L’ULTIMO VOLO DELLA “FARFALLA GRANATA”

Mentre l’Italia pallonara si sta mettendo davanti ai teleschermi per seguire la neonata Domenica Sportiva, ideata e prodotta per fornire immagini e commenti inerenti le gesta degli eroi della domenica, da Torino arriva una notizia destinata a sconvolgere l’intero mondo calcistico nazionale.

Dopo la bella vittoria ottenuta contro la Sampdoria, il terzino Fabrizio Poletti assieme all’amico Gigi Meroni decidono di

fuggire dal ritiro post-gara, usanza in voga in questi anni sessanta, per andare a prendere un gelato. I due, per non essere pizzicati da qualche cronista a caccia di scoop, attraversano

di corsa – e un po’ avventatamente – Corso Umberto I mentre sopraggiunge la Fiat 124 guidata dal diciannovenne Attilio

Romero che, evitato Poletti, investe Meroni. Le condizioni del giovane talento di origine comasca paiono immediatamente

disperate; l’ambulanza vola come lui sulla fascia, ma tutto è inutile: dopo poche ore la “farfalla granata” vola via definitivamente, lasciando in tutti qualche rimpianto.

Va da sé che tutti i verdetti della giornata di campionato passano in secondo piano. Tutti sono sgomenti, familiari, compagni di squadra e tifosi, al punto che ai funerali del

“campione con la chitarra” partecipano oltre 20.000 persone.

Proprio le esequie religiose diventano fonte di scandalo: le autorità ecclesiastiche si scagliano contro il parroco,

fraterno amico di Meroni, reo di aver officiato il rito religioso ad una persona vissuta nel peccato. Meroni, infatti, ha

convissuto e amato la bella Cristiana, artista polacca di un circo che, per stare con Luigi ha abbandonato un matrimonio

infelice. La “carità cristiana” evidentemente non è per tutti.

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