L’EDIZIONE 1967 DEL FESTIVAL DI SAN REMO E I MISTERI ATTORNO ALLA TRAGEDIA DI LUIGI TENCO

Il giorno dopo la conclusione del girone d’andata, nei bar, sui mezzi pubblici e nei luoghi di lavoro non si parla solamente di quanto sentenziato dalla domenica calcistica, bensì si riflette sul discorso pronunciato da Paolo VI in favore dell’indissolubilità della famiglia. E’ la risposta papale alla proposta in discussione al Parlamento d’introdurre il Divorzio nell’ordinamento italiano. È una presa di posizione che suscita le proteste dei laici, dato che si tratterebbe d’introdurre una legge che non è in contrasto con alcun articolo della Costituzione.

Giova ricordare però che, Contrariamente a quanto accaduto in altri Paesi, in Italia il Concordato incluso nei Patti Lateranensi e recepito poi nella Costituzione del 1948, pur non sancendo l’indissolubilità della coppia, attribuisce funzioni civili al sacerdote celebrante: di conseguenza il matrimonio concordatario assume caratteristiche d’indissolubilità potendo essere annullato soltanto dalla chiesa o, per gli effetti civili, dallo Stato (con pochissimi casi previsti).

Sebbene tratti argomenti destinati ad incidere direttamente sulla vita di ognuno di noi, il dibattito circa l’introduzione del divorzio è destinato ben presto a scemare. A fine settimana è previsto il Festival di San Remo, l’appuntamento canoro e televisivo dell’anno, per seguire il quale, anni prima,molte famiglie italiane si sono indebitate per acquistare apparecchi televisivi, un po’ come avverrà anni dopo in occasione delle grandi competizioni sportive, Olimpiadi e Mondiali di Calcio in primis, che verranno trasmesse a colori.

Pure in questo 1967 l’attesa è spasmodica: la formula prevede la presentazione di un pezzo cantato da un artista italiano assieme ad uno straniero. E’ prevista una serata di qualificazione ed una finale nella quale vengono nuovamente premiate le prime tre classificate. A decidere le partecipanti alla finale sarà una giuria popolare ed una di qualità.

Tra i concorrenti alla manifestazione ligure c’è anche Luigi Tenco in coppia con la stella della canzone francese, non che sua fidanzata, Dalidà. Il cantautore genovese propone una canzone “d’impegno sociale” incentrata sul dramma di chi, abbandonata la campagna, non riesce ad inserirsi nel contesto della città. In questa canzone Tenco ripone tutte le sue speranze di far fare un salto di qualità ad una carriera tutto sommato buona, ma ancora priva di quel vertice di popolarità che, volente o nolente, ogni artista cerca. La sera di giovedì 26 gennaio Tenco sale sul palco sanremese bloccato dall’emozione, esegue il pezzo, (a mio modestissimo parere una buona canzone) ma non riesce “ad arrivare” ne alla giuria popolare, né a quella di qualità. Tenco è fuori. Lui la prende male e, abbandonata al ristorante la fidanzata Dalidà assieme al suo manager, si reca in albergo. Qui inizia il tragico mistero. Alle ore 2 e 10 del mattino Dalidà bussa alla sua porta, non ottiene risposta, e, trovandola inspiegabilmente accostata, la apre scoprendo il dramma: Tenco giace a terra privo di vita, pieno di sangue e con una calibro 22 in mano. Viene rinvenuto anche un biglietto nel quale è scritto:

La concitazione attorno al tragico evento è tanta. Qualcuno perde la testa, qualcuno ha qualche cosa da nascondere, non si è ancora capito, fatto sta che parte un’indagine destinata a lasciare molti dubbi. Inspiegabilmente il corpo viene trasportato immediatamente all’obitorio senza effettuare i neccessari rilievi. Infatti, qualche ora dopo la salma viene nuovamente trasportata nella camera 219 dell’Hotel Savoi per adempiere alle formalità di rito – fotografie ambientali ecc. .

I dubbi circa l’ora del decesso, la posizione del cadavere (vi sono ben tre versioni), quella della pistola, il punto d’entrata del proiettile: Tenco non è mancino e il foro si trova a sinistra e l’assenza sia dell’esame autoptico sia di quello del guanto di parafina, lasciano grandi dubbi se si sia trattato veramente di un suicidio o di un omicidio.

Il mondo della musica e l’opinione pubblica sono sgomenti, ma in un momento di altissimi valori morali – altro che ai giorni nostri – “the show must go on” e l’Italia intera ha il suo vincitore. Trionfa IVA ZANICCHI in coppia con CLAUDIO VILLA con la canzone Non pensare a me, al 2° posto si piazza ANNA RITA SPINACI in coppia con LE SURF con la canzone Quando dico che ti amo e al 3° con Proposta i
GIGANTI e BACHELORS.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE

Lascia un commento