Roma analogo destino tocca ai perugini Della Martira, Zecchini e Casarsa. Insieme a loro, vengono tradotti a Regina Coeli Stefano Pellegrini dell’Avellino, Guido Magherini del Palermo, Claudio Merlo del Lecce e Girardi del Genoa. E sono tan­tissimi i giocatori
invitati a presentarsi per accertamenti: tra questi, Paolo Rossi, Dossena, Savoldi e Damiani. E allora: la grande vittoria della Juventus sull’Inter e quella della Roma sul Perugia, con le due squadre balzate alle spalle della capolista, passano immediatamente in secondo piano, così come l’evidente crisi di un Milan frastornato dagli eventi.

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