LA FRANCIA AD UNDICI METRI DAL SOGNO

In serata l’Italia conoscerà l’avversaria alla quale contendere la coppa.
Siviglia (Estadio Sanchez Pizjuan) – giovedì 8 luglio 1982 – ore 21,00

GERMANIA OVEST- FRANCIA 8-7 d.c.r. (Semifinale)

RETI: 17’ Littbarski, 26’ Platini (FR) rig., 92’ Tresor (FR), 98’ Giresse (FR), 102’ Rummenigge, 108’ Fischer.

GERMANIA OVEST: Schumacher, Kaltz (cap), Förster I; Stielike, Briegel (96 Rummenigge), Förster II; Dremmler, Breitner, Littbarski, Magath (72 Hrubesch), Fischer. C.T.: J. Derwal.

FRANCIA: Ettori, Amoros, Janvion; Bossis, Tigana, Tresor; Genghini (52 Battiston, 62 López), Giresse, Platini (cap), Rocheteau, Six. C.T.: M. Hidalgo.

TERNA ARBITRALE: Corver (Olanda); Valentine (Scozia), Galler (Svizzera).

SPETTATORI: 63.000.
La serata propone ai milioni di telespettatori di tutto il mondo una delle partite più belle dell’intera storia del calcio. È una battaglia a colpi di grande gioco. Il guizzante Pierre Littbarski, la novità più bella proposta dal movimento tedesco nella rassegna spagnola, prima colpisce la traversa su punizione di Breitner, poi, su una difettosa risposta di Ettori a un tiro di Fischer, porta in vantaggio la Germania Occidentale.

La formazione allenata da Derwall sembra rinata, dopo le opache prove precedenti ma la Francia ha fantasia da vendere. Tigana inventa che è un piacere, Giresse pennella una punizione per Platini, che di testa serve Rocheteau, atterrato dal maggiore dei fratelli Förster. Rigore ineccepibile, magistralmente trasformato da Platini spiazzando Schumacher. Fino al novantesimo non si segna più, nonostante lo splendido gioco francese, pilotato da Platini e i radi ma efficaci contropiede tedeschi. La partita riserva pure un momento di grande paura: uno spaventoso contrasto tra il lanciato Battiston e Schumacher in uscita costringe il francese a uscire in barella con due denti spezzati e dopo qualche minuto in cui il difensore è rimasto a terra esanime, mentre lo stadio fischia i tedeschi.

Si va ai supplementari e i francesi finalmente concretizzano con Tresor e poi Giresse. A questo punto Jup Derwall rischia il tutto per tutto inserendo il claudicante bomber Rummenigge, che va immediatamente in gol. Sulla sbandata dei transalpini si allunga una zampata micidiale di Fischer. Mancano ancora 12 minuti, ma un po’ il caldo micidiale e un po’ la paura di prestare il fianco all’irreparabile, induce le due squadre a giocarsi il tutto per tutto ai calci di rigore.

La roulette dei tiri dagli undici metri si rivela altrettanto appassionante: i tiratori si dimostrano infallibili fino alla terza serie quando Rocheteau trafigge Schumacher, mentre Stielike si fa neutralizzare il tiro da Hettori. L’ala sinistra Six, punta dello Stoccarda, ha sul piede il tiro della quasi certa qualificazione, ma imita il rude difensore tedesco. Il folletto Littbarsky riporta la situazione in parità, prima che i due capitani si sfidino a duello avendo entrambi la meglio sui portieri. Si va ad oltransa: chi sbaglia è fuori. Per la Francia calcia Bossis ma fallisce. Sul dischetto si presenta il gigantesco Horst Hrubesch, l’eroe d’Italia 80 il quale non si fa pregare a cacciare dentro la rete la palla che manda la Germania a Madrid, lasciando la bella Francia con un pugno di mosche e molti rimpianti.

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