IL TRIONFO DEL BOLOGNA

L’attenzione degli sportivi, però è tutta su Roma dove si decide lo scudetto.

Herrera manda in campo gli stessi undici che hanno trionfato a Vienna contro il Real Madrid, mentre il Bologna deve rinunciare a Pascutti, sostituito da Capra.
SPAREGGIO 1o – 2o POSTO – Roma (Stadio Olimpico), domenica 7 giugno 1964
BOLOGNA – INTER 2-0

RETI: 75′ aut. Facchetti, 83′ Nielsen H.

BOLOGNA: Negri, Furlanis, Pavinato; Tumburus, Janich, Fogli; Perani, Haller, Nielsen, Bulgarelli, Capra. All.: F. Bernardini.

INTER: Sarti G., Burgnich, Facchetti; Tagnin, Guarneri, Picchi II; Jair, Mazzola S., Milani, Suarez, Corso. All.: H. Herrera.

ARBITRO: Lo Bello (Siracusa)
Privo di Pascutti, infortunato e con la morte nel cuore, il Bologna disputa una gara attenta. Contrariamente al solito l’Inter tenta di tenere in mano le redini del gioco, ma la paura di perdere è davvero molta su entrambi i fronti. Ne esce una partita a scacchi che può essere risolta solamente da un episodio. Ad un quarto d’ora dal termine il Bologna usufruisce di un calcio di punizione da circa venti metri. Sulla palla si porta Romano Fogli che fa partire una sassata deviata da Facchetti alle spalle dell’incolpevole Sarti. A questo punto l’Inter, per altro in debito d’ossigeno, si getta in avanti senza costrutto e si espone al contropiede degli uomini di Bernardini, che puntualmente frutta il 2 a 0 realizzato dal cannoniere Harald Nielsen.

Per i rosso-blu è l’apoteosi e il successo viene dedicato per intero al grande presidente scomparso che, da dove si trova, avrà goduto come un pazzo nel vedere uscire sconfitto uno “squadrone” per mano dei suoi.

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