IL CASO DON MILANI, L'”OBBIEZIONE DI COSCIENZA” e “la zanzara”

Come si è già detto in precedenza, in questo 1966 si pongono le basi di un movimento destinato a cambiare la società dal suo interno: quello del 68, anno dopo il quale il mondo non sarà più lo stesso. A ciò contribuisce senz’altro lo scoppio, il 15 febbraio, del caso “Don Lorenzo Milani”, Parroco di Barbiana sul Mugello. Già in precedenza il prete toscano ha difeso con vari accenni i promotori del Movimento obiettori di coscienza, proprio mentre divampano le contestazioni per la guerra americana nel Vietnam che ha scosso le coscienze cristiane anche a livello ecclesiastico, soprattutto dopo i cruenti episodi del 1965. Inoltre, con

l’offensiva in grande stile degli Usa ai Vietcong sferrata il 9 gennaio (senza nemmeno dichiarare guerra) considerata una vera e propria aggressione balza

prepotentemente alle cronache la questione della legittimità dell’intervento Usa nel paese asiatico, nonostante che in Italia la polemica venga ancora attenuata dalla stampa stessa. Invece i mezzi d’informazione danno ampio risalto al violento attacco di un cappellano militare a Don Milani, il quale gli indirizza giudizi sprezzanti:

Ben più morbida è la reazione del Vaticano, dove il prete toscano viene classificato come “pazzerellone”.

Don Milani si difende contrattaccando: trova uno spazio (altre alternative non ce ne sono) su un settimanale comunista (! orrore !), Rinascita, e risponde per le

rime. Precisa meglio il suo pensiero di cristiano cattolico, ma tanto basta per far scattare una denuncia per apologia di reato sia a lui che al direttore del

settimanale. Al processo l’accusa cadrà in primo grado, ma alcuni “potenti” ricorreranno in Appello e la sentenza di condanna a cinque mesi di carcere arriverà al

direttore e a Don Milani il 28 ottobre 1967, dopo cinque mesi dalla morte del prete toscano.

Mentre la polemica divampa, il Milan si trova in Inghilterra per affrontare la gara di ritorno degli ottavi di finale di Coppa delle Fiere. I rossoneri disputano una partita arcigna, passano anche con Sormani, ma Graham ed Osgood mandano le due squadre alla bella prevista a Milano il 2 marzo.
22a GIORNATA: DOMENICA 20 febbraio 1966

Bologna – Lazio 3-1

10′ Perani, 32′ Vastola, 78′ Gasperi (LA), 81′ Haller rig.

Brescia – Napoli 0-0

Cagliari – Varese 1-1

65′ Magnaghi, 78′ Rizzo (CA)

Catania – Inter 1-0

19′ Facchin

Foggia – Sampdoria 3-0

22′ Nocera, 50′ Lazzotti, 62′ Nocera rig.

LR. Vicenza – Juventus 2-2

10′ Bercellino II, 11′ Vinicio (LR), 34′ Bercellino II, 63′ Vinicio (LR)

Milan – Spal 1-1

61′ Rivera (MI), 88′ Muzzio

Roma – Atalanta 1-0

55′ Tamborini

Torino – Fiorentina 1-0

14′ Orlando

CLASSIFICA:

Inter 32; Milan e Napoli 30; Bologna 28; Fiorentina e Juventus 26; Roma 25; Torino 23; Cagliari 22; LR. Vicenza e Lazio 21; Brescia

e Foggia 20; Spal 18; Atalanta e Catania 15; Sampdoria 14; Varese 8.

Mai come in questa domenica vale il detto “clamoroso al Cibali!” Contro il più brutto Catania di questi ultimi anni, l’Inter, probabilmente con la

testa ai quarti di finale di Coppa dei Campioni, perde incredibilmente. Per i siciliani si tratta di una grandissima ignezione di fiducia in quanto superano in

classifica la Sampdoria e raggiungono l’Atalanta costretta, nonostante la buona campagna acquisti estiva, a soffrire fino al termine del campionato per rimanere nella

massima divisione.

Dell’incredibile passo falso dei lombardi ne approfittano Napoli e Bologna, mentre il Milan non va oltre il pari interno con la Spal facendosi beffare a due minuti dal

termine da Muzio.

Il martedì successivo, probabilmente sotto la spinta della polemica provocata da Don Milani, un certo FABRIZIO FERRINI, un assistente universitario della facoltà romana di Legge, a soli dieci giorni dal congedo

militare, si dichiara “obiettore di coscienza”. Viene arrestato e condannato dal Tribunale Militare a 1 anno e otto mesi di reclusione. E’ un ulteriore segno del

cambiamento dei tempi e soprattutto dei valori. Quest’anno raggiungono la maggior età ragazzi che la guerra l’hanno conosciuta esclusivamente attraverso i racconti dei

genitori o di qualche fratello maggiore. Questi cercano di uscire da un mondo fatto di tristezza e tragedie per impostarne uno fatto di sogni e leggerezza. Cambia il

modo di impegnarsi socialmente: la difesa della Patria a tutti i costi non è più un valore assoluto, ma lo diventa la difesa della Pace, per questo inizia a prendere

piede l’anti-militarismo. Insomma il divario generazionale aumenta sempre di più. Vi contribuisce pure lo scandalo e il clamore suscitato da quanto si apprende il

giorno successivo.

Il 23 febbraio, fra tanta ipocrisia e perbenismo del tempo, scoppia infatti lo scandalo de “La Zanzara”: un giornaletto di una scuola liceale milanese (Il Parini) che riporta una goliardica inchiesta sul comportamento sessuale giovanile dalla quale emerge tutta l’ignoranza in materia dei ragazzi dell’epoca.

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