SCOPPIA LA TRAGEDIA AL CINEMA STATUTO DI TORINO!

In settimana iniziano gli ottavi di finale di Coppa Italia. Ogni società ha la facoltà di disputare le gare valide per questo turno eliminatorio quando meglio crede. La Juventus, ancora impegnata in Coppa dei Campioni, è la prima a scendere in campo contro il Bari,

autentica sorpresa della prima fase, ma ora invischiato nella lotta per non retrocedere in

serie C1. A Torino i pugliesi hanno un moto d’orgoglio e solo un calcio di rigore

trasformato da Michel Platini permette agli uomini di Trapattoni di lasciare il campo con

la vittoria.

Per il francese si tratta senz’altro di un’importantissima ignezione di fiducia. Il

giocatore non è ancora riuscito ad inserirsi nell’ambiente del campionato italiano e solo

in qualche raro momento ha fatto intravvedere lampi di classe. Per la squadra, invece il

successo è importante in quanto ottenuto senza i giocatori appartenenti alla nazionale,

impegnati nella preparazione della trasferta contro Cipro. Alla luce dei risultati non

eccelsi conseguiti nelle prime due gare, la partita contro una delle usuali cenerentole

del calcio europeo diventa di fondamentale importanza.

Bearzot ritrova Antonio Cabrini ma non può contare su Bruno Conti. Il friulano lo

sostituisce con Franco Causio, letteralmente rinato ad Udine. La vera novità, però, è

costituita dal ritorno nel gruppo di Carlo Ancelotti, pienamente recuperato dal gravissimo

infortunio che lo aveva costretto a saltare il mondiale spagnolo.

403: Limassol (Stadion Tsirion) – sabato 12 febbraio 1983 – ore 15,30

CIPRO – ITALIA 1-1 (C.E.Q.: Gir. 5, 3a gara)

RETI: 47′ Mavris, 57′ aut. Patikkis (IT).

CIPRO: Costantinou, Patikkis, Kezos, Yiangoudakis, Erotokritou, Pantziaras (cap.),

Mavris, Kouis (75′ Vassiliou), Savvides, Christodoulou (83′ Karseras), Theophanous. C.T.:

V. Spasov.

A disposizione: Koupanos, Anastasi, Tsoukkas.

ITALIA: Zoff (Juventus) 110 (cap.); Gentile (Juventus) 66, Cabrini (Juventus) 42,

Oriali (Inter) 27 (46′ Ancelotti (Roma) 5), Collovati
(Inter) 37, Scirea (Juventus) 59, Causio (Udinese) 63, Tardelli (Juventus)

66, Rossi (Juventus) 31, Antognoni (Fiorentina) 70, Graziani (Fiorentina) 63. C.T.: E.

Bearzot.

A disposizione: Bordon (Inter), Bergomi (Inter), Vierchowod (Roma), Altobelli (Inter).

ARBITRO: Dotchev (Bulgaria).

SPETTATORI: 25.000.

Sul campo di Cipro, teatro di storiche goleade delle squadre che vi

giungono in trasferta, la nazionale azzurra vive una delle giornate più nere della sua

storia. I “Campioni del Mondo” sembrano dapprima snobbare l’impegno, per poi vivere dieci

minuti di autentico terrore. In realtà Bearzot non riesce più a motivare il gruppo che

sembra molle e svagato. A salvarci dall’ignominia della sconfitta è una botta da fuori

area del rientrante Ancelotti deviata dal terzino Patikkis.

Naturalmente la critica sportiva diventa incandescente, purtroppo, però

troverà poco spazio. Ben altra tragedia accade nella serata del giorno successivo a

Torino. Il cinema Statuto, uno dei più grandi della città, è gremito in ogni ordine di

posti, quando all’interno si sviluppa un terribile incendio. Immediatamente si rivela la

carenza di uscite di sicurezza nella struttura. La gente all’interno viene

comprensibilmente colta dal panico. Alla fine è una carneficina: 64 persone perdono la

vita solo per essere andate a guardare un film. Sui teleschermi arrivano immagini

terrificanti, in un’epoca in cui prevale ancora il buon gusto di non sbattere in primo

piano la morte, quasi fosse uno spettacolo.

Quanto accaduto a Torino apre il dibattito circa la sicurezza di molti locali pubblici

italiani, spesso ubicati in strutture poco adatte alla ricezione di centinaia di persone

nello stesso momento.

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