PAUL BREITNER

Nasce a Kolbermoor il 5 settembre del 1951 e a 19 anni entra a far parte del Bayern di Monaco. Si mette in luce come ottimo terzino sinistro ed entra nella rosa che conquista il titolo europeo nel 1972. La sua crescita è impressionante, con la conseguenza di essere uno dei punti fissi durante i vittoriosi mondiali del 1974. In questa edizione realizza gol decisivi, tra cui il rigore che dà ai tedeschi la parità in finale. Èun periodo d’oro per il biondo terzino teutonico in quanto coincide con la vittoria nella Coppa dei Campioni 1973-74.

Breitner è uno dei grandi protagonisti del momento tanto da attrarre l’interesse del Real Madrid, a caccia di campioni stranieri per rispondere agli acerrimi rivali del Barcellona dove milita l’immenso Johann Kruijff. Per tre anni il giocatore veste la maglia delle “merengues” fornendo sempre grandi prove.

Nel frattempo, però, si incrina il suo rapporto con la nazionale. Secondo alcuni, ma l’asserzione non è stata confermata, ciò è avvenuto a causa del suo filocomunismo (era
maoista militante). Sta di fatto che Breitner, all’età di 27 anni, e dopo aver fatto ritorno in patria vestendo la maglia dell’Eintracht di Braunschweig, rinuncia a prendere parte ai mondiali argentini del 1978 per protestare contro la
dittatura militare al potere nel paese sudamericano.

Dopo il fallimento della spedizione argentina il nuovo tecnico Derwal decide di punttare su di lui per ricostruire una nazionale vincente. Breitner, intanto è ritornato al Bayern dove ricopre il ruolo di mezz’ala sinistra, alle spalle della stella Karl Heinz Rumenigge.

Nel 1980 Breitner è la mente della squadra che conquista l’Europeo organizzato in Italia battendo in finale il Belgio dei vari Gerets, Van Moer e Ceulemans per 2 a 1.

Tornata sul trono d’Europa, la Germania Ovest vola ai mondiali spagnoli del 1982. Assieme al compagno Rumenigge, però, Breitner si presenta alla manifestazione col morale basso a causa dell’incredibile sconfitta subita nella finale di Coppa dei Campioni contro l’Aston Villa, lanciato in paradiso da un gol al 90’ del centravanti Gary Shaw. Tra polemiche, infortuni e un po’ di buona sorte (vittoria ai rigori in semifinale contro la Francia, dopo essere stati in svantaggio per 3 a 1 nei tempi supplementari) i tedeschi giungono in finale dove, però, trovano una nazionale italiana in autentico stato di grazia. Gli azzurri, infatti trionfano per 3 a 1 ma per lui c’è almeno la soddisfazione di aver realizzato il gol della bandiera: due finali mondiali disputate ed altrettante reti. Mica male per un terzino!

Chiusa l’attività agonistica, Breitner è entrato a far parte della società bavarese in qualità di osservatore di mercato.

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