UNIONE SOVIETICA-ITALIA 2-0: LA PAZZIA DI PASCUTTI!

L’azione dei militari nella valle del Vajont prosegue frenetica per tentare di recuperare quanti più corpi possibili. È chiaro che molti di essi rimarranno alla terra, mentre altri, estratti, saranno irriconoscibili. Non mancano le polemiche: accanto ai fermi inviti dei giornali schierati a non speculare sui morti per biechi fini politici, risuonano le parole di vecchi articoli della giornalista dell’Unità Tina Merlin, che già due anni prima aveva previsto tutto.

In questa difficile situazione emotiva la nazionale parte per Mosca per affrontare i campioni d’Europa in carica negli ottavi di finale del nuovo campionato europeo per nazioni. L’incontro fa paura, ma la nazionale italiana,che dopo il mondiale del Cile non ha conosciuto altro che vittorie, crede nelle proprie possibilità. Fabbri mette in campo una formazione estremamente bloccata in difesa in modo da sostenere una linea avanzata ricca come non mai di fosforo: dietro gli attaccanti Sormani e Pascutti agisce un trio formato da Bulgarelli, Corso e Rivera. Tanto talento creativo non è mai stato schierato in una formazione azzurra!
241: Mosca (Stadio “Lenin”) – domenica 13 Ottobre 1963 – ore 14,00

U.R.S.S. – ITALIA 2-0 (C.E. 8i di finale)

RETI: 22′ Ponedelnik, 42′ Cislenko

U.R.S.S.: Uruschadze, Dubinski, Krutikov, Voronin (cap.), Scesternev, Korolenkov, Metreveli, Cislenko, Ponedelnik, Ivanov, Husainov. C.T.: K. Beskov.

ITALIA: Negri (Bologna) 3, C. Maldini (Milan) 14 (cap.), Facchetti (Inter) 4, Guarneri (Inter) 3, Salvadore (Juventus) 12, Trapattoni (Milan) 12, Bulgarelli (Bologna) 6, Corso (inter) 8, Sormani (Roma) 7, Rivera (Milan) 7, Pascutti (Bologna) 5. C.T.: E. Fabbri.

ARBITRO: Banasiuk (Polonia).

SPETTATORI: 100.000
L’Italia scende in campo convinta di tornare da Mosca con un risultato positivo anche perché a difendere la porta sovietica non c’è il mitico Lev Yashin, vero incubo di tutti gli attaccanti. Sul terreno di gioco però le cose vanno in modo ben diverso rispetto al previsto: i difensori in maglia rossa si fanno sentire e dopo 22 minuti i padroni di casa sono già in vantaggio. Un minuto dopo Pascutti subisce l’ennesimo fallo e perde letteralmente la testa colpendo al volto il suo diretto avversario Dubinsky. Espulsione immediata e gara praticamente chiusa. In inferiorità numerica e con un centrocampo decisamente leggero la nazionale azzurra fa quello che può ma tre minuti prima dello scadere del primo tempo subisce anche il 2 a 0. Nella ripresa ci si limita a non subire altri gol rimandando tutto alla gara di ritorno a Roma, confidando in un’autentica impresa.

Il rientro in una nazione ancora sotto shoc per la catastrofe del 9 ottobre è costellato da roventi polemiche. Pascutti da eroe viene degradato a vergogna nazionale ed una simile campagna mediatica lo renderà inviso a tutti i tifosi che non siano quelli del Bologna.

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