IL MANCHESTER UNITED RE D’EUROPA NEL RICORDO DEI BUSBY BOYS

Terminato il campionato, il mercoledì successivo la Juventus tenta di rimediare alla sconfitta esterna incassata nella gara d’andata. Ai bianconeri, tuttavia, il miracolo non riesce, anzi i lusitani passano grazie alle artigliate della “Pantera Nera” Eusebio ancora in gol al minuto numero 68. Per la Juventus va in archivio il miglior risultato finora ottenuto in coppa dei campioni, mentre il Benfica si prepara ad affrontare la sua quinta finale negli ultimi otto anni. A Wembley, esattamente 5 anni dopo la sconfitta subita contro il Milan, Eusebio e soci troveranno il Manchester di Bobby Charlton e Mat Busby i quali hanno la possibilità di giocarsi il massimo trofeo continentale esattamente dieci anni dopo la tragedia aerea di Monaco di Baviera nella quale persero la vita sei calciatori in forza ai “Red Devils”.

Lo United raggiunge questo traguardo sbarazzandosi facilmente dei suoi primi avversari: i maltesi dell’Hibernians, gli slavi del Sarajevo e i polacchi del Gornik Zabrze. Nelle semifinali i “Red Devils” sono opposti ad un Real Madrid in declino, ma sempre temibilissimo. In Inghilterra Best regala la prima partita agli inglesi, che vanno vicini all’eliminazione al Chamartin, dove a fine primo tempo si trovano sotto 1-3. La ripresa vede la furiosa reazione del Manchester, che accorcia le distanze con Sadler e pareggia con il vecchio difensore Bill Foulkes.

Nel frattempo il pubblico milanista attende con impazienza la finale di Rotterdham che, se vinta, renderebbe questa stagione indimenticabile. Prima, però, anche Rivera e compagni assistono alla finale di Coppa dei Campioni che, a Wembley vede fronteggiarsi Manchester United e Benfica. La gara si presenta estremamente equilibrata sebbene gli inglesi lamentino l’assenza del talentuoso Denis Law.
COPPA DEI CAMPIONI – FINALE – Wembley (Empyre Stadium), mercoledì 22 maggio 1968
MANCHESTER UNITED – BENFICA 4-1 d.t.s.

RETI: 53′ Charlton R., 75′ Graça (BE), 93′ Best, 94′ Kidd, 99′ Charlton R. .

MANCHESTER UNITED: Stepney, Brennan, Stiles; Foulkes, Dunne, Crerand; Charlton R., Sadler, Best,
Kidd, Aston. ALL.: M. Busby.

BENFICA: Henrique, Adolfo, Humberto; Jacinto, Cruz, Graca; Coluna, José Augusto, Eusébio, Torres, Simões. All.: O. Gloria.

ARBITRO: C. Lo Bello (Italia).

Finalmente anche i maestri inglesi iscrivono il proprio nome nell’albo d’oro della massima competizione europea per club. Tocca proprio al Manchester United, sagacemente ricostruito da sir Matt Busby, interrompere la tradizione negativa delle compagini della Terra d’Albione.

Concetto Lo Bello dirige un match palpitante e ricco di emozioni e colpi di scena. Bobby Charlton porta in vantaggio il Manchester, ma a undici minuti dalla conclusione il centrocampista lusitano Graca pareggia e rimanda tutto ai supplementari. Busby ricarica psicologicamente i suoi, che dominano i prolungamenti e in sei minuti segnano tre
reti con Best (che beffa il portiere con un gioco di prestigio e poi esita beffardamente prima di infilare), Kidd e Charlton. È il trionfo della squadra di Busby, che alla fine dedicherà il meritato trionfo alla memoria dei “Busby Babes”.

Il Manchester ha basato la propria forza su una difesa ben registrata e su un centrocampo che ha unito il raziocinio (e non solo) dell’immenso Bobby Charlton alla fantasia dello scozzese Denis Law, ben conosciuto dal nostro calcio, tutto questo al servizio dell’irlandese George Best, autentica icona di quello che passerà alla storia come “calcio beat”.

GEORGE BEST

nasce a Belfast nel 1946. Arriva alle giovanili del Manchester a soli 15 anni, nel 1961. Due anni dopo debutta sia in prima squadra, sia nella Nazionale nordirlandese, grazie all'eccezionale talento: dribbling, cambi di direzione, cross e superbo controllo...

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