LA 16a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1982-83 E IL FENOMENO HELLAS VERONA

La Roma si gode il titolo, platonico, di Campione d’inverno, fino a due

stagioni prima garanzia quasi certa di scudetto. Quest’anno però, i giallo-rossi sembrano

avere tutto per riconfermare la tradizione.

Mentre si discute di questo, in settimana scoppia il classico caso di coscienza popolare.

L’11 gennaio a napoli nasce Alessandra Abbisogno, la prima bambina italiana concepita “in provetta.” Naturalmente l’opinione pubblica si spacca: da una parte ci sono i sostenitori di queste nuove tecniche, che permettono pure a coppie sterili di poter diventare genitori, dall’altra invece si schierano i puristi, quelli che, in casi simili, affermano che

Intanto la fase discendente del massimo campionato di calcio apre con una supersfida

inedita: a Milano si affrontano Inter e Verona, le due più dirette concorrenti della Roma

nella lotta scudetto. L’eccezionale girone d’andata scaligero fa si che i prossimi tre

turni propongano grandi scontri al vertice.

16a GIORNATA: domenica 16 gennaio 1983

Avellino – Torino 2-0

1′ Barbadillo, 46′ Vignola rig.

Catanzaro – Fiorentina 0-1

24′ Massaro

Genoa – Ascoli 0-0

Inter – Verona 1-1

9′ Guidetti, 80′ Bergomi (IN)

Juventus – Sampdoria 1-1

85′ Bettega (JU), 86′ Scanziani

Pisa – Cesena 1-0

77′ Berggreen

Roma – Cagliari 1-0

48′ Falcao

Udinese – Napoli 0-0

CLASSIFICA:

Roma 24; Verona 22; Inter 20; Juventus 19; Fiorentina e

Udinese 17; Sampdoria e Torino 16; Cagliari, Cesena eGenoa 15; Avellino e Pisa 14; Ascoli

13; Napoli 10; Catanzaro 9.

Paulo Roberto Falçao prima manda in visibilio la Roma con un altro gol

decisivo e successivamente perde la testa rifilando una gomitata al cagliaritano Alberto

Marchetti, uno dei mediani più positivi della stagione, lasciando i capitolini in dieci

uomini. È un fatto grave, soprattutto in vista della terribile trasferta della capolista

sul terreno del Verona, per una sfida scudetto che si fa immediatamente estremamente

equilibrata.

A Milano, infatti, gli uomini di Bagnoli hanno tenuto in scacco l’Inter per quasi tutto

l’incontro grazie alla rete iniziale di Mario Guidetti, mediano reduce da un gravissimo

infortunio, capace di festeggiare il suo ritorno in campo nel migliore dei modi. Passato

in vantaggio, il Verona ha sfiorato più volte il raddoppio, incontrando sulla sua strada

un Bordon in formato Mundial. Alla fine la rete del giovane Bergomi priva gli uomini di

Bagnoli della gioia di conquistare la prima storica vittoria sul campo di San Siro.

Sulle tribune del Meazza siede anche Gianni Brera e, alla Domenica

Sportiva, il giornalista fa un elogio sincero alla compagine di Bagnoli, mettendo in

risalto il fatto che

stanno

esprimendo il miglior footbal della serie A. La definizione può sembrare poco rispettosa,

ma in questo caso è quanto mai appropriata. Con tanta razionalità Bagnoli ha rigenerato

autentiche promesse mancate. Tutti provengono da esperienze nelle grandi squadre dove,

dopo aver lasciato intravvedere eccellenti qualità, ad un certo punto si sono persi. E’ il

caso di Pietro Fanna, in alcuni momenti decisivo nella Juventus, ma scaricato per far

spazio a Domenico Marocchino. È altresì il caso degli ex viola Luigi Sacchetti e Antonio

Di Gennaro, giovani interessanti incapaci di mantenere le promesse degli esordi, che in

riva all’Adige hanno trovato l’ambiente giusto per dare il meglio di sè. Poi c’è Domenico

Penzo, bomber mai esploso in serie A, prima che Bagnoli lo mettesse in grado di esprimere

tutte le sue doti. Gli scaligeri propongono anche autentiche novità come il terzino Emidio

Oddi e, soprattutto, il giovanissimo capitano Roberto Tricella,libero dal passato di

promettente mezz’ala, dal quale spesso partono i micidiali contropiede che terrorizzano

l’intera serie A.

Stella della squadra è quel José Dirceu, accolto dal tecnico con qualche titubanza, capace

di dimostrarsi mente ed anima della compagine veneta.

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