CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 1974 – SECONDA FASE: LE PARTITE DEL 30 GIUGNO

Al risveglio, dopo quest’intensa giornata di partite, dalla sede del ritiro della nazionale polacca Trapela una strana notizia. Il giocatore Kusto, a differenza di tutti gli altri compagni di squadra, risulta l’unico ad acquistare peso dopo 90 minuti di gioco. Per questo motivo l’allenatore Gorski non lo ha ancora schierato in questi Mondiali per non costringerlo a sottoporsi a diete ferree.

Un’altra squadra appartenente all’Europa orientale fa parlare di sè: si tratta della Germania Est, per la quale il Presidente del Comitato Organizzatore ha chiesto un miglior trattamento da parte del pubblico tedesco, in quanto si tratta pur sempre di fratelli tedeschi. In realtà la propaganda anti-comunista ha avvelenato gli animi e solo una vera e propria annessione, che avverrà fra sedici anni, riunirà pacificamente le due nazioni.

Ben altro clima si vive in Olanda, grazie alle imprese e allo spettacolo offerto dagli uomini allenati da Michels. L’entusiasmo sta contagiando un po’ tutti. Un floricoltore di Amsterdam, visti gli strepitosi risultati ottenuti dalla nazionale olandese e, soprattutto, considerata la popolarità raggiunta
dal suo fuoriclasse Johann Cruijff, propone di intitolare a quest’ultimo una speciale produzione di tulipani, così come è già avvenuto con la rosa Soraya, in onore della bellissima imperatrice di Persia ripudiata perché incapace di avere figli, o il garofano Grace, in onore della diva Grace Kelly divenuta moglie del Principe Ranieri di Monaco.

In questo modo Cruijff e compagni si apprestano ad affrontare la gara contro la Germania Est, mentre l’intero Sud America è pronto a vivere un’intenso derby tra Brasile ed Argentina.
Gelsenkirchen (Parkstadion) – domenica 30 giugno 1974 – ore 16,00


OLANDA – GERMANIA EST 2-0 (GIRONE B: 2a GIORNATA)


RETI: 8’ Neeskens, 59’ Rensenbrink

OLANDA: Jongbloed, Suurbier, Haan; Rijsbergen, Krol, Jansen; Neeskens, van Hanegem, Rep, Cruijff (cap.), Rensenbrink. C.T.: R. Michels.

GERMANIA EST: Croy, Kurbjuweit, Bransch (cap.); Weise, Schnuphase, Pommerenke;
Lauck (81 Kreische), Sparwasser, Löwe (66 Ducke), Kische, Hoffmann. C.T.: G. Buschner.

TERNA ARBITRALE: Scheurer (Svizzera); Linemayr (Austria), Delgado (Colombia).

SPETTATORI: 70.000.

Hannover (Niedersachsenstadion) – domenica 30 giugno 1974 – ore 16,00

BRASILE – ARGENTINA 2-1 (GIRONE B: 2a GIORNATA)

RETI: 32’ Rivelino, 35’ Brindisi ()AR, 48’ Jairzinho

BRASILE: Leão, Zé Maria, Luis Pereira; M.Marinho (cap.), F.Marinho, Cesar
Carpegiani; Rivelino, Dirceu, Valdomiro, Jairzinho, Paulo Cesar Lima. C.T.: M. Zagalo.

ARGENTINA: Carnevali, Glaria, Heredia; Sa (46 Carrascosa), Bargas, Squeo; Babington, Brindisi (cap.), Ayala, Balbuena, Kempes. C.T.: V. Capp.

<TERNA ARBITRALE: Loraux (Belgio); N'Diaye (Senegal), Taylor (Inghilterra).

SPETTATORI: 39.000.

Con un gol per tempo l’Olanda espleta la pratica Germania Est e, non avendo subito reti in questo girone, si garantisce la possibilità di accedere alla finale anche con un pareggio nello scontro diretto col Brasile, vittorioso di misura contro l’Argentina. Pur essendo usciti sconfitti e, pertanto, matematicamente eliminati, i bianco-celesti hanno avuto la soddisfazione di interrompere l’imbattibilità della rete difesa dal verde-oro Leao, uno dei migliori portieri della storia del calcio brasiliano.

Ora tocca alla Germania impegnata contro la Svezia, autentica rivelazione della manifestazione. Contemporaneamente la Polonia deve fronteggiare la voglia di rivalsa della Jugoslavia.
Francoforte sul Meno (Waldstadion) – domenica 30 giugno 1974 – ore 18,00

POLONIA – JUGOSLAVIA 2-1 (GIRONE A: 2° GIORNATA)


RETI: 27’ Deyna rig., 43’ Karasi (JU), 63’ Lato

POLONIA: Tomaszewski, Szymanowski, Gorgon; Zmuda, Musial, Deyna (cap.) (81 Domarski); Kasperczak, Maszczyk, Lato, Szarmach (58 Cmikiewicz), Gadocha. C.T.: K. Gorski.

JUGOSLAVIA: Maric, Buljan, E.Hadžiabdic; Bogicevic, Katalinski, Oblak (17 Jerkovic); Bajevic, Acimovic (cap.), Šurjak, Karasi, Petkovic (81 V.Petrovic). C.T.: M. Miljanic.

TERNA ARBITRALE: Glöckner (Germania Est); g.l.: Marques (Brasile), Winsemann (Canada).

SPETTATORI: 53.000.
Un rigore trasformato da Capitan Deyna e un gran gol del solito Lato, inarrestabile nella sua corsa verso la conquista del titolo di capocannoniere del mondiale, lanciano la Polonia in vetta al girone e mettono pressione alla Germania, l’ultima a scendere in campo in questa calda domenica d’estate. Contro la Svezia i padroni di casa devono assolutamente conquistare un successo pieno e convincente per mantenere una migliore differenza reti, essenziale per affrontare lo scontro diretto con i Polacchi usufruendo di due risultati utili per accedere alla finalissima.
Dusseldorf (Rheinstadion) – domenica 30 giugno 1974 – ore 19,30


GERMANIA OVEST – SVEZIA 4-2 (GIRONE B: 2a GIORNATA)

RETI: 25’ Edström (SV), 51’ Overath, 52’ Bonhof , 53’ Sandberg (SV), 77’ Grabowski, 89’ Hoeness rig. .

GERMANIA OVEST: Maier, Vogts, Schwarzenbeck; Beckenbauer (cap.), Breitner, Bonhof;
Hoeness, Hölzenbein (83 Flohe), Overath, Müller, Herzog (66 Grabowski). C.T.: H. Schoen.

SVEZIA: Hellström, Karlsson, Olsson; Nordqvist (cap.), Augustsson, Grahn;
Tapper, Larsson (31 Ejderstedt), Torstensson, Sandberg, Edström. C.T.: G. Eriksson.

TERNA ARBITRALE: Kazakow (URSS); g.l.: Rainea (Romania), Sánchez (Spagna).

SPETTATORI: 68.000.
Una serie di emozioni da infarto per nulla richieste si abbatte sui tifosi della Germania Occidentale che a Dusseldorf sono alle prese con una Svezia ben decisa a vendere cara la pelle. Edstroem, centravanti dal collo di giraffa, batte
Maier al 26′ e la prima frazione si chiude con i gialloblu scandinavi in vantaggio. Un brivido di paura serpeggia nell’animo dei tedeschi, perché Hellstrom si conferma
il miglior portiere di quel mondiale bloccando puntualmente tutti i tentativi degli attaccanti teutonici. Naturalmente la Polonia gode di questo risultato: ancora una volta si troverebbe ad affrontare l’incontro decisivo nelle condizioni ideali e se poi arrivasse un altro gol Svedese …

Nella ripresa in quattro minuti ne succedono di tutti i colori: Overath pareggia al 50′, e un minuto dopo è Bonhof a portare in vantaggio i «bianchi». Al 53′, però, Sandberg impatta gettando nuovamente i tifosi di casa nello sconforto. Per 24 minuti si teme il peggio: la Svezia resiste decisa a portare a casa un risultato di prestigio. A 13’ minuti dal termine Grabovski pone fine all’incubo realizzando la rete del 3 a 2 e Hoeness rimpingua il bottino trasformando il rigore del 4 a 2 definitivo. Anche la Germania può permettersi il lusso di affrontare il match decisivo potendo contare su due risultati utili per accedere alla finale.

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