LE PRIME DUE GIORNATE DEL GIRONE DI RITORNO 1967-68 E LE PRIME MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE

Sullo sfondo di tutto questo c’è la crescente protesta giovanile che accompagnerà l’intero 1968, raggiungendo vette tragiche.
COPPA ITALIA – RITORNO 4i DI FINALE – mercoledì 17 gennaio 1968

Bologna – Reggina 4-0


Milan – Bari 4-1

Torino – Catanzaro 2-0

Le tre compagini di serie A passano agevolmente il turno garantendo agli italiani un giugno di grande calcio. Ora si attende solamente l’esito della partita tra l’Inter e il Pisa posticipata alla settimana successiva per ovvie ragioni logistiche.

Intanto il sottofondo della protesta giovanile si fa sempre più forte! Il 20 il palcoscenico della protesta diventa Torino. Cosa sia successo ce lo facciamo dire direttamente dal Comunicato Ansa delle ore 19.11:

Il grosso della popolazione, però, non comprende ancora che cosa stia succedendo e attende San Remo.

16a GIORNATA: domenica 21 gennaio 1968

Atalanta – Napoli 1-0

76’ Savoldi

Bologna – Sampdoria 0-0

Cagliari – Brescia 3-0

48 e 75’ Riva, 78’ Greatti

Mantova – Juventus 0-0

Milan – Spal 3-2

11’ Bigon (SP), 15’ Sormani, 19’ Bozzao (SP), 66’ Rivera, 89’ Prati

Roma – Inter 2-6

16’ Cappellini, 50’ Enzo (RM), 60’ Domenghini, 64’ Corso, 73’ Mazzola, 83’ Scaratti (RM), 85’ Mazzola, 89’ Corso

Torino – LR. Vicenza 1-0

75’ Combin

Varese – Fiorentina 0-0

CLASSIFICA:

Milan 23; Varese 20; Juventus e Torino 19; Cagliari, Fiorentina e Napoli 18; Atalanta, Bologna, Inter e Roma 16; Brescia 13; LR. Vicenza 12; Mantova e Sampdoria 11; Spal 10.
Ora di paura per il Milan di Rocco costretto ad inseguire la Spal ultima in classifica. Alla fine Pierino Prati si rivela ancora il match winner consegnando alla sua squadra tre punti di vantaggio sul Varese costretto al pari intterno dalla Fiorentina. La giornata sancisce . la crisi della Roma che ha ottenuto la miseria di quattro punti nelle ultime sette giornate precipitando dalla vetta alla medio-bassa classifica. Contro l’Inter, che sta dando qualche segno di ripresa,i giallo-rossi vivono una mezz’ora calcisticamente drammatica incassando cinque reti. Se il mago di Turi viene messo sulla graticola per la batosta subita, il verdetto dell’Olimpico dà un po’ di respiro al “mago” vero, il quale trae beneficio anche dal passaggio del turno di Coppa Italia ottenuto il mercoledì successivo battendo il Pisa per 1 a 0.
L’ultimo sabato di gennaio la Juventus scende in campo per anticipare la propria gara di campionato allo scopo di preparare al meglio l’incontro di Coppa dei Campioni contro l’Eintracht di Braunschweig, compagine tedesca che vive il massimo momento di fulgore per poi sparire dal calcio che conta.
ANTICIPO 17a GIORNATA: sabato 27 gennaio 1968

Juventus – Atalanta 2-1

37’ De Paoli, 41’ Danova (AT), 73’ Cinesinho
Contro i bergamaschi, una delle compagini più ostiche di questa serie A, gli uomini di Heriberto Herrera ottengono un’importante vittoria utile per rimanere in scia al Milan.

Mentre gli italiani attendono la nuova giornata di campionato, altri cittadini, per lo più giovani, sono attratti da problemi ben più importanti. Un’Ansa delle ore 22 e 20 recita quanto segue:

Si nizia a passare alle vie di fatto!

17a GIORNATA: domenica28 gennaio 1968

Brescia – Torino 0-5

8’ Moschino, 38’ Combin, 53’ Facchin, 76’ Combin, 85’ Moschino

Cagliari – Bologna 1-1

47’ Ferrario, 90’ Martiradonna (CA)

Fiorentina – Milan 0-2

59’ Prati, 65’ Rivera

Inter – Mantova 3-0

9’ aut. Giagnoni, 14’ e 51’ Bedin

Napoli – Roma 2-0

15’ e 87’ Altafini rig.

Sampdoria – Varese 1-1

28’ Frustalupi (SA), 53’ Burlando

Spal – LR. Vicenza 3-0

78’ rig., 84’ e 86’ Rozzoni rig.

CLASSIFICA:

Milan 25; Juventus, Torino e Varese 21; Napoli 20; Cagliari 19; Fiorentina e Inter 18; Bologna 17; Atalanta e Roma 16; Brescia 13; LR. Vicenza, Spal e Sampdoria 12; Mantova 11.
Prati e Rivera sbancano Firenze e fanno volare il Milan che approfitta del nuovo pareggio del Varese ottenuto sul campo della Sampdoria. I lombardi raggiungono la Juventus e vengono affiancati dal Torino reduce dalla squillante vittoria di Brescia. Le rondinelle sono in piena zona retrocessione laddove la Spal, trascinata da Orlando Rozzoni, grande promessa mancata del nostro calcio, è pienamente rientrata in corsa per rimanere nella massima divisione.

Il 1968 non è accompagnato solamente dal sottofondo della protesta giovanile, bensì continua anche quello orrido fatto di esplosioni di bombe che va di moda soprattutto nel Vietnam. Finora abbiamo parlato di grandi attacchi compiuti dalle truppe americane, ma gennaio termina con una grande contro-offensiva delle forze armate locali. Il 30 coincide con la notte del capodanno buddista; i Vietcong invece di fare festa, come tutti si aspettano,
si sono organizzati e sferrano il loro tremendo attacco agli statunitensi, fino al punto di circondare a Saigon la sede della loro ambasciata. È una delle prime grandi sconfitte degli efficienti reparti americani.

Il giorno successivo viene occupata anche la Facoltà di Sociologia di Trento con gli studenti che vi si barricano all’interno. Il sassolino diventa sempre più grosso e nessuno capisce ancora il perché!

Alla sera gli sportivi si godono la loro razione di calcio infrasettimanale. A Braunnschweig, cittadina a cento chilometri da Hannover e Berlino, la Juventus vive una serata tribolata, riuscendo comunque a chiudere con un risultato ampiamente rimediabile. Partono bene i piemontesi passando in vantaggio dopo 12 minuti grazie ad un’autorete del tedesco Kaack. A questo punto i padroni di casa reagiscono e lo stesso Kaack rimette le cose a posto al 28’. Qui la Juventus entra in crisi e tra il 37’ e il 38’ incassa due reti realizzate rispettivamente da Dultz e Berg. I bianconeri riescono a chiudere il tempo senza altre reti al passivo e nell’intervallo riordinano le idee. Alla ripresa del gioco la musica cambia e gli uomini di Heriberto Herrera prendono campo arrivando al gol della giovane mezz’ala Sacco che riapre incontro e qualificazione.

A fine settimana, alla vigilia di un’altra grande giornata di campionato il Sindacato e la Pirelli firmano degli accordi per alcuni aumenti salariali agli operai. Ma non tutti i lavoratori sono soddisfatti. Questi
danno vita a uno dei primi CuB, Comitati unitari di Base, che oltre che contestare l’accordo fatto dai sindacati, che chiamano “un bidone”, vogliono dissociarsi
e creare una base autonoma; chiederanno l’abolizione del cottimo, nuove normative per la salute in fabbrica, e nuove assunzioni per non rendere i turni
di lavoro massacranti. È una delle prime contestazioni degli operai fatte con la maniera forte contro i sindacati. Che indugeranno sul da farsi, presi
anche loro alla sprovvista.

Juventus, studenti e sindacati passano in secondo piano: nel primo weekend di febbraio c’è il Festival di Sanremo. Dopo la tragedia dell’anno precedente il carrozzone cerca di rimettersi in moto, con tutte le sue polemiche e le sue isterie, che lo rendono comunque un evento unico. Quest’anno a surriscaldare gli animi ci ha pensato Adriano Celentano, entrato in conflitto con Don Backy, cantautore appartenente all’etichetta Il Clan, praticamente una proprietà del “molleggiato”. Don Backy scrive il brano “Canzone” che vorrebbe presentare in prima persona al festival. Il pezzo, però, piace a Celentano al punto tale da appropriarsene, in virtù di una clausola che gli permette di far sue tutte le canzoni prodotte sotto l’etichetta Clan. Don Backy non ci sta, e tra i due si consuma il divorzio artistico.

Quest’anno l’edizione è vinta da Sergio Endrigo in coppia con Roberto Carlos che eseguono il brano “Canzone per te”, seguita da Casa Bianca, cantata da Ornella Vanoni e Marisa Sannia, mentre la tanto discussa “Canzone”, interpretata dalla coppia Celentano-Milva, guadagna il gradino più basso del podio.

Quanto accaduto è destinato ad avere molte ripercussioni, anche sulle vendite, in quanto Don Backy decide di incidere il brano della discordia.

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