DAI FUNERALI DI ENRICO BERLINGUER ALLA FINALE D’ANDATA DI COPPA ITALIA TRA VERONA E ROMA

Il giorno dopo, però, l’entusiasmo per la grande domenica di sport vissuta, scema immediatamente. Da Padova giunge la notizia che molti non avrebbero mai voluto sentire, sebbene, purtroppo, sia da giorni nell’aria. Recita il comunicato Ansa:

La scomparsa dell’eminente uomo politico, senz’altro uno dei grandi protagonisti dei primi quarant’anni della storia della Repubblica Italiana, manda in secondo piano

anche la conclusione del processo alla banda 7 aprile. Il 12 giugno, infatti, la Corte d’assise romana pronuncia le sentenze del “processo 7 aprile”: vengono comminate

57 condanne e 14 assoluzioni. I leader di
Autonomia Operaia Toni Negri ed Oreste Scalzone sono condannati rispettivamente a 30 e 20 di reclusione.

Martedì 12 giugno 1984 successivo, due milioni di persone partecipano alle esequie di Enrico Berlinguer, svoltesi a Roma, dando vita ad una manifestazione di popolo raramente vista

nella storia. Con Berlinguer se ne va l’ultimo vero punto di riferimento per un’intera parte politica, costrettta ad assistere, d’ora in poi, a continue e laceranti

divisioni all’interno della sinistra italiana.

In serata, intanto, si disputa l’andata delle semifinali di Coppa Italia, mentre in Francia entrano nel vivo i campionati Europei di calcio.

Il Verona va a vincere a Bari, mettendo fine alla bella favola dei pugliesi. D’altra parte gli scaligeri, da due anni, ne stanno vivendo una che deve dare ancora il

meglio di sè. Contemporaneamente la Roma si impone d’autorità sul campo di Torino, trascinata da una doppietta del friulano Strukelj. Le due squadre ribadiscono le

vittorie negli incontri di ritorno, vincendo la Roma per 1 a 0 e il Verona per 3 a 1. Saranno loro a contendersi la Coppa. Per i romanisti c’è la possibilità di

mitigare la delusione della sconfitta in Coppa dei Campioni, mentre per gli uomini di Bagnoli c’è quella di agguantare un biglietto per l’Europa, precisamente in Coppa

delle Coppe, tutto a scapito dell’Inter, quarta classificata.

Intanto il weekend si chiude con la disputa del Gran Premio del Canada. Trionfa il campione del mondo in carica Nelson Piquet, finora a secco di vittorie con la sua

Brabham motorizzata BMW. Il brasiliano sfrutta a pieno la pole conquistata nel week-end, a riprova della grande superiorità della vettura anglo-tedesca su questo tipo

di circuiti. Seguono le due McLaren Porsche (evidentemente il mix anglo-tedesco funziona) di Lauda e Prost, con l’austriaco che rosicchia un paio di punti al compagno

di squadra nella classifica piloti. Quarto, staccato di un giro dal vincitore, giunge il sempre positivo Elio De Angelis, il quale rafforza la sua terza piazza nella

generale, seguito da Arnoux, con una Ferrari poco competitiva e staccata di due giri e dal compagno di squadra Nigel Mansel.

Contemporaneamente si tengono le seconde elezioni per il Parlamento Europeo. La tornata passa alla storia come quella del sorpasso del Partito Comunista Italiano sulla

Democrazia Cristiana, 33,3 % contro il 32,9. Probabilmente sull’esito del voto ha pesato anche la scomparsa di Enrico Berlinguer. Intanto arriva il momento della

finale d’andata di Coppa Italia. Teatro della sfida è lo stadio di Verona, dove gli scaligeri affrontano la Roma vice campione d’Europa. Nei padroni di casa spicca

l’assenza del nazionale Pietro Fanna, mentre Liedholm propone un’inedita coppia centrale difensiva formata da Emidio Oddi e Sebastiano Nela.

COPPA ITALIA – FINALE D’ANDATA –: Verona (Stadio Marc’Antonio Bentegodi) – giovedì 21 giugno 1984
VERONA – ROMA 1-1

RETI: 49′ Cerezo (RO), 72′ Storgato.

VERONA: Garella, Ferroni I, Marangon I; Volpati, Fontolan I, Tricella; Bruni (88′ Jordan), Storgato, Iorio, Di Gennaro, Galderisi. All.: O. Bagnoli.

ROMA: Tancredi, Nappi, Oddi E.; Nela, Falcao, Maldera III; Conti B., Cerezo, Pruzzo (88′ Chierico), Di Bartolomei, Graziani . All.: N. Liedholm.

ARBITRO: Casarin (Milano).
Sergio Storgato, reduce da una grandissima stagione in maglia giallo-blu dopo essere partito come riserva, raddrizza in extremis una situazione

diventata drammatica per i suoi, dopo la rete di Toninho Cerezo realizzata all’inizio del secondo tempo. Gli uomini di Liedholm dimostrano di volere fortissimamente il

trofeo, per non concludere la stagione con tre secondi posti. Va da sè che la partita di ritorno si presenta davvero difficile per gli scaligeri.

Nella serata della prima domenica d’estate 1984 gli appassionati di automobilismo son di nuovo davanti ai teleschermi per seguire il Gran Premio degli Stati Uniti. Il

nord America sembra far bene a Nelson Piquet e alla sua Brabham, vittoriosi per la seconda volta consecutiva, dopo essere partiti dalla pole. Alle sue spalle giunge un

sempre più positivo Elio De Angelis, il quale respinge in questo modo l’assalto alla sua terza posizione in classifica generale. Completa il podio l’altra Brabham di

Teo Fabi, abilissimo a risalire dalla terz’ultima fila di partenza. In questa gara dove accade di tutto: solo sei vetture giungono all’arrivo, con Martin Brundle sesto

squalificato, ottengono punti Alain Prost e il francese della Williams Jaques Laffite. La debacle di Nicky Lauda permette al francese di allungare in classifica.

La vittoria di Piquet e il doppio ritiro della Ferrari passano immediatamente in secondo piano davanti alla notizia della scomparsa di un eminente uomo politico

italiano.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE

Lascia un commento