LA RABBIA DI “TOTONNO” JULIANO

L’intera comitiva si riunisce a Coverciano all’inizio di giugno. La soluzione della diatriba Mazzola – Rivera dovrebbe garantire la tranquillità necessaria per affrontare al meglio un impegno che si profila ricco d’insidie. Tutto sembra filare liscio fino al giorno in cui Valcareggi rende noti i numeri di maglia. Contrariamente a quanto avviene di solito, il tecnico predispone una formazione titolare, la quale prevede la presenza di Chinaglia al posto di Anastasi e l’inserimento degli juventini Morini e Capello. Va detto che la mezz’ala di Pieris si presenta come una delle star del mondiale, alla luce del gol realizzato a Wembley contro l’Inghilterra. Evidentemente questo criterio non piace a qualcuno, in particolare ad Antonio Juliano, anima di quel Napoli che, a detta di tutti, ha espresso il miglior gioco del campionato. “Totonno”, alla sua terza partecipazione ad una fase finale, convoca una conferenza stampa nella quale spara a zero contro il tecnico accusandolo di favorire i giocatori appartenenti agli squadroni del nord. Inizia qui la divisione in clan rivelatasi alla fine deleteria per l’intera spedizione. Al napoletano si uniscono i tre laziali che, avendo appena vinto lo scudetto, pretendono maggiore considerazione.

Con questo clima l’Italia si reca a Vienna per affrontare l’Austria in un’importante amichevole di preparazione. Naturalmente Valcareggi schiera quella che ritiene la formazione titolare con l’unica eccezione dell’inserimento di Roberto Boninsegna al posto di Gigi Riva, in precarie condizioni di salute. Il bomber cagliaritano soffre di problemi muscolari, tenuti segreti a compagni e stampa, in accordo conlo stesso Valcareggi, per non alimentare ulteriori polemiche.
319: Wienna (Wiener Stadion, Prater):sabato 8 giugno 1974 ore 16,30

AUSTRIA – ITALIA 0-0 (Am)

AUSTRIA: Rettensteiner, Eigenstiller (cap.) (75′ Horvath), Winkelbauer, Kriess, Daxbacher (82′ Bacher), Hof, Stering, Kreuz, Krankl, Gallos, Jara (87′ Stasser). C.T.: L. Stastny.

ITALIA: Zoff (Juventus) 32, Spinosi (Juventus) 16, Facchetti (Inter) 73 (cap.), Benetti II (Milan) 15, F. Morini (Juventus) 6, Burgnich (Inter) 63, A. Mazzola (Inter) 67 (46′ Causio (Juventus) 10), F
Capello (Juventus) 16, Chinaglia (Lazio) 9 (46′ Anastasi (Juventus) 20), Rivera (Milan) 58, Boninsegna (Inter) 18. C.T.: F. Valcareggi.

ADISPOSIZIONE: Albertosi (Cagliari), Castellini (Torino), Sabadini (Milan), Bellugi (Inter), Wilson (Lazio), Re Cecconi (Lazio), Juliano (Napoli), Pulici (Torino).

ARBITRO: Delcourt (Belgio).

SPETTATORI: 47.702

Come contro la Germania, l’incontro termina sullo 0 a 0. Questa volta, però, il risultato dà qualche preoccupazione: se in febbraio a Roma gli azzurri avevano disputato un incontro gagliardo e ricco di occasioni da gol, questa volta la squadra appare stanca e senza schemi di gioco validi. La difesa, tuttavia, sembra formidabile, protetta da un «libero» generoso combattente come Burgnich, la porta italiana difesa da Zoff si presenta al mondiale imbattuta da 1097 minuti.

A preoccupare, però, è il clima nello spogliatoio, sempre più rovente. Eloquaenti sono le parole di Sandro Mazzola tornato molti anni dopo su quegli episodi:

Con questo clima la comitiva azzurra raggiunge il ritiro di Ludwigsburg, cittadina universitaria nei pressi di Stoccarda, regione nella quale lavorano migliaia di immigrati italiani che non faranno di certo mancare il loro calore.

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L’intera comitiva si riunisce a Coverciano all’inizio di giugno. La soluzione della diatriba Mazzola – Rivera dovrebbe garantire la tranquillità necessaria per affrontare al meglio un impegno che si profila ricco d’insidie. Tutto sembra filare liscio fino al giorno in cui Valcareggi rende noti i numeri di maglia. Contrariamente a quanto avviene di solito, il tecnico predispone una formazione titolare, la quale prevede la presenza di Chinaglia al posto di Anastasi e l’inserimento degli juventini Morini e Capello. Va detto che la mezz’ala di Pieris si presenta come una delle star del mondiale, alla luce del gol realizzato a Wembley contro l’Inghilterra. Evidentemente questo criterio non piace a qualcuno, in particolare ad Antonio Juliano, anima di quel Napoli che, a detta di tutti, ha espresso il miglior gioco del campionato. “Totonno”, alla sua terza partecipazione ad una fase finale, convoca una conferenza stampa nella quale spara a zero contro il tecnico accusandolo di favorire i giocatori appartenenti agli squadroni del nord. Inizia qui la divisione in clan rivelatasi alla fine deleteria per l’intera spedizione. Al napoletano si uniscono i tre laziali che, avendo appena vinto lo scudetto, pretendono maggiore considerazione.

Con questo clima l’Italia si reca a Vienna per affrontare l’Austria in un’importante amichevole di preparazione. Naturalmente Valcareggi schiera quella che ritiene la formazione titolare con l’unica eccezione dell’inserimento di Roberto Boninsegna al posto di Gigi Riva, in precarie condizioni di salute. Il bomber cagliaritano soffre di problemi muscolari, tenuti segreti a compagni e stampa, in accordo conlo stesso Valcareggi, per non alimentare ulteriori polemiche.
319: Wienna (Wiener Stadion, Prater):sabato 8 giugno 1974 ore 16,30

AUSTRIA – ITALIA 0-0 (Am)

AUSTRIA: Rettensteiner, Eigenstiller (cap.) (75′ Horvath), Winkelbauer, Kriess, Daxbacher (82′ Bacher), Hof, Stering, Kreuz, Krankl, Gallos, Jara (87′ Stasser). C.T.: L. Stastny.

ITALIA: Zoff (Juventus) 32, Spinosi (Juventus) 16, Facchetti (Inter) 73 (cap.), Benetti II (Milan) 15, F. Morini (Juventus) 6, Burgnich (Inter) 63, A. Mazzola (Inter) 67 (46′ Causio (Juventus) 10), F
Capello (Juventus) 16, Chinaglia (Lazio) 9 (46′ Anastasi (Juventus) 20), Rivera (Milan) 58, Boninsegna (Inter) 18. C.T.: F. Valcareggi.

ADISPOSIZIONE: Albertosi (Cagliari), Castellini (Torino), Sabadini (Milan), Bellugi (Inter), Wilson (Lazio), Re Cecconi (Lazio), Juliano (Napoli), Pulici (Torino).

ARBITRO: Delcourt (Belgio).

SPETTATORI: 47.702

Come contro la Germania, l’incontro termina sullo 0 a 0. Questa volta, però, il risultato dà qualche preoccupazione: se in febbraio a Roma gli azzurri avevano disputato un incontro gagliardo e ricco di occasioni da gol, questa volta la squadra appare stanca e senza schemi di gioco validi. La difesa, tuttavia, sembra formidabile, protetta da un «libero» generoso combattente come Burgnich, la porta italiana difesa da Zoff si presenta al mondiale imbattuta da 1097 minuti.

A preoccupare, però, è il clima nello spogliatoio, sempre più rovente. Eloquaenti sono le parole di Sandro Mazzola tornato molti anni dopo su quegli episodi:

Con questo clima la comitiva azzurra raggiunge il ritiro di Ludwigsburg, cittadina universitaria nei pressi di Stoccarda, regione nella quale lavorano migliaia di immigrati italiani che non faranno di certo mancare il loro calore.

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