INTER-LIVERPOOL E LA GRANDE BEFFA DI PEIRÓ AI “REDS”

La trasferta del Torino sul terreno del Monaco 1860 si rivela nefasta: data la serata, è già un buon risultato l’essere riusciti ad arrivare almeno alla bella. I tedeschi, infatti, si impongono per 3 a 1.

Maggio, intanto, inizia con la consueta “Festa dei Lavoratori” e con una partita amichevole della nazionale opposta al Galles. Edmondo Fabbri vara una formazione senza nessun giocatore dell’Inter, già in trasferta a Liverpool per la sua semifinale di Coppa dei Campioni, e fa esordire il mediano juventinoBercellino unitamente al terzino foggiano Micelli e all’attaccante dei pugliesi Nocera.
250: Firenze (Stadio Comunale) -sabato 1 maggio 1965 – ore 16,00

ITALIA -GALLES 4-1 (Am)

RETI: 24′ Lodetti, 62′ Barison, 76′ Lodetti, 80′ Godfrey (W), 90′ Nocera

ITALIA: Albertosi (Fiorentina) 3, Robotti (Fiorentina) 15, Micelli (Foggia – Incedit) 1, Bercellino I (Juventus) 1, Salvadore (Juventus) 17 (cap.), Fogli (Bologna) 7, Mora (Milan) 16, Lodetti (Milan) 4, Orlando (Fiorentina) 5 (46′ Nocera (Foggia-Incedit) 1), Bulgarelli (Bologna) 14, Barison (Sampdoria) 2. C.T.: E. Fabbri.

GALLES: Hollins, Green, G. Williams, Lea, England, Hole, C. Jones, I. Allchurch, Godfrey, Vernon, Rees. C.T.: D. Bowen.

ARBITRO: Kitabdjan (Francia).

SPETTATORI: 43.000
E’ la grande stagione di Giovanni Lodetti! Il fido scudiero di Rivera nel Milan si toglie la soddisfazione di insaccare una doppietta con la maglia della nazionale. Senza dubbio il forte mediano unisce alla fisicita anche buone doti tecniche che ne fanno un centrocampista completo. La Ricorderanno questa gara anche le punte Paolo Barison e l’esordiente Nocera che col suo gol fa felice un’intera regione.

Nel primo martedì del “mese dei fiori” l’Inter esce pesantemente sconfitta da Liverpool. Gli uomini di Herrera non riescono a contrastare l’esuberanza fisica dei padroni di casa, a segno per tre volte. Ci si aggrappa al gol di Sandrino Mazzola per tentare una rimonta.

Il giorno successivo sembra certificare un momentaccio per il nostro football: il Torino deve dare l’addio alla Coppa delle Coppe, perdendo per 2 a 0 la bella contro il Monaco 1860.

L’Inter, intanto, si predispone per invertire la tendenza, anticipando al sabato la propria sfida di cartello contro la Fiorentina. La squadra di Herrera è terribilmente motivata: il coro finale (when the saints go much in in) intonato dai supporters del Liverpool ha fatto male e i giocatori nerazzurri hanno tutte le intenzioni di riccacciarlo in gola agli inglesi!

<div class="titolo3ANTICIPO 30a GIORNATA: sabato 8 maggio 1965

Inter – Fiorentina 6-2

2′ e 17′ Corso, 35′ Mazzola, 44′ Maschio (FI), 48′ Burgnich, 58′ Mazzola, 59′ Bertini (FI), 70′ Jair
Nell’anticipo di campionato voluto dai dirigenti nerazzurri per preparare al meglio la gara di ritorno di Coppa dei Campioni, l’Inter dà spettacolo mettendo paura a tutti. Va a segno anche Tarcisio Burgnich a testimonianza di una condizione di forma davvero invidiabile. Il Milan è chiamato alla vittoria.
30a GIORNATA: domenica 9 maggio 1965

Bologna – Milan 0-2

33′ e 79′ Ferrario

Catania – Torino 1-1

23′ Meroni, 36′ Danova (CA)

Foggia – Cagliari 1-2

49′ Rizzo rig., 55′ Nocera (FO), 88′ Riva

Genoa – Varese 0-1

15′ Spelta

Juventus – Roma 1-0

65′ Stacchini

L.R. Vicenza – Atalanta 2-2

20′ Magistrelli, 25′ Campana (LR), 31′ Vinicio (LR), 43′ Petroni

Lazio – Sampdoria 2-0

32′ e 36′ Governato

Messina – Mantova 2-0

20′ Morelli, 43′ Bagatti

CLASSIFICA:

Milan 48; Inter 47; Juventus 38; Torino 37; Fiorentina 35; Bologna 33; Cagliari, Catania, Foggia e Varese 28; L.R. Vicenza 27; Atalanta e Sampdoria 26; Roma 25; Genoa e Lazio 23; Mantova e Messina 19.
Sul campo di Bologna il Milan dà prova di essere ancora vivo e, trascinato da Ferrario, si riprende la testa della classifica. Nel frattempo il Varese espugna il campo del Genoa e mette nei guai i padroni di casa in quanto la Lazio batte la Sampdoria aganciando i rosso-blu in graduatoria.

La notizia più bella di giornata, però, arriva da Torino. il chirurgo Luigi Solerio, l’anestesista Enrico Ciocatto e un’équipe di 22 chirurghi e anestesisti separano con un difficile intervento le due sorelle siamesi Giuseppina e Santina Foglia. L’uomo inizia ad essere in grado di rimediare agli errori della natura, ma questo scatena polemiche circa l’opportunità di andare contro la stessa.

In questo periodo Liverpool sembra essere il centro del mondo, soprattutto per Milano: la città si prepara ad ospitare il concerto dei Beatles, in questo momento i veri ambasciatori della città industriale inglese nel mondo. L’attesa è davvero molta, ma viene interrotta da quella per la gara di ritorno che l’Inter è chiamata a disputare e vincere. In una calda sera di maggio lo Stadio di San Siro è gremito all’inverosimile di tifosi speranzosi di assistere ad un’autentica impresa.

Al fischio d’inizio lo stadio milanese si trasforma in una bolgia infernale e tanta energia catapulta l’Inter all’attacco. Dopo 8 minuti si raggiunge il delirio quando Mariolino Corso, con una delle sue magie su calcio piazzato beffa il portiere inglese. Il Liverpool non ci capisce più nulla e un minuto dopo Peirò, il cannoniere spagnolo di coppa, approfitta di un presunto errore dell’estremo difensore avversario. La base di partenza dell’azione è uno schema, semplice e messo in atto alla perfezione. Mario Corso esegue la rimessa laterale sulla fascia sinistra verso Peirò, il numero 9 nerazzurro, appostato vicino alla linea laterale e marcato strettamente, tocca la palla di testa indirizzandola all’indietro, verso il centrocampo, dove Sandro Mazzola attende il pallone in agguato. Il fantasista lascia rimbalzare la palla, poi lancia il compagno in profondità, lo fa senza esitazioni, con un tocco di prima, di destro, perfetto. Lo spagnolo Peirò scatta verso il fondo inseguendo il lancio e sfrutta al meglio la velocità che lo contraddistingue non consentendo il recupero al pur mobilissimo Smith. L’uscita del portiere inglese Lawrence, però, è ottima. L’estremo difensore è pronto e determinato, scatta lateralmente e blocca il pallone rischiando addirittura di uscire dall’ area di rigore, ma lo fa soltanto con un piede, nel frattempo colpisce Peirò con una spallata mandandolo a terra. Dicevamo, la prodezza dell’attaccante spagnolo dell’Inter è frutto di scaltrezza ed intelligenza, di rapidità e tecnica. È un gol destinato a far discutere molto, uno di quelli visti raramente sui campi di calcio.
L’azione pare essersi conclusa, ma qui si evidenzia tutto il genio dello spagnolo, la sua tenacia e la sua velocità trasformano il numero uno inglese in
un ingenuo. Mentre il portiere Lawrence sta osservando la disposizione dei compagni prima del rinvio e fa qualche passo per avvicinarsi al
limite dell’ area, lui si alza rapidamente e parte alla carica. Il portiere inglese fa rimbalzare il pallone a terra due volte, alla terza sbuca, da dietro,
il piede sinistro di Peirò, che sposta abilmente il pallone, mettendolo fuori portata del portiere, poi, dopo due soli passi e prima che l’ estremo difensore
possa riscattarsi con un tuffo disperato, insacca nella porta sguarnita con il destro.
È un attimo, Lawrence quasi non si rende conto dell’ accaduto, i suoi compagni aggrediscono verbalmente l’ arbitro, chiedendo l’annullamento del gol senza
successo. Smith e Yeats strattonano il direttore di gara accerchiato da altri quattro inglesi. Gli interisti osservano la scena, mentre Peirò non ha bisogno di attendere alcuna sentenza ed esulta tutto solo.

Ora il match ricomincia da capo e gli uomini di Herrera possono gestire la sfida come meglio credono cercando il gol con pazienza. Tocca a Giacinto Facchetti, terzino sinistro di spropositata forza fisica e tenuta atletica realizzare la rete dell’apoteosi. Una delle più grandi imprese della storia del calcio italiano viene portata a termine. Non appena il direttore di gara sancisce la fine dell’incontro col classico triplice fischio, gli altoparlanti dello stadio meneghino mandano le note di “When the saints go much in in”, eseguita da Louis Armstrong. Il disco è stato portato da Sandro Mazzola, al quale, proprio quello sfottò non è andato giù!

Fra due settimane San Siro sarà teatro della finale tra l’Inter e il Benfica di Eusebio.
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