CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 1974: LA CONCLUSIONE DEI GIRONI DI SEMIFINALE

Ormai il mondiale entra nell’ultima settimana e i primi bilanci possono essere stilati. La manifestazione ha messo in luce la grande capacità organizzativa dei tedeschi, dimostratisi abili nel regalare al mondo un avvenimento di prima qualità sotto tutti gli aspetti. Il campionato non è fatto solo di partite, televisioni e polemiche, ma c’è tutto un indotto che gira attorno a queste grandi manifestazioni di cui è opportuno tener conto per comprendere il motivo per cui il calcio può diventare un affare. Facendo un calcolo sui quantitativi di birra e di cibo che sarebbero stati consumati in occasione dell’incontro tra Brasile e Olanda, si scopre che nell’area comprendente lo stadio e l’albergo ristorante Westfalenhalle di Dortmund sono stati serviti 70 ettolitri e 14.000 bottiglie di birra, 6.000 salsicce e 2.000 costolette
di maiale. Gli olandesi presenti a Dortmund erano infatti ben 40.000.

A queste cifre va aggiunto quanto incassato per gaggets, pernottamenti ed altri beni di prima necessità consumati dalle migliaia di tifosi che raggiungono il Paese che ospita una manifestazione simile.

A metà settimana si chiudono i gironi di semifinali con le due gare decisive che vedono opposte la Germania alla Polonia e l’Olanda al Brasile.

Per ovvie ragioni televisive la Germania scende in campo nel pomeriggio, mentre in serata si disputano le ultime tre partite della seconda fase. Anche Giove Pluvio decide di partecipare al “summo banchetto del Dio Pallone”. Un’ora prima dellagara, infatti, un violentissimo acquazzone inzuppa il campo tanto da renderlo
impraticabile. Qui, però, entra in funzione l’organizzazione dei tedeschi: nel giro di mezz’ora i pompieri riescono a rendere praticabile il terreno di gioco estraendo
l’acqua con ogni genere di pompe meccaniche e con giganteschi rulli di spugna.
Francoforte sul Meno (Waldstadion) – mercoledì 3 luglio 1974 – ore 16,30


GERMANIA – POLONIA 1-0 (GIRONE B: 3a GIORNATA)


RETI: 76’ Muller.

GERMANIA OVEST: Maier, Vogts, Schwarzenbeck; Beckenbauer (cap.), Breitner, Bonhof;
Hoeness, Hölzenbein, Overath, Müller, Grabowski. C.T.: H. Schön.

POLONIA: Tomaszewski, Szymanowski, Gorgon; Zmuda, Musial, Deyna (cap.); Kasperczak (80 Cmikiewicz), Maszczyk (80 Kmiecik), Lato, Domarski, Gadocha. C.T.: K. Gorski.


TERNA ARBITRALE: Linemayr (Austria); g.l.: Scheurer (Svizzera), Palotai (Ungheria).

SPETTATORI: 62.000.
Con grande disappunto del pubblico di casa, la polonia appare più pronta ad adattarsi alle condizioni del terreno. Gadocha, Lato e Deyna cominciano ad insidiare Maier che sventa due difficilissime palle-gol. Pur perdendo di velocità la manovra dei polacchi è aggressiva e apre diverse strade al possibile vantaggio, ma Maier è bravissimo a salvare i tedeschi.

Nella ripresa, però, i padroni di casa crescono, al 53′ Zmuda è costretto al fallo da rigore per fermare Holzenbein, ma Hoeness incaricato del tiro si fa soggiogare dalla stazza atletica di Tomaszewski. I «bianchi» di Schön, insistono in avanti con Holzenbein e Grabowski scatenati, ma Mùller sembra essere assente fino al 76′ quando su un sagace suggerimento dell’ala sinistra balza sulla palla come una tigre e con un tocco preciso la colloca alle spalle di Tomaszewski. Per la Polonia, priva dell’ariete Szarmach, recuperare diventa pressoché impossibile, in quanto si tratterebbe comunque di realizzare due reti nei restanti 14 minuti di gara.

Alle 18 e 15 l’intero Paese è in festa: a Monaco c’è la possibilità di diventare Campioni del Mondo.

Ora c’è solo da attendere il verdetto della sfida tra Olanda e Brasile per conoscere l’avversaria dei tedeschi.
Dortmund (Westfalenstadion) – mercoledì 3 luglio 1974 – ore 19,30


OLANDA – BRASILE 2-0 (GIRONE A: 3a GIORNATA)

RETI: 50’ Neeskens, 65’ Cruijff

OLANDA: Jongbloed, Suurbier, Haan; Rijsbergen, Krol, Jansen; Neeskens (84 Israël), Van Hanegem, Rep, Cruijff (cap.), Rensenbrink (67 de Jong). C.T.: R. Michels.

BRASILE: Leão, Zé Maria, Luis Pereira; M.Marinho (cap.), F.Marinho, Cesar
Carpegiani; Rivelino, Dirceu, Valdomiro, Jairzinho, Paulo Cesar Lima (62 Mirandinha)
C.T.: M. Zagalo.

TERNA ARBITRALE: Tschenscher (Germania Ovest); g.l.: Davidson (Scozia), Suppiah (Senegal).


SPETTATORI: 53.000.

Gelsenkirchen (Parkstadion) – mercoledì 3 luglio 1974 – ore 19,30


ARGENTINA – GERMANIA EST 1-1 (GIRONE A: 3a GIORNATA)


RETI: 14’ Streich, 21’ Houseman (AR)

ARGENTINA: Fillol, Wolff (cap.), Heredia; Carrascosa, Bargas, Telch; Kempes, Houseman, Babington, Brindisi, Ayala. C.T.: V. Capp.

GERMANIA EST: Croy, Kurbjuweit, Bransch (cap); Weise, Schnupase, Pommerenke; Streich (81 Ducke), Sparwasser, Löwe (68 Vogel), Kische, Hoffmann. C.T.: G. Buschner.


TERNA ARBITRALE: Taylor (Inghilterra); g.l.: Thomas (Galles), Kamel (Egitto).

SPETTATORI: 54.000.

LA CLASSIFICA

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. G.F. G.S.

1. OLANDA 6 3 3 0 0 8 0

2. Brasile 4 3 2 0 1 3 3

3. Germania Est 1 3 0 1 2 1 4

4. Argentina 1 3 0 1 2 2 7

Düsseldorf (Rheinstadion) – mercoledì 3 luglio 1974 – ore 19,30


SVEZIA – JUGOSLAVIA 2-1 (3a GIORNATA: GIRONE B)

RETI: 27’ Šurjak (JU), 30’ Edström, 85’ Torstensson

SVEZIA: Hellström, Karlsson, Olsson; Nordqvist (cap.), Augustsson, Grahn; Tapper, Persson, Torstensson, Sandberg, Edström. C.t.: G. Eriksson.

JUGOSLAVIA: Maric, Buljan, E.Hadžiabdic; Bogicevic, Katalinski, Pavlovic
(78 Peruzovic); Džajic (cap.), Acimovic, Šurjak, V.Petrovic (66 Karasi), Jerkovic. C.T.: M. Miljanic.

TERNA ARBITRALE: Pestarino (Argentina); g.l.: Baretta (Uruguay), Llobregat (Venezuela).

SPETTATORI: 38.000.

LA CLASSIFICA

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. G.F. G.S.

1. GERMANIA OVEST 6 3 3 0 0 7 2

2. Polonia 4 3 2 0 1 3 2

3. Svezia 2 3 1 0 2 5 5

4. Jugoslavia 0 3 0 0 3 2 6

Come previsto, è l’Olanda l’avversaria della Germania nella finalissima di Monaco. Cruijff e compagni partono subito alla grande. Gli uomini allenati da Mario Zagalo non possono far altro che difendersi, tra l’altro in modo estremamente ordinato. Il Brasile, però, deve vincere a tutti i costi ed il dominio degli avversari inizia ad incidere sui nervi dei verde-oro. L’arbitro tedesco Tschenscher, tra l’altro, non si dimostra sufficientemente deciso nel tener a bada gli animi e al 30′ un violento alterco fra Luis Pereira e Suurbier mette a nudo tutto il malessere dei Campioni del Mondo in carica, i quali non riescono a tessere il loro gioco. La prima frazione di gara si chiude sullo 0 a 0, risultato che permette all’Olanda di accedere alla finale. Gli uomini di michels, però, non sanno speculare su un risultato. Tra l’altro si sono resi conto che, grazie al loro movimento continuo hanno aperto una breccia nel dispositivo difensivo brasiliano. Fra gli «orange» Haan opera come «libero» dettando il tempo del fuorigioco all’occorrenza, Suurbier e Krol difensori esterni e
lo stesso «stopper» Rijsbergen partecipa­no alla manovra offensiva e appoggiano continuamente il cen­trocampo, gli olandesi attaccano in sette e si difendono in sette con una manovra a fisarmonica, che prevede l’inserimento dei terzini sulle fasce laterali a centrare per il tiro in porta. In avanti Cruijff dirige da par suo, mentre Van Hanegem regola i movimenti dei settori arretrati, così in pratica anche quando la squadra attacca non è mai scoperta
nelle retro­vie. Già all’inizio della seconda frazione il gol è nell’aria: al 50′ Cruijff batte una punizione a pallonetto pescando nel cuore della difesa «auriverde» Neeskens che spara al volo e batte Leao.

Il vantaggio incide ulteriormente sui nervi dei brasiliani ora costretti a compiere un’autentica impresa, saltano i collegamenti e il grande Johann si incarica di dare la mazzata decisiva al 67′ avventandosi come un fulmine su un centro di Resenbrink e scaraventando alle spalle di Leao un bolide imprendibile. I restanti minuti si trasformano in una sorta di caccia all’uomo; per tutti ne fa le spese Luis Pereira, espulso per un fallo brutale su Neeskens, ma Tschenscher (guarda caso un tedesco occidentale) sorvola pilatescamente in diverse occasioni, condotta che, a veder bene, lascia qualche sospetto, trattandosi della gara che doveva designare la sfidante alla Germania.

Con una simile condotta di gara, il Brasile abdica nel peggior modo possibile al trono di Campione del Mondo.


Nelle altre partite Argentina e Germania Est chiudono il loro mondiale con un pareggio. Per le due squadre, l’accesso alla seconda fase ha rappresentato già di per sè un ottimo risultato. In questa gara, senza alcun valore per la classifica, il mondo conosce il giovane portiere Ubaldo Matildo Fillol, destinato in futuro ad ottenere ben altri successi.

Contemporaneamente la Svezia sconfigge la Jugoslavia, lasciandola a quota 0 in questa seconda fase. Passeranno molti anni prima di rivedere queste due rappresentative schierare compagini competitive in una grande manifestazione internazionale.

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