TORNA LA NAZIONALE DI CALCIO

A questo punto dobbiamo salutare il campionato per tre settimane. Il programma di normalità del regime richiede una normale attività calcistica e in questo quadro si inserisce,giustamente, pure qualche impegno della nazionale. È passato quasi un anno e mezzo da quando la selezione azzurra è scesa in campo, è giunto il momento di rivedere queste maglie su un terreno di gioco , anche perché le cose, almeno in Africa, si stanno mettendo bene. Evidentemente non conta nulla se la gente è ridotta alla fame, se i negozi sono vuoti e se si inizierà a far di tutto per un pezzo in più di pane.

Gli Stati Uniti stanno proponendosi sempre maggiormente come nazione di riferimento per gli alleati, dimostrandosi lucidi nel coordinare le operazioni delle loro truppe. Il 2 aprile al premier inglese Winston Churchill giunge una lettera del presidente F.D. Roosevelt in cui si preannuncia l’arrivo nella capitale britannica di Harry Hopkins, eminenza grigia del presidente per la politica estera, e del generale George Marshall, capo di stato maggiore dell’esercito.

scrive Roosevelt

Si tratta del progetto di aprire un secondo fronte in Francia. Iniziano qui le operazioni che, a paoco a poco, porteranno ad una delle pagine più importanti dell’intera storia dell’umanità.

A Genova, comunque arriva la Croazia – in realtà si tratta dell’intera compagine della Dinamo Zagabria –  e Pozzo ne approfitta per far esordire il portiere Grifanti, il libero della Triestina Grezar e la coppia di mezz’ali del Venezia Loik e Mazzola, che con Gabetto, anch’egli esordiente e l’esperto Pietro Ferraris  presto comporranno una prima linea storica.

 157 Genova (Stadio Comunale “Luigi Ferraris”) -domenica, 5 aprile 1942 – ore 15,45

ITALIA – CROAZIA                         4-0          (Am.)

RETI: 55′ Gabetto, 58′ Ferraris II, 64′ Biavati, 68′ Grezar rig.

ITALIA: Griffanti (Fiorentina) 1, Foni (Juventus) 22, Rava (Juventus) 28 (cap.), Campatelli (Ambrosiana – Inter) 4, Andreolo (Bologna) 25, Grezar (Triestina) 1, Biavati (Bologna) 14, Loik (Venezia) 1, Gabetto (Torino) 1, V. Mazzola (Venezia) 1, Ferraris II (Torino) 9. C.T.: V. Pozzo.

CROAZIA: Urch, Brozovic, Dubac, Lehner, Jazbinsek, Kokotovic, Cimermancic, Welfl, Lesnik, Antalkovic (cap.), Plese.

ARBITRO: Fink (Germania).

SPETTATORI: 25.000
 La Croazia non sarà stata un avversario all’altezza, ancheperchè in realtà si tratta di una selezione di giocatori, ma anche questa partita ha contribuito a gettare il seme di quanto vedremo nei prossimi anni, soprattutto quando molti di questi giocatori indosseranno la maglia granata.

La settimana successiva ritorna la Coppa Italia giunta ormai alle fasi conclusive: a Torino si affrontano la Juventus e il Modena. I bianconeri stanno portando avanti una stagione tra alti e bassi, mentre gli emiliani si trovano sul fondo della classifica. La grave situazione societaria d’inizio stagione li ha costretti a cedere alcuni elementi importanti e questo si è riflesso negativamente sul loro campionato.

A Milano, invece, i rossoneri, anche loro delusi da un campionato che, anche alla luce del terzo posto dell’anno precedente, si aspettavano senz’altro diverso, affrontano il Venezia, l’unica delle quattro squadre ad essere ancora  in lizza per lo scudetto.
 COPPA ITALIA – semifinali -: domenica 12 Aprile 1942

 Juventus – Modena                            4-1

Sentimenti III, Bellini, Foni, Varglien (J) Barbon (M)

Milano – Venezia                               2-1

Meazza, Cappello IV (M) Alberti (V)
 Vince facile la Juventus contro un Modena ormai in disarmo, mentre ben più equilibrata risulta l’altra gara, dove alla fine il Milan riesce ad aver ragione del Venezia. I lagunari abbandonano la competizione a testa alta.

Ritorna la nazionale, questa volta contro un avversario di prestigio come la Spagna. Gli iberici si stanno lentamente risollevando dai disastri della guerra civile di quattro anni prima anche perché Francisco Franco, pur schierato politicamente sulle posizioni dell’asse, sta risparmiando al Paese il massacro di questo conflitto mondiale. A Milano arriva la nazionale rappresentante un Paese amico e, almeno verbalmente, solidale con chi è in guerra in opposizione alle truppe franco-britanniche. Si magnificano i successi, ma si tacciono le sconfitte e soprattutto gli smacchi, come quello che il 18 aprile, l’aviazione statunitense infligge all’intero Giappone, andando a bombardare Tokio. L’operazione non porta grandi risultati sul piano bellico, ma è un duro colpo al morale dell’intera compagine nazi-fascista: gli americani hanno dimostrato che sono in grado di colpire dove vogliono, quando vogliono e soprattutto chi vogliono.
 158: Milano (Stadio Comunale, San Siro) -domenica, 19 aprile 1942 – ore 15,00

ITALIA – SPAGNA                            4-0          (am.)

RETI: 48′ V. Mazzola, 49′ Ferraris II, 87′ Piola, 88′ Loik

ITALIA: Griffanti (Fiorentina) 2, Foni (Juventus) 23, Rava (Juventus) 29, Depetrini (Juventus) 11, Andreolo (Bologna) 26, Campatelli (Ambrosiana – Inter) 5, Biavati (Bologna) 15, Loik (Venezia) 2, Piola (Lazio) 30 (cap.), V. Mazzola (Venezia) 2, Ferraris II (Torino) 10. C.T.: V. Pozzo.

SPAGNA: Martorell, Teruel, Juan Ramon, Gabilondo (cap.), German, Mateo, Epi, Alonso, Martin, Campos, Emilin. C.T.: R. Zamora.

ARBITRO: Bauwens (Germania).

SPETTATORI: 55.000
A vedere il pubblico gremire le gradinate dello Stadio di San Siroin ogni ordine di posti, la guerra sembra un affare che non riguarda l’Italia. Davanti ad una folla simile, anche contro gli spagnoli, guidati in panchina dal grande Ricardo Zamora, la nostra nazionale fornisce una grande prova di forza. Vanno a segno sia Loik, sia Mazzola, dimostrando che il calcio nostrano ha trovato giocatori di levatura internazionale.

Per la cronaca, passeranno più di tre anni prima di rivedere la nazionale in campo.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE

Lascia un commento