CONSIDERAZIONI SUL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1961-62

Quanto il talento puro non basti per vincere i campionati è testimoniato proprio dalla marcia del Milan. I rossoneri sono partiti con una coppia di mezz’ali tutta genio come quella formata dal giovane Rivera e dall’inglese Greaves, autore di giocate eccezionali, ma fini a sé stesse. La sua fuga ha dato la possibilità di inserire un elemento tutta razionalità come Dino Sani. Con l’innesto del brasiliano la compagine allenata da Nereo Rocco ha trovato una propria fisionomia che l’ha portata a disputare un girone di ritorno da record realizzando valanghe di reti e mettendo in mostra tutto il talento di elementi come Gianni Rivera e Josè Altafini.

L’Inter non è riuscita a tenere il passo dei rivali cittadini crollando nel finale. Tuttavia Herrera sta plasmando una grande squadra aiutato anche dalla crescita di alcuni giovani come ad esempio Giacinto Facchetti e Sandro Mazzola, tutti da far ruotare attorno a Luis Suarez il quale, anche nel nostro campionato, ha dato prova di tutta la sua classe.

La crescita di molti giovani è l’altro dato che ha caratterizzato questo campionato: ai già citati Rivera, Facchetti e Mazzola, si affiancano Giacomo Bulgarelli, cervello del Bologna di Bernardini, l’ala romanista Menichelli, il grintoso mediano granata Giorgio Ferrini e il roccioso difensore palermitano Tarcisio Burgnich, tutti calciatori destinati a lasciare il segno nella storia del nostro calcio.

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