WALTER TOBAGI: UN ALTRO ASSASSINIO ANNUNCIATO

Per fortuna sembra essere iniziato l’inesorabile declino dei numerosi gruppi eversivi che per oltre dieci anni hanno insanguinato l’Italia. L’opera dei pentiti inizia a dare i primi frutti: il giorno successivo a questa sfida di Coppa Uefa a Roma, più di 200 appartenenti alle BR e 50 a prima Linea, vengono arrestati.

L’operazione porta con sè pesanti polemiche: il 7 maggio precedente il Messaggiero ha pubblicato alcuni stralci dei verbali contenenti le confessioni di Patrizio Peci. Contro il giornale e contro l’autore dell’articolo, il giornalista Fabio Isman, immediatamente arrestato, viene aperto un procedimento per divulgazione di atti sottoposti a segretod’ufficio. Isman, però, afferma di aver ricevuto il materiale direttamente dal vice capo del Sisde Russomanno. Questo viene provato al processo tenuto il 24 maggio, nel quale Isman viene condannato ad un anno e sei mesi di carcere (successivamente verrà scagionato dall’accusa) mentre Russomanno viene condannato a due anni e otto mesi.

Arriva così l’ultimo mercoledì di maggio, giorno nel quale si assegna la Coppa dei Campioni. In finale si trovano i detentori del Nottingham Forest e l’Amburgo di Kevin Keegan, senz’altro l’attrazione della serata, dato che voci sempre più insistenti parlano di un suo passaggio alla Juventus. Nei telegiornali, comunque, allo sport è riservato sempre il servizio di chiusura, dato che vige ancora la distinzione tra notizie fondamentali per la vita quotidiana e notizie di costume.

Ben altro spazio trova la notizia di giornata: un lutto che colpisce il mondo dell’informazione. Il 28 maggio, infatti, a Milano un commando terroristico uccide il giornalista del Corriere della Sera Walter Tobagi. L’assassinio è rivendicato dalla Brigata 28 marzo
fondata dal brigatista Marco Barbone. I malviventi hanno portato a termine il loro disegno sparandogli cinque proiettili, alla schiena, alle gambe, alla testa.

Presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, docente di Storia Contemporanea alla Statale di Milano, da tempo Tobagi si occupa del terrorismo in veste d’inviato speciale sul fronte delle Brigate Rosse. Di fede socialista, il giornalista ha sempre cercato di ricostruire la genesi e i movimenti della cupa degenerazione dell’estremismo rivoluzionario, o meglio dei pseudorivoluzionari.

Si tratta comunque di una morte annunciata. Circa un anno prima il suo nome è stato trovato in un elenco di “bersagli” di Prima Linea.

La sera precedente, durante un dibattito al Circolo della Stampa di Milano, Tobagi ha commentato gli ultimi delitti, tra cui la gambizzazione del caposervizi di La Repubblica” Guido Passalacqua affermando:

Indubbiamente il suo dibattito è subito trapelato…… Forse anche nelle alte sfere.

Tobagi si riferiva al caso “Messaggero” andato in giudicato il sabato precedente.

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