ITALIA-HAITI 3-1: LA RABBIA DI GIORGIO CHINAGLIA

Finalmente arriva il giorno dell’esordio dell’Italia contro Haity. Sulla carta si tratta di un impegno facile, che dovrebbe risolversi in una goleada, sebbene i fantasmi di altre gare sulla carta già vinte siano sempre presenti nell’immaginario dei tifosi del Bel Paese. C’è curiosità anche per l’esordio di Polonia ed Olanda. Tuttavia nel pomeriggio, mentre molti italiani si godono le prime giornate di sole estivo accompagnate dal nuovo successo di Claudio Baglioni E Tu destinato a diventare il singolo più venduto in questo 1974, scendono in campo Bulgaria e Svezia.
Düsseldorf (Rheinstadion) – sabato 15 giugno 1974 – ore 16.00

BULGARIA – SVEZIA 0-0

BULGARIA: Goranov, Z.Vassilev, Ivkov; Velitchkov, Kolev, Penev; Voinov (72 Mikhailov), Bonev (cap.), Denev, Panov (75 M.Vassilev), Nikodimov. C.T.: C. Mladenov.

SVEZIA: Hellström, Olsson, Karlsson; Larsson (cap.), Andersson, Kindvall
(72 Magnusson); Tapper, Grahn, Torstensson, Sandberg, Edström. C.T.: G. Eriksson.


TERNA ARBITRALE: Pérez (Perù); González (Messico), Seppiah (Singapore).

SPETTATORI: 23.000.
Gli scandinavi non vanno oltre lo 0 a 0 contro i bulgari i quali hanno trovato nel portiere svedese Ellström un ostacolo insormontabile. Ora tutto è pronto per l’esordio azzurro. Valcareggi incomincia con quella che lui ritiene la sua formazione titolare per la conquista del mondiale.
320:
MONACO DI BAVIERA (Olympiastadion) – Saturday, 15 giugno 1974 – ore 18.00

ITALIA – HAITI 3-1 (GIRONE D: 1a GIORNATA)

RETI: 46′ Sanon (HA), 52′ Rivera, 64′ aut. Auguste, 78′ Anastasi

ITALIA: Zoff (Juventus) 33, Spinosi (Juventus) 17, Facchetti (Inter) 74 (cap.), Benetti II (Milan) 16, F. Morini (Juventus) 7, Burgnich (Inter) 64, A. Mazzola (Inter) 68, F. Capello (Juventus) 17, Chinaglia (Lazio) 10 (69′ Anastasi (Juventus) 21), Rivera (Milan) 59, Riva (Cagliari) 41. C.T: F. Valcareggi.

A DISPOSIZIONE: Albertosi (Cagliari), Sabadini (Milan), Juliano (Napoli), Causio (Juventus).

HAITI: Francillon, Bayonne, Auguste; François, Nazaire (cap.), Jean Joseph; Vorbe, Antoine, Sanon, Desir, G. Saint Vil (46′ Barthelemy). C.T: A. Tassy.

TERNA ARBITRALE: Llobregat (Venezuela); g.l.: Marques (Brasile), Namdar (Iran).

SPETTATORI: 51.100
L’Olimpia Stadion di Monaco è pieno di italiani che sperano di vedere il trionfo degli azzurri, invece gli haitiani si rivelano un osso duro da rosicare. La manovra non si dipana secondo i piani e il portiere Francillon inizia a compiere autentici miracoli. I caraibici iniziano a prendere fiducia nei loro mezzi. Racconta l’ala destra Worbe:

Le due squadre vanno al riposo sullo 0 a 0. C’è tutto il secondo tempo per sistemare le cose; Zoff, tra l’altro, non incassa un goal da oltre 1100 minuti. All´inizio del secondo tempo, invece, Emmanuel “Manno” Sanon evade con facilità dalla guardia di Luciano Spinosi, andando a realizzare il più celebrato
dei gol mondiali: quello che ha messo fine al record d’imbattibilità del portiere friulano (1143 minuti).

Mentre sull’Italia inizia ad aleggiare il fantasma di Pak Do Ick, a Port au Prince le feste scoppiano istantanee, caroselli per strada e anche un paio di morti, perché qui celebrazioni e dispute hanno la stessa colonna sonora: i colpi d’arma da fuoco. Il caos nella capitale haitiana dura sei minuti: il tempo necessario perché Rivera ponga rimedio: prima pareggiando, poi provocando l’autorete di Auguste che porta gli azzurri sul 2 a 1. Successivamente Chinaglia, lanciato in contropiede, manca il gol del 3 a 1. Non si sa bene se in virtù´ di quel goal sbagliato, Valcareggi lo sostituisce con Anastasi. L’attaccante laziale esce dal campo arrabbiatissimo, poiché la panchina azzurra lo applaude, rivolge gesti poco carini all´indirizzo dell´allenatore e dei compagni. Con termini ben più pesanti, il tecnico triestino viene letteralmente mandato a quel paese dalla punta laziale sotto gli occhi delle telecamere e l’immagine fa il giro del mondo. Comunque la partita continua, ed il nuovo entrato mette al sicuro il risultato segnando il 3-1.

Lo sfogo di Chinaglia si trasferisce all´interno dello spogliatoio dove scaglia contro le pareti diverse bottiglie di vetro d’acqua minerale, e devasta una doccia. La federazione interviene immediatamente nella persona di Italo Allodi, al seguito della nazionale in veste di dirigente accompagnatore. L’ex direttore sportivo di Inter e Juventus organizza in fretta e furia una conferenza stampa nella quale “Long John” dovrebbe recitare il più classico e scontato dei “mea culpa.” Il centravanti toscano, però, è il principale portavoce di uno dei tanti clan che devastano l’ambiente azzurro in questa spedizione e, probabilmente consigliato dagli altri suoi seguaci (Giuseppe Wilson, Luciano Re Cecconi e Antonio Juliano), si presenta in sala stampa dicendo:

La conferenza stampa prosegue con l’usuale tiritera delle accuse di protezionismo nei confronti dei calciatori appartenenti agli squadroni del nord, a scapito dei poveri atleti che giocano nei sodalizi centro-meridionali.

Ben più tranquillo si presenta il dopogara in casa degli Haitiani. Immediatamente ricevono i complimenti telefonici di “Papadoc” per aver tenuto in scacco così a lungo i vice campioni del mondo. Ancor oggi, negli uffici cadenti della federazione locale, l’impresa di quegli uomini è ricordata con una fotocopia color seppia, attaccata
a una parete.

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