JURGEN SPARWASSER: L’UOMO CHE FECE PIANGERE L’OVEST

Ora tutto è pronto per la grande sfida tra la Germania Occidentale e quella Orientale. Amburgo è il teatro di una gara che non riveste particolare importanza nell’economia del mondiale, se non quella di stabilire la vincente del girone, ma conserva un particolare fascino. L’
Est proletario e Comunista sfida l’oppulento Ovest capitalista. Manco a dirlo Beckembauer e compagni sono i grandi favoriti. Sulle gradinate del Volkparkstadion ci sono anche seimila tedeschi dell’Est, che hanno ottenuto uno speciale permesso per espatriare in modo da sostenere la propria nazionale. Molti di questi sono scettici circa l’esito finale della gara, tanto da arrivare a scommettere sull’entità della sconfitta.
Amburgo (Volksparkstadion) – sabato 22 giugno 1974 – ore 19.30

GERMANIA EST – GERMANIA OVEST 1-0 (GIRONE A: 3a GIORNATA)

RETI: 67’ Sparwasser

GERMANIA EST: Croy, Kische, Bransch (cap.); Weise, Wätzlich, Irmscher (66 Hamann);
Kurbjuweit, Kreische, Lauck, Sparwasser, Hoffmann. C.T.: G. Buschner

GERMANIA OVEST: Maier, Vogts, Breitner; Schwarzenbeck (69 Höttges), Beckenbauer (cap.), Cullmann; Grabowski, Hoeness, Müller, Overath (69 Netzer), Flohe. C.T.: H. Schon.

TERNA ARBITRALE: Baretto (Uruguay); Marquez (Brasile), Pestarino (Argentina).

SPETTATORI: 60.000.
LA CLASSIFICA

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. G.F. G.S.

1. GERMANIA EST 5 3 2 1 0 4 1

2. GERMANIA OVEST 4 3 2 0 1 4 1

3. Cile 2 3 0 2 1 1 2

4. Australia 1 3 0 1 2 0 5

La Germania Ovest parte all’attacco decisa ad aggiudicarsi il primo derby della storia dei mondiali. Tuttavia Muller, continuamente beccato dal pubblico locale in quanto reo di aver soffiato il posto all’idolo locale Uve Seeler nei mondiali del Messico, e soci si scontrano continuamente col muro difensivo degli uomini allenati da Buschner. A metà del secondo tempo Schön prova anche a dare maggior consistenza tecnica al centrocampo avvicendando Overath col biondo Gunther Netzer, sperando in qualche sua invenzione. Invece, come una doccia fredda, a 13 minuti dal termine, arriva la rete segnata dalla mezz’ala Sparwasser. Sullo stadio di Amburgo cala il silenzio; si sentono solamente i sostenitori della Germania Orientale che fremono all’idea di festeggiare un’insperata vittoria. E non importa se il primo posto significa finire nello stesso girone del Brasile, giunto secondo, col rischio di trovarsi anche Olanda ed Italia. Questa era una partita da vincere e a vincerla è stato l’Est. Per una volta la piccola Trabant ha sorpassato la grande Mercedes.

Per un anno il gol di Sparwasser diventa la sigla di molti programmi sportivi. E dopo la caduta del muro, per ricostruire un’identità sportiva collettiva, tutti chiederanno all’altro:

Ed è proprio attraverso un’intervista dello stesso eroe di Amburgo che cerchiamo di rivivere questa gara.

G.” Ecco, appunto, la sua famiglia dov’era?”

G. “Sconfitta sicura, vero?”

G. “E’ vero che lei fu premiato con auto, casa e conto in banca?”

G. “Quel gol è ancora in fondo alla rete.”

G. È vero che alla fine di quella partita nessuno volle la sua maglia?

G. “Sorpreso di essere ancora una notizia?

La vittoria della Germania Est per 1-0 contro i nemici politici dell’Ovest, per lo più sul terreno degli avversari, non riveste un grande significato dal punto di vista sportivo dato che entrambe le squadre erano già qualificate per il turno successivo. L’esito di questa gara è destinato ad avere un grande effetto emotivo sui Tedeschi dell’Ovest rimasti senza dubbio scossi. Franz Beckenbauer, da grande capitano qual’è sempre stato, reagisce immediatamente in una maniera inusuale per questa parte del mondo. Organizza immediatamente un incontro sulla crisi con la
squadra, su richiesta dei propri compagni chiede alcune modifiche tattiche al tecnico Helmut Schön e infine servendosi della televisione, spiega la situazione a un pubblico agitato per la sconfitta.

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