I BEATLES IN ITALIA!

Accanto ai resoconti riguardanti la gara della nazionale e la sconfitta della Juventus, i giornali riportano anche la pubblicazione della legge con la quale viene finanziato il Cinema. Si tratta di sostenere una delle industrie più floride del Paese, ma questa fungerà anche da ulteriore censura. Abolito l’indice dei libri, ora si punterà sul fattore economico per discriminare i film che vengono ritenuti contrari alla morale religiosa della nazione. Film come “La Bella Vita” conosceranno lo stracismo dei media, ma questo accade anche nella musica leggera. Francesco Guccini scrive “Dio è Morto”, passa il pezzo ai nomadi i quali iniziano il loro “cantagiro” prendendo ricche razioni di pomodori marci. Solo quando le acque si calmeranno il barbuto cantautore reggiano si prenderà con orgoglio la paternità della canzone: “grande maestro di vita!!!!”. In questo 1965 il padre di chi scrive ha 17 anni, la musica è la sua grande passione, ma per lui, come per tanti altri “Dio è Morto” è stata scritta e cantata dai Nomadi. Di Francesco Guccini non ne ha mai sentito parlare! In questo 24 giugno, altri suoi coetanei sono in delirio. I Beatles sono finalmente in Italia per una mini tourné, che tocchera Milano, Genova e Roma. Un concerto di mezz’ora al pomeriggio ed uno alla sera è quanto la band di Liverpool regala alle folle in delirio. Con loro, in veste di gruppo spalla, salgono artisti destinati a non lasciar traccia di sè, ma loro potranno sempre raccontare di aver suonato sullo stesso palco di chi si prepara a rivoluzionare il mondo della musica.

Di tutto questo Fabbri e i suoi giocatori non si interessano. L’obbiettivo è quello di ben figurare in Ungheria, la cui nazionale sta tentando di ritornare sui livelli di dieci anni prima. Il materiale umano non sembra mancare tanto che i magiari hanno riconquistato l’oro olimpico in Giappone così come fecero Puskas e compagni tredici anni prima in Finlandia.

Per l’occasione Fabbri sostituisce Giovanni Lodetti con Gianni Rivera. Prima, però, gli appassionati di sport possono godersi il Gran Premio di Francia di Formula Uno. Ancora una volta Jim Clarck è il primo a passare sotto la bandiera a scacchi, precedendo la rivelazione Jackie Stewart e il Campione del Mondo in carica John Surtees.
253: Budapest (Nepstadion) -domenica 27 giugno 1965 – ore 18,00

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UNGHERIA – ITALIA 2-1 (Am)

RETI: 37′ Albert, 46′ A. Mazzola (I), 81′ Bene

UNGHERIA: Gelei, Szepesi, Sovari, Matrai, Nagy I, Sipos (53′ Solymosi), A. Nagy (57′ Kuti), Bene, Albert, Rakosi, Fenyvesi. C.T.: L. Baroti.

ITALIA: Albertosi (Fiorentina) 4, Poletti (Torino) 3, Facchetti (Inter) 13, Rosato (Torino) 5, Salvadore (Juventus) 20 (cap.), Fogli (Bologna) 10, Mora (Milan) 19, Bulgarelli (Bologna) 17, A. Mazzola (Inter) 12, Rivera (Milan) 16 (46′ Lodetti (Milan) 7), Pascutti (Bologna) 11 (8′
Riva (Cagliari) 1). C.T.: E. Fabbri.

ARBITRO: Mayer (Austria).

SPETTATORI: 20.000
In apertura di gara Ezio Pascutti subisce uno dei tanti infortuni che ne ha limitato la carriera e il suo posto viene preso dal giovane cagliaritano Gigi Riva, che sta diventando l’orgoglio di un’intera regione. Il tempo termina con la rete della stella locale Albert alla quale risponde Sandro Mazzole in apertura di ripresa. La gara continua in modo equilibrato fino al gol della giovane ala Bene, l’uomo nuovo del calcio magiaro.

Il giorno successivo, assieme alla stagione calcistica 1964-65, si chiude anche la tourné dei Beatles in Italia.

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