LA FERRARI CAMPIONE DEL MONDO 1964 E LA VITTORIA DELLA ROMA NELLA COPPA ITALIA 1963-64

Terminata la kermesse olimpica e celebrati i nuovi eroi dello sport mondiale, riprende il corso normale

dello sport e soprattutto del campionato italiano, alternato dagli impegni di coppa.

7a GIORNATA: domenica 25 ottobre 1964

Bologna – Lazio 2-0

37′ rig. e 71′ Haller

Cagliari – Inter 0-2

67′ Mazzola, 86′ Jair

Foggia – Messina 1-0

66′ Nocera

Genoa – Juventus 0-1

54′ Combin

Mantova – L.R. Vicenza 0-1

75′ Vastola

Milan – Atalanta 2-0

42′ Ferrario, 82′ Amarildo

Roma – Catania 2-1

48′ e 82′ Francesconi, 86′ Biagini (CA) rig.

Torino – Fiorentina 3-1

7′ Marchesi (FI) rig., 22′ Hitchens, 48′ Simoni, 50′ Moschino

Varese – Sampdoria 2-0

64′ Vetrano, 66′ Traspedini

CLASSIFICA:

Milan 12; Inter 11; Sampdoria 10; Juventus 9; Catania, Fiorentina, Roma e Torino 8;

Atalanta, Bologna e Foggia 7; L.R. Vicenza e Varese 6; Cagliari e Messina 5; Genoa e Lazio 4; Mantova 1.

Continua la corsa del Milan. Dopo il precampionato disastroso e dopo le polemiche estive, Liedholm è

riuscito a dare tranquillità allo spogliatoio e i risultati arrivano copiosi. Il Milan può contare su un’ottimo reparto

difensivo orchestrato con sapienza da Cesare Maldini e su un centrocampo nel quale è esploso il mediano Giovanni Lodetti

pronto a servire la mente della squadra: quel Gianni Rivera che sta acquistando sempre maggiore consapevolezza nei propri

mezzi. Davanti Amarildo è il vero trascinatore, ma anche Bruno Mora e il giovane Paolo Ferrario, vera rivelazione di

stagione, fanno egregiamente la loro parte.

Si ferma la corsa della Sampdoria, mentre il Bologna ritrova la strada della vittoria.

Quando ormai la domenica sta per terminare, dando inizio ad una nuova settimana, dal Messico

giunge una notizia che entusiasma i milioni di italiani appassionati di automobilismo: Dan Gurney vince il locale Gram

Premio valido quale ultima prova del mondiale 1964 precedendo le Ferrari di John Surtees e Lorenzo Bandini. Jim Clarck è

solo quinto, mentre Graham Hill rimane a secco di punti. Per effetto dei risultati da scartare, l’inglese della Ferrari

diventa il nuovo campione iridato, mentre la casa di Maranello brucia la concorrenza per il mondiale marche. Alla luce

della prima parte di stagione, il doppio trionfo è tanto più bello perché inaspettato. Si riaccende l’entusiasmo, per

altro mai del tutto sopito, attorno ad un mondo che da sempre affascina gli italiani, sempre pronti a fare sacrifici per

avere un’automobile di proprietà. La corsa all’acquisto della vettura è rallentata rispetto a qualche anno prima, pur

rimanendo sempre tra le priorità di tutti.

Ora il campionato è fermo per permettere alla nazionale di preparare il primo incontro di qualificazione per i mondiali

d’Inghilterra. Tuttavia i club chiedono ancora spazio: il mercoledì scendono in campo le squadre impegnate nella Coppa

delle Fiere, mentre a fine settimana Roma e Torino si disputano la replica della finale di Coppa Italia giocata a

settembre e terminata sullo 0 a 0. Teatro dell’incontro sarà il Comunale di Torino. Prima, però, proprio i capitolini si

recano sul terreno dell’NK Zagabria dove pareggiano per 1 a 1 grazie ad una rete di Nicolé, giocatore in cerca di

rilancio. Contemporaneamente la Juventus pareggia per 0 a 0 sul terreno dello Stade Français.

COPPA ITALIA 1963-64 – FINALE (Ripetizione) – Torino (Stadio Comunale) – domenica 1 novembre

1964

Roma – Torino 1-0

RETI: 85’ Nicolè.

Roma: Cudicini, Tomasin, Ardizzon; Carpanesi, Losi, Schnellinger; Leonardi, Tamborini, Nicolè, De Sisti,

Francesconi. All.: J.C. Lorenzo.

Torino: Vieri I, Poletti, Buzzacchera; Puia, Lancioni, Ferretti; Simoni, Ferrini, Hitchens, Cella, Meroni. All.:

N. Rocco.

ARBITRO: Campanati (Milano).

Un gol di Bruno Nicolè a cinque minuti dal termine, consegna il trofeo alla Roma, la quale corona in

questo modo anni di sforzi economici, non sempre occulati, ma fatti con grande passione. Per il Torino il ritorno alla

vittoria di un trofeo dopo i fasti di fine anni ’40 è rimandato.

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