OMBRE SULLA “GRANDE INTER”

Alla sera di questo mite mercoledì d’aprile, Milano pullula di entusiasmo ed aspettative. Il ricordo della clamorosa rimonta sul Liverpool è ancora vivo e la cornice di pubblico è la medesima. Il Real,

però, è squadra tatticamente meglio preparata di quella inglese e quando Amancio dopo venti minuti porta in vantaggio le “merengues”, si comprende che probabilmente

l’esito non sarebbe stato lo stesso. L’Inter si danna l’anima, protesta per la mancata concessione di due rigori, perviene al pareggio con Giacinto Facchetti, ma alla

fine Picchi e compagni debbono scendere dal trono d’Europa.

Attorno alla gara sono circolate voci incontrollate di patti non rispettati dall’arbitro ungherese Gyorgy Vadas. Da anni è stato coniato il concetto di

“sudditanza psicologica” per spiegare il fatto che i milanesi riceverebbero molti favori arbitrali. Ad esempio da tempo immemorabile non subiscono un rigore contro;

Italo Allodi è considerato il deus ex machina di tutto ciò. Anche in questo caso i bben informati parlano di un accordo tra il dirigente interista e il faccendiere

ungherese Meszo Solti il quale avrebbe avuto il compito di fare da tramite con il direttore di gara designato. La presunta combinne è descritta nel libro “Solo la

palla ha la pelle” del giornalista magiaro Peter Borenich, di cui riportiamo la traduzione:

Che questo racconto sia veritiero o no, resta il fatto che quella tra Inter e Real Madrid è stata l’ultima gara internazionale arbitrata da Vadas.

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