CONSIDERAZIONI SUL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1964-65

Si chiude qui una delle stagioni calcistiche più intense regalateci dal “Dio Pallone” in quasi settantanni di storia; una stagione che consacra l’Inter nell’olimpo delle grandi squadre di tutti i tempi. Da tre anni gli uomini di Herrera dominando in Italia e all’estero giocando un calcio accorto in difesa e spettacolare in avanti. Il tecnico argentino verrà tacciato di essere un catenacciaro, ma come si fa ad accusare di eccessivo difensivismo un allenatore che schiera nel medesimo undici giocatori tecnici come Jair, Mazzola, Domenghini, Suarez e Corso, dando vita ad un’autentica macchina da gol. Per anni saranno in testa alla speciale classifica dei gol fatti. Herrera sarà in buona compagnia: subiranno la stessa sorte Nereo Rocco e in tempi più recenti anche Giovanni Trapattoni: la sua Inter segnerà di più rispetto al Milan di Arrigo Sacchi,schiererà costantemente due punte, un’ala pura, una mezza punta ed un terzino sinistro con compiti prettamente offensivi, ma lui sarà l’emblema del difensivismo, mentre l’altro verrà presentato come il modello del calcio offensivo. Va a capire quelli che ci raccontano le storie del “Dio Pallone”

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