IL BOLOGNA CAMPIONE D’ITALIA 1963-64

Quella dello scudetto 1963-64 vinto dal Bologna è una favola che parte da lontano. Principali protagonisti sono il presidente RENATO DALL’ARAe, soprattutto, il tecnico FULVIO BERNARDINI tecnico romano già agli onori delle cronache, prima come impareggiabile centro-mediano di fine anni venti, e poi come tecnico della Fiorentina campione d’Italia 1955-56.

I due si trovano nel 1961, quando in rosa ci sono gia il forte terzino Furlanis, i mediani Fogli e Tumburus, la forte ala Perani, il fluidificante Pavinato, l’ala sinistra Pascutti e il giovane talento <strongGIACOMO BULGARELLI, destinato a diventare la bandiera della squadra. Al suo arrivo Bernardini porta due difensori: Franco Ianich e Franzini, uniche note liete in una Lazio retrocessa in serie B nel 1961. Lo stesso anno giunge dalla Danimarca Harald Nielsen, il cannoniere delle Olimpiadi romane, caldamente consigliato dall’ex mediano anni cinquanta Pilmark.

Immediatamente Bernardini, infischiandosene dello scetticismo del Presidente Dall’Ara, inizia la sua opera di costruzione di una squadra che sapesse giocare al calcio, in un periodo in cui va di moda il “catenaccio” nel senso più stretto. La squadra, effettivamente, gioca bene, ma becca spesso, soprattutto contro le grandi. L’arrivo di Helmut Haller, autentico genio della tre quarti avanzata, rende il gioco felsineo semplicemente suntuoso. Nelle prime dieci giornate della stagione 1962-6 la squadra fornisce prestazioni al limite della perfezione. Manca la continuità e la personalità.

Il cerchio quadra quando in porta arriva dal Mantova il nazionale William Negri e quando Romano Fogli viene spostato nel ruolo di libero, da dove può chiudere sugli avanti avversari, facendo ripartire l’azione, grazie alle sue grandi doti di centrocampista. Il gioco perde di spettacolarità, ma il Bologna diventa un meccanismo praticamente perfetto. Imperforabile in difesa, quando la palla arriva nella metà campo avversaria, per gli altri son dolori: il raziocinio di Bulgarelli, il genio di Haller, i guizzi di Perani e la vena realizzativa del duo Nielsen-Pascutti fanno volare i felsinei verso l’impresa, scavalcando a pié pari la vicenda del doping e la morte del Presidentissimo Renato Dall’Ara, avvenuta tre giorni prima di disputare lo spareggio scudetto del 7 giugno 1964.

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