LA BATTAGLIA DI VALLE GIULIA: È SESSANT’OTTO!

La batosta subita dai Campioni in carica della Juventus sul terreno del Varese, una matricola, rimarrà argomento di discussione per molti giorni a venire, almeno fino al termine della settimana, quando altre storie verranno scritte dalle sedici elette al campionato di serie A.
19a GIORNATA: domenica 11 febbraio 1968

Fiorentina – Roma 0-0

Inter – Atalanta 3-0

58’ Mazzola, 70’ Domenghini, 88’ Facchetti

Juventus – Bologna 0-0

LR. Vicenza – Varese 1-0

8’ Vinicio

Mantova – Milan 0-1

60’ aut. Giagnoni

Napoli – Cagliari 1-0

42’ Sivori

Sampdoria – Torino 1-1

17’ Facchin, 57’ Frustalupi (SA)

Spal – Brescia 3-1

14’ e 20’ Lazzotti, 26’ Parola, 73’ Braida (BS)

CLASSIFICA:

Milan 29; Varese 23; Juventus, Napoli e Torino 22; Fiorentina 21; Inter 20; Cagliari 19; Atalanta, Bologna e Roma 18; LR. Vicenza 16; Brescia, Spal e Sampdoria 15; Mantova 11.
Un’autorete di Gustavo Giagnoni consegna al Milan la quarta vittoria consecutiva che lancia i rossoneri a +6 sul Varese battuto a Vicenza. Rivera e compagni stanno approfittando in pieno della pochezza delle inseguitrici, incapaci di tenere un passo regolare.

La vittoria del Milan inguaia notevolmente il Mantova che ora deve recuperare 4 punti sulla zona salvezza, dalla quale piano piano si sta allontanando il Vicenza.

Intanto cresce la tensione causata dalla protesta giovanile: il 13 si registrano i primi atti di violenza con un insulto e uno schiaffo. Teatro è Pisa dove un gruppo di studenti che volevano tenere un’assemblea all’interno della facoltà di
lettere è entrato in aula dove il glottologo Bolelli sta tenendo una lezione. Alla reazione del docente uno studente ha insultato il professore, che
ha risposto con uno schiaffo. Il fatto è destinato a lasciare molti strascici
20a GIORNATA: domenica 18 febbraio 1968

Bologna – LR. Vicenza 2-0

72’ Ferrario, 75’ Pascutti

Brescia – Mantova 0-1

38’ aut. Mazzia

Cagliari – Fiorentina 3-1

70’ aut. Nenè (FI), 76’ Rizzo, 83’ Niccolai, 90’ Hitchens

Milan – Inter 1-1

2’ Cappellini, 27’ Hamrin (MI)

Napoli – Spal 1-0

76’ aut. Stanzial

Roma – Sampdoria 1-1

46’ Frustalupi rig., 55’ Taccola (RM)

Torino – Juventus 2-1

13’ De Paoli (JU), 33’ Facchin, 37’ Agroppi

Varese – Atalanta 2-0

40’ Anastasi, 71’ Vastola

CLASSIFICA:

Milan 30; Varese 25; Napoli e Torino 24; Juventus 22; Cagliari, Fiorentina e Inter 21; Bologna 20; Roma 19; Atalanta 18; LR. Vicenza e Sampdoria 16; Brescia e Spal 15; Mantova 13.
L’Inter frena la corsa del Milan che si vede rosicchiare un punticino dal Varese e dal Torino vittorioso nel derby grazie ad un gol di Aldo Agroppi, mediano combattente destinato a diventare uno degli uomini simbolo della compagine granata di questo periodo.

Intanto il dibattito politico si fa sempre più rovente, ma nessuno sembra comprendere le istanze provenienti dai giovani vogliosi di far sentire la loro voce, soprattutto in ciò che li riguarda. L’istruzione è il loro mondo, e per un’istruzione migliore e aperta a tutti si stanno battendo. Tuttavia i capi della contestazione sono schierati politicamente a sinistra e non ne fanno mistero. Il modello non è più la Russia, bensì la Cina di Mao Tze Tung. Quello che è più chiaro è il connotato anti-americano assunto dal movimento studentesco. Ad inizio anno la Casa Bianca ha minacciato di sospendere gli investimenti nei Paesi in cui fossero continuate le proteste anti americane. L’Italia è una di quelle nazioni legate economicamente agli USA, con i quali, tra l’altro esiste un profondo debito di riconoscienza per l’opera prestata durante la seconda guerra mondiale. Data la continua escalation della protesta, il governo ha deciso di ricorrere alle forze dell’ordine per sedare le manifestazioni. Il 23 febbraio entrano in scena per sgomberare la Facoltà di Lettere appena occupata. Viene ferita una studentessa e ciò causa la reazione rabbiosa dei colleghi i quali reagiscono con slogan e lancio di oggetti. La “guerra” è iniziata!

I fatti di Roma destano clamore: nessuno comprende che cosa vogliano questi “giovani” e i “giovani” solo per il fatto di avere un’istruzione superiore a quella dei padri si sentono “onniscenti” ed “onnipotenti”. Il solco generazionale è sempre più profondo!

In un momento di simili stravolgimenti il calcio sembra essere una delle poche attività che mettono tutti d’accordo. Scende in campo la Juventus la quale ha deciso di anticipare il proprio match di campionato per preparare al meglio la delicata sfida di Coppa dei Campioni nella quale è chiamata alla rimonta. A Torino è di scena il Milan, pure impegnato nell’andata dei quarti di Coppa delle Coppe, che, vincendo, estrometterebbe definitivamente i campioni in carica dalla lotta per lo scudetto.
ANTICIPO 21a GIORNATA: sabato 24 febbraio 1968

Juventus – Milan 1-2

14’ Prati, 22’ Zigoni (JU), 48’ Hamrin
Kurt Hamrin, alla sua seconda realizzazione consecutiva, fa volare il Milan che ora vede lo scudetto sempre più vicino. Le inseguitrici sono costrette a vincere per non far chiudere il campionato ancora prima di marzo.
21a GIORNATA: domenica 25 febbraio 1968

Atalanta – Roma 2-1

21’ rig. e 25’ Savoldi, 69’ Cordova (RM)

Cagliari – Mantova 2-2

42’ e 60’ Riva (CA), 69’ e 83’ Catalano

Fiorentina – Bologna 1-0

14’ Maraschi

Inter – Varese 1-0

40’ Mazzola

LR. Vicenza – Napoli 0-1

8’ Altafini

Sampdoria – Brescia 1-0

89’ Cristin

Spal – Torino 0-0

CLASSIFICA:

Milan 32; Napoli 26; Torino e Varese 25; Fiorentina e Inter 23; Cagliari e Juventus 22; Atalanta e Bologna 20; Roma 19; Sampdoria 18; LR. Vicenza e Spal 16; Brescia 15; Mantova 14.
Josè Altafini lascia ancora qualche segno di vita ad un campionato avviato a sancire l’assoluto trionfo del Milan. Il Varese mostra i limiti del suo organico cadendo di misura in casa dell’Inter.

In coda la Sampdoria trova un’importantissima vittoria contro il Brescia, mentre il Mantova va a conquiistare un insperato pareggio sul campo del Cagliari rimontando addirittura il doppio vantaggio confezionato da Gigi Riva.

La protesta giovanile non è più un sottofondo, bensì è diventata una sinfonia che risuona in tutti gli ambienti, compreso quello cattolico il quale sente la necessità di un momento di riflessione. Ed allora il 27 febbraio a Bologna si tiene il primo convegno nazionale dei gruppi spontanei del “dissenso cattolico”. Invocano la liberazione politica dei credenti e desiderano ad ogni costo staccarsi dalla sudditanza del partito referente sempre piu’ legato al sistema capitalistico che incessantemente con ogni mezzo va promuovendo l’individualita’ competitiva per un solo obiettivo: il profitto.

Questi gruppi, probabilmente la vera e propria novità del momento, vogliono edificare una reale democrazia non con individui isolati – borghesi e proletari – ma soggetti popolari dentro una societa’ in cui sia possibile una qualità della vita, con nuovi rapporti umani, e non una informe burocratizzazione che sta spingendo l’uomo nella alienante razionalizzazione tayloristica esistenziale dove È bandita sempre piu’ spesso la socializzazione.

Il giorno seguente Juventus e Milan scendono in campo per disputare i quarti di finale di coppa: per la Juventus si tratta della gara di ritorno, mentre i rossoneri disputano i primi novanta minuti.

A Torino la Juventus soffre, incapace di abbattere il muro tedesco che resiste fino a due minuti dal termine, quando l’arbitro concede un rigore ai padroni di casa. Bercellino trasforma la massima punizione diventando l’eroe della giornata e consentendo alla Juventus di disputare la bella. Contemporaneamente il Milan torna da Liegi con un utile pareggio propiziato da Pierino Prati.

Mentre a Bologna si dibatte, a Roma la contestazione raggiunge il suo apice. È l’1 marzo e la Capitale si prepara a vivere tre giorni di autentica passione. L’intera cittadella universitaria è occupata ormai da piu’ di un mese. Dentro, però, non si sta con le mani in mano: con l’appoggio di alcuni professori più progressisti, sono iniziati corsi autogestiti, seminari, sperimentazioni e anche esami di gruppo facendo inorridire alcuni vecchi cattedratici, di vecchio stampo e con tanto prestigio accademico sulle spalle, nel vedere la loro Università così “offensivamente” proletaria. Si ritengono scandalizzati dal lassismo permesso dal Rettore D’Avack, convincendolo a chiamare la polizia per sgomberare con la forza la cittadella universitaria. Le forze dell’ordine, accorse con grande spiegamento di uomini e mezzi, prendendo a randellate gli occupanti, riescono a buttarli tutti fuori, a sgomberare gli edifici e a presidiarli.

In serata la Tv di stato cerca di sminuire la portata delle manifestazioni dando risalto anche ai verdetti di Coppa del giorno precedente.

Intanto Roma è ancora teatro di una partita ben più cruenta. Dopo i fatti di giornata gli studenti, convenuti a Piazza di Spagna, trascorrono la notte ad organizzare l’assalto alla Facolta’ di Architettura interamente presidiata come un fortino. Tra loro e l’obbiettivo c’è soltanto la scalinata di Trinita’ dei Monti e le aiuole di Villa Borghese. L’azione prende il via il mattino del 2 secondo le modalità della tecnica dei Vietcong. La guerra vietnamita entra nei vialetti di Villa Borghese e ogni aiuola e cespuglio diventa la postazione di un piccolo gruppetto per formare tante trappole lungo il percorso. I viali di Valle Giulia sono pieni di studenti, mentre le rampe di Via Gramsci sono zeppe di camionette e poliziotti. Un piccolo
gruppo li affronta dalla salita per poi indietreggiare nei viali per farsi inseguire attirandoli così nelle trappole dove sarebbero stati poi pestati dagli altri gruppi sbucati fuori.

Puntualmente la polizia commette l’errore di inseguirli cadendo nelle trappole tese con i militi poi circondati e bastonati a sangue. 150 i feriti tra le forze dell’ordine, circa 500 gli studenti, circa 300 i fermati, e diversi gli arrestati. Incendi di camionette, auto, lancio di lacrimogeni, spari di candelotti ed è proprio un miracolo se a fine giornata nonsi contino morti. Si conclude così quella che passa alla storia come la Battaglia di Valle Giulia, evento che farà scorrere fiumi d’inchiostro, molto del quale sprecato, in quanto nessuno ancora comprende che cosa stia accadendo alla generazione dei ventenni.

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