SEMIFINALI E FINALI DEL TORNEO OLIMPICO DI CALCIO 1964

In settimana il torneo olimpico di calcio entra nella sua fase calda: si stabiliscono le due chiamate a contendersi l’oro.
Tokyo (Komazawa Stadium) – martedì 20 ottobre 1964

CECOSLOVACCHIA – GERMANIA 2-1 (Semifinale)

RETI: Lichtnegl, Mraz; Noldner (GE)

CECOSLOVACCHIA: Schmucker, Urban, Knesl; Vojta, Weiss, Geleta; Mraz, Lichtnegl, Brumovsky, Masny, Valosek.

GERMANIA: Heinsch, Urbanczyk, Geisler; Pankau, Walter, Korner; Frassdorf, Noldner, Stocker, Frenzel, Vogel.

ARBITRO: Ashkenazi (Israele)div>

SPETTATORI: 20.000.

Tokyo (Chichibu Stadium) – martedì 20 ottobre 1964

UNGHERIA – EGITTO 6-0 (Semifinale)

RETI: Bene 4, Komora 2

UNGHERIA: Szentmihalyi, Novak, Ihasz; Palotai, Orban, Nogradi; Csernai, Komora – Farkas, Bene, Katona.

EGITTO: Ahmed, Amin, El Isnawi; El Fanagili, Gad, El Sherbini; Riad, Shahin, Badawi, Etman, Hassan.

ARBITRO: Comesana (Argentina)

Con tre gol per tempo l’Ungheria, trascinata dal solito Ferenc Bene, vola in finale, dove incontrerà la Cecoslovacchia, abile a battere in rimonta la Germania, la quale si deve accontentare di giocarsi la medaglia di bronzo contro l’Egitto.
Tokyo (National Stadium) – venerdì 23 ottobre 1964

GERMANIA – EGITTO 3-1 (FINALE 3o POSTO)

RETI: Frenzel, Vogel, Stocker; Attia (EG) rig.

GERMANIA: Heinsch, Rock, Geisler; Pankau, Walter, Korner; Frassdorf, Noldner, Stocker, Frenzel, Vogel.

EGITTO: Ahmed, Zaki, El Isnawi; Kotb, Attia, El Sherbini; Mohamed, Riad, Badawi, Nosseir, Etman.

ARBITRO: Yokoyama (Giappone)

SPETTATORI: 60.000.
Davanti a sessantamila persone la Germania conquista la medaglia di bronzo. Si tratta di una grande ignezione di fiducia per il movimento della Germania Est, in quanto dimostra di avere grandi potenzialità di sviluppo, sebbene il regime spinga verso le discipline individuali, soprattutto le persone più dotate fisicamente. Per l’Egitto, invece, è un altro quarto posto.</

Tokyo (National Stadium) – venerdì 18 ottobre 1964

UNGHERIA – CECOSLOVACCHIA 2-1 (Finale)

RETI: Farkas, Bene; Brumovsky (CE)

UNGHERIA: Szentmihalyi, Novak, Ihasz; Szepesi, Orban, Nogradi; Csernai, Komora, Farkas, Bene, Katona.

CECOSLOVACCHIA: Schmucker, Urban, Picman; Vojta, Weiss, Geleta; Mraz, Eichtnegl, Brumovsky, Masny, Valosek.

ARBITRO: Ashkenazi (Israele)

SPETTATORI: 60.000.

Dopo un primo tempo estremamente equilibrato, l’Ungheria riesce ad aver ragione della Cecoslovacchia, aggiudicandosi la medaglia d’oro in un torneo sostanzialmente giocato tra squadre dell’Europa dell’Est. Per il calcio italiano rimane il rammarico di aver rinunciato ad una spedizione che, così come progettata, avrebbe certamente dato soddisfazioni. Per lo sport azzurro, però, i momenti di gioia non sono mancati: quella di Tokyo è stata soprattutto l’olimpiade del ginnasta Franco Menichelli, vincitore di una medaglia d’oro, agli anelli, una d’argento ed una di bronzo. Grandi risultati sono giunti anche dal ciclismo, con tre ori, un argento e due bronzi, e dall’atletica, dove il friulano Abdon Pamic ha conquistato il massimo successo nella cinquanta chilometri di marcia.

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