CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1989-90: IL GIRONE DI RITORNO DALLA 28a ALLA 30a GIORNATA

Tutto questo accade nella domenica che precede il ritorno delle coppe europee, col Milan impegnato in Belgio contro il Malines, vera e propria novità nel panorama continentale.
COPPE EUROPEE – mercoledì 7 marzo 1990
COPPA DEI CAMPIONI – ANDATA 4i DI FINALE

MALINES – MILAN 0-0

COPPA DELLE COPPE – ANDATA 4i DI FINALE

SAMPDORIA – GRASSHOPPER 2-0

COPPA UEFA – ANDATA 4i DI FINALE

AMBURGO – JUVENTUS 0-2

FIORENTINA – AUXERRE 1-0

Sul terreno del Malines, per l’occasione lo stadio Heysel, il Milan sbanda terribilmente, sovrastato dalla maggiore forza fisica dei belgi, capaci di annichilire i campioni in carica, senza per altro riuscire a passare in vantaggio. Tutto sommato si tratta di un buon risultato, ma, in vista della gara di ritorno, il contropiede avversario fa decisamente paura.

Contemporaneamente la Samp ipoteca la semifinale di Coppa delle Coppe battendo gli svizzeri del Grasshopper, così come in UEFA fa la Juventus dopo il bel successo conseguito sul terreno dell’Amburgo. Vince anche la Fiorentina contro i francesi dell’Auxerre, giocandosi tutto nella partita di ritorno.

L’8 marzo, intanto, il clima antirazziale si fa pesante. Si chiede l’espulsione di 10.000 neri dall’Italia. Contemporaneamente in Jugoslavia il Parlamento della Slovenia abroga dal nome della Repubblica l’attributo “socialista” e il 9 proclama l’ indipendenza economica. Nello sport Parma conquista la Coppa delle Coppe di Palla a volo nella finalissima disputata contro Treviso. Sta iniziando l’epoca d’oro del volley italiano, grazie all’inaspettato successo della nazionale azzurra allenata da Julio Velasco conquistato in Svezia l’ottobre precedente.

Il 10 marzo nasce il Partito Democratico della Sinistra. A questo ha portato il rinnovamento voluto all’interno del PCI da Achille Occhetto. Si chiude l’era della bandiera rossa, della falce e del martello, almeno per i due terzi del partito, ma un terzo deciderà di non seguire la strada tracciata dal successore di Alessandro Natta alla segreteria.

L’11 marzo la Lituania proclama l’indipendenza dalla Federazione Sovietica, adottando la costituzione del 1938. Con queste premesse Torino ospita il big match Juventus-Milan, col Napoli impegnato a Lecce e Roma e Samp opposte in uno scontro diretto-uefa.
28a GIORNATA: domenica 11 marzo 1990

Ascoli – Cesena 0-0

Atalanta – Lazio 4-0

34’ e 37’ Caniggia, 49’ Bresciani, 58’ Madonna rig.

Bologna – Fiorentina 1-0

? Giordano

Genoa – Bari 0-0

Inter – Verona 0-0

Juventus – Milan 3-0

7’ Schillaci, 18’ e 58’ Rui Barros

Lecce – Napoli 1-1

54’ Carnevale, 68’ Pasculli (LE)

Roma – Sampdoria 1-1

34’ Conti B., 78’ Vierchowod (SA)

Udinese – Cremonese 1-1

? (UD), 67’ Marcolin

CLASSIFICA:

Milan 42; Napoli 41; Juventus 37; Inter e Sampdoria 36; Atalanta e Roma 32; Bologna 30; Lazio 26; Bari 25; Genoa e Lecce 23; Fiorentina 22; Cesena e Udinese 21; Cremonese e Verona 20; Ascoli 17.
Crolla il Milan sul terreno di una Juventus in grandissima forma, ma il Napoli non approfitta in pieno del rovescio degli uomini di Sacchi. Le due maggiori contendenti per lo scudetto appaiono stanche, fisicamente e mentalmente. Dietro rallentano anche Inter e Sampdoria. Gli uomini di Trapattoni si sono dovuti misurare con il grande bisogno di punti del Verona di Osvaldo Bagnoli. I giallo-blu sono artefici di una rimonta che ha dell’incredibile. Ancora una volta il tecnico milanese originario della Bovisa ha vinto la sua personalissima scommessa, riuscendo a fare di un gruppo creato dal nulla una squadra. Non mancano le individualità di spicco come il terzino Vittorio Pusceddu e il mediano Gian Luca Gaudenzi, mentre Marino Magrin, reduce da due stagioni tribolate alla Juventus, sembra aver ritrovato la verve dei tempi migliori all’Atalanta.

Intanto Modena si laurea campione d’Europa per club di Pallavolo, ribadendo la crescita esponenziale del nostro movimento.

In serata, sul circuito cittadino di Phoenix, Arizona, prende il viail nuovo campionato mondiale di Formula 1. La vigilia è stata quanto mai movimentata dalle polemiche successive al Gran Premio del Giappone, culminate con la decisione di togliere la superlicenza ad Airton Senna, dopo le sue dichiarazioni contro le istituzioni internazionali dell’automobilismo, ree di avergli scippato un titolo mondiale. La vicenda si conclude con un parziale dietrofront del pilota brasiliano al quale viene nuovamente concessa la superlicenza.

Sulla prima griglia di partenza stagionale le sorprese non mancano: la pioggia caduta copiosa il sabato pomeriggio, impedisce alle vetture di migliorare i tempi del venerdì e pertanto succede che dalla pole parte Gerhard Berger, da quest’anno alla McLaren, affiancato dalla Minardi di Pier Luigi Martini. L’exploit della piccola casa faentina è favorito dalla grande competitività delle gomme da qualifica Pirelli. Senna parte dalla terza fila, con Prost in quarta e Mansell addirittura in nona.

Al via l’austriaco mantiene il comando, ma da dietro arriva la Tyrrell del giovane francese Jean Alesi, il quale conquista la testa, chiudendo il primo giro con più di due secondi di margine. Da dietro Airton Senna inizia la sua rimonta, fino alla terza posizione. Dopo otto tornate attacca il compagno di squadra Berger, più lento del leader della corsa Alesi di mezzo secondo al giro, e lo costringe all’errore. All’oscuro sulla tenuta delle gomme Pirelli, Senna non attacca a fondo per rimontare, ma attende qualche giro, in modo da poter concludere la corsa senza fermarsi ai box. Quando il brasiliano spinge, inizia a ridurre lo svantaggio giro dopo giro, arrivando ad attaccare il francese alla 28° tornata. Nasce un duello esaltante, con sorpassi e controsorpassi, fino a quello decisivo di Senna al giro 29, dopo di che Senna vola verso la vittoria, seguito da Alesi, Boutsen, Piquet, all’esordio sulla Benetton, Modena e Warwick, da quest’anno alla Lotus. Le Ferrari, invece, archiviano la gara con due ritiri.

Mentre negli Stati Uniti i motori celebrano l’inizio della loro vetrina principale, In Italia comincia una settimana di sciopero degli autotrasportatori che lascerà senza benzina l’intero Paese. A Firenze, invece, continua lo scontro tra la popolazione locale e la comunità d’immigrati presenti sul territorio. Il 12 sono sfrattati dal centro con una operazione di polizia. Gli immigrati scendono in piazza per protesta. Si verificano aggressioni e violenze. Tuttavia, in questo quadro tutt’altro che rassicurante, si registra la reazione di molti abitanti la bella città toscana, i quali testimoniano la loro solidarietà nei confronti degli immigrati, arrivando addirittura a bruciare la propria carta d’identità in piazza.

Il 15 marzo l’unione Sovietica diventa una Repubblica Presidenziale con Gorbachov eletto per un quinquennio. Intanto in Italia prosegue ad oltranza lo sciopero degli autotrasportatori.
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Il weekend sportivo inizia col successo di Gianni Bugno alla Milano-Sanremo, ottenuto per distacco, mentre Pirmin Zurbriggen vince la sua quarta coppa del mondo di sci.

Il mondo del calcio, intanto, attende una giornata ad alta tensione col derby di Milano e col Napoli impegnato sul terreno della Sampdoria. Nel frattempo la Germania Est celebra le sue prime elezioni libere dalla fine della seconda guerra mondiale.
29a GIORNATA: domenica 18 marzo 1990

Ascoli – Fiorentina 2-1

13’ Baggio (FI) rig, ? (AS), 83’ Giovannelli P.

Bari – Atalanta 4-0

1’ e 67’ Maiellaro, 75’ Monelli, 89’ aut. Bordin

Cesena – Genoa 1-1

3’ Agostini M., 41’ Fiorin (GE)

Cremonese – Lecce 1-1

22’ Neffa, 26’ Pasculli (LE)


Juventus – Udinese 1-1

10’ Branca, 12’ Zavarov (JU)

Lazio – Roma 0-1

30’ Völler

Milan – Inter 1-3

3’ Serena, 24’ Matthäus, 84’ Costacurta (MI), 90’ Serena

Sampdoria – Napoli 2-1

37’ Dossena, 50’ Careca (NA), 67’ Lombardo (SA)

Verona – Bologna 3-2

? Gritti, 43’ Waas (BO), 60’ Bonetti (BO), ? Gritti, ? Pellegrini D.

CLASSIFICA:

Milan 42; Napoli 41; Inter, Juventus e Sampdoria 38; Roma 34; Atalanta 32; Bologna 30; Bari 27; Lazio 26; Genoa e Lecce 24; Cesena, Fiorentina, Udinese e Verona 22; Cremonese 21; Ascoli 19.
Il Milan sta entrando in crisi, ma il Napoli non ne approfitta! Questo è il verdetto della dodicesima giornata di ritorno. I rossoneri disputano un pessimo primo tempo nel derby contro l’Inter. Nella ripresa, però, si ritrovano, accorciano le distanze, ma, mentre stanno profondendo il massimo sforzo per centrare una rimonta che avrebbe dell’incredibile, Aldo Serena realizza la rete del 3 a 1 definitivo. Fortuna vuole che nel frattempo la Sampdoria decida di volersi togliere la soddisfazione di battere il Napoli, risultato che lascia invariate le distanze in vetta.

Contemporaneamente la Roma vince il derby di ritorno contro la Lazio, mentre il Verona, battendo in casa il Bologna, aggancia il quart’ultimo posto in graduatoria.
Mentre i tir tornano ad essere i padroni assoluti delle strade italiane, il 20 marzo viene votato il disegno di legge MAMMI’ sull’ emittenza televisiva: con il voto favorevole della sinistra Dc il Senato approva un emendamento del PCI che proibisce l’interruzione pubblicitaria dei programmi televisivi. Per le reti private si tratterebbe di un danno incalcolabile, basando la loro esistenza esclusivamente sugli introiti derivanti dalla pubblicità e non da un canone imposto per il solo possesso dell’apparecchio come avviene per la Tv pubblica.

In questo clima di polemica si disputa il ritorno dei quarti di finale delle coppe europee.
COPPE EUROPEE – mercoledì 21 marzo 1990
COPPA DEI CAMPIONI – RITORNO 4i DI FINALE

MILAN – MALINES 2-0 d.t.s.

COPPA DELLE COPPE – RITORNO 4i DI FINALE

GRASSHOPPER – SAMPDORIA 1-2

COPPA UEFA – RITORNO 4i DI FINALE

AUXERRE – FIORENTINA 0-1

JUVENTUS – AMBURGO 1-2

La Milano rossonera vive una serata ad alta tensione. Reduce da due sconfitte consecutive, il Milan scende in campo contratto, anche perché teme le ripartenze del Malines, abile a chiudersi. Col passare dei minuti, però, gli uomini di Sacchi diventano padroni del campo, creando occasioni su occasioni. Tuttavia il portiere Michel Preu D’Homme si erge a protagonista assoluto, parando l’impossibile. Il tutto si risolve nei tempi supplementari quando Van Basten riesce a trafiggere l’estremo difensore belga, imitato pochi minuti dopo dal giovane Marco Simone. Si tratta senz’altro di un successo che ridà morale ai Campioni d’Europa in carica.

La giornata di coppa si completa col passaggio del turno di Sampdoria, Juventus, nonostante la sconfitta interna che interrompe una striscia di sette vittorie consecutive e Fiorentina, pessima in campionato, ma autoritaria oltre-confine.

Il sabato successivo i telegiornali mmandano le immagini terribili di un incendio in una discoteca di New York, causa di 87 morti.

Si arriva così all’ultima domenica di marzo, con la trentesima giornata nella quale è previsto il big-match tra Napoli e Juventus.
30a GIORNATA: domenica 25 marzo 1990

Bologna – Sampdoria 1-0

48’ Giordano

Cremonese – Ascoli 2-1

29’ Gualco, 54’ Chiorri, ? (AS)

Fiorentina – Cesena 0-0

Genoa – Lazio 2-2

37’ aut. Collovati, 48’ Fontolan II (GE), 75’ Bertoni A., 80’ Fontolan II (GE)

Inter – Atalanta 7-2

6’ Bergomi, 9’ Matthäus, 24’ Baresi I, 27’ Berti, 46’ aut. Ferri R. (AT), 59’ Serena, 63’ e 70’ Klinsmann, 73’ Nicolini Eg. (AT)

Lecce – Milan 1-2

6’ Benedetti (LE), 34’ Baresi II, 58’ Van Basten

Napoli – Juventus 3-1

13’ e 28’ Maradona, 61’ De Agostini (JU) rig., 64’ Francini

Roma – Verona 5-2

16’ Conti B., 27’ e 58’ Völler, 73’ e 76’ Desideri, 79’ Magrin (VR), 87’ Pusceddu (VR)

Udinese – Bari 2-2

49’ Balbo, 75’ e 88’ Loseto G. (BA), 89’ Bruniera

CLASSIFICA:

Milan 44; Napoli 43; Inter 40; Juventus e Sampdoria 38; Roma 36; Atalanta e Bologna 32; Bari 28; Lazio 27; Genoa 25; Lecce 24; Cesena, Cremonese, Fiorentina e Udinese 23; Verona 22; Ascoli 19.
Sebbene a fatica, il Milan torna al successo sul terreno del Lecce, respingendo l’assalto del Napoli, brillante vincitore della Juventus. Dietro l’Inter si regala una domenica d’altri tempi contro l’Atalanta, così come la Roma, che vanifica la bella rimonta conpiuta dal Verona, comunque in lotta per la salvezza. Da questa sera si apre ufficialmente la crisi della Fiorentina. Dopo lo scialbo pareggio interno col Cesena, con la piazza in rivolta contro la proprietà Pontello, rea di non interessarsi più alla squadra da anni, i toscani decidono di esonerare il tecnico Bruno Giorgi e di affidare la conduzione tecnica a Francesco Graziani.

La giornata si chiude col Gran Premio del Brasile. L’idolo di casa Airton Senna parte dalla pole affiancato dal compagno di squadra Gerhard Berger, seguito dalle due Williams e dalle due Ferrari. Senna scatta al comando seguito da Berger, Boutsen e Patrese. Il belga balza al secondo posto, mentre Prost inizia una rimonta lenta ed inesorabile, favorita anche dall’incidente occorso a Boutsen, quando con i freni in disordine, al pit stop va a sbattere contro le gomme accatastate nel garage della propria scuderia. La Ferrari è in palla e arriva ad insidiare il battistrada Senna che, nel doppiare il giapponese Nakagima, collide con quest’ultimo, danneggiando il musetto della sua macchina. Prost balza al comando e va a vincere davanti a Berger, Senna, comunque primo a quota 13, Mansell, Boutsen e Piquet.

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