ALLA SCOPERTA DEL MESSICO

Prima di pensare alla tourné Messicana di Facchetti e compagni, la popolazione comune si accinge a festeggiare il Natale. Ovviamente il clima sociale è completamente differente da quello degli anni precedenti. In pochi mesi sono stati messi in discussione valori vecchi di centinaia di anni, basti pensare a quanto è accaduto a Firenze con i cattolici che si sono ribellati addirittura alla loro massima autorità. Nelle persone, soprattutto in quelle più giovani, si è instaurato un profondo senso di libertà che porta a ritenere tutto possibile e realizzabile. In altre, invece, si instaura un profondo senso di smarrimento venendo a mancare alcuni punti di riferimento considerati essenziali. Il prete, ad esempio, non è più la guida assoluta della comunità, bensì diventa una persona alla quale confidare tutte le paure e con la quale riflettere, oppure, per chi non accetta alcuna autorità, persona dalla quale rifuggire.

Il 31 dicembre il ’68, per rimanere in tema, termina in modo rocambolesco. È stato l’anno della contestazione, e questa non può mancare fino all’ultimo minuto. Fino all’ultimo tocco È accompagnato dai singolari “botti” dei candelotti lacrimogeni degli scontri fra polizia e studenti dove ci saranno arresti e feriti, di cui uno grave. Teatro degli ultimi scontri è la Bussola di Viareggio zeppa di giovani manifestanti contro i prezzi esorbitanti della musica.

Dall’altra parte del mondo la nazionale azzurra inizia il 1969 scendendo in campo contro il Messico. Nel primo dei due impegni Valcareggi ripropone lo stesso undici vincente in Galles, lasciando in panchina Sandro Mazzola.
279: CITTA’ DEL MESSICO (Estadio Azteca) -mercoledì, 1 gennaio 1969 – ore 16,30

MESSICO – ITALIA 2-3 (Am)

RETI: 44′ Borja (M), 57′ Riva, 59′ Anastasi, 71′ Gonzalez (M), 89′ Riva

MESSICO: Calderon, Vantolra, Galindo Sanchez, Gonzalez (cap.), Perez, Nuñez, Diaz, Albino, Borja, Cisneros, Padilla. C.T.: I. Trelles.

ITALIA: Zoff (Napoli) 6, Burgnich (Inter) 26, Facchetti (Inter) 39 (cap.), M. Bertini (Inter) 4, Rosato (Milan) 18 (72′ Anquilletti (Milan) 1), Castano (Juventus) 6 (67′ Malatrasi (Milan) 2), Domenghini (Inter) 17, Rivera (Milan) 34, Anastasi (Juventus) 4, De Sisti (Fiorentina) 5, Riva (Cagliari) 9. C.T.: F. Valcareggi.

ARBITRO: Aguilar (Messico).

SPETTATORI: 65.000
Stanchi dall’ormai tradizionale serata di bagordi, gli italiani assistono ad un match vibrante e piacevole che alla fine, grazie a Gigi Riva, vede gli azzurri uscire vincenti dalla bolgia dell’Azteka.

Quattro giorni dopo le due squadre sono di nuovo protagoniste di un altro incontro.

Naturalmente la formazione subisce alcuni cambiamenti: gli infortunati Rosato e Castano vengono avvicendati con i milanisti Anquilletti e Malatrasi, Pierino Prati prende il posto di Angelo Domenghini e la promessa viola Claudio Merlo viene schierato in vece di Gianni Rivera.
280: CITTA’ DEL MESSICO (Estadio Azteca) -domenica, 5 gennaio 1969 – ore 12,00

MESSICO – ITALIA 1-1 (Am)

RETI: 62′ Padilla (M), 89′ M. Bertini

MESSICO: Mota, Vantolra, Galindo Sanchez, Gonzalez (cap.), Perez, Nuñez, Diaz, Morales, Borja, Cisneros (65′ Fragoso), Padilla. C.T.: I. Trelles.

ITALIA: Albertosi (Cagliari) 19, Anquilletti (Milan) 2, Facchetti (Inter) 40 (cap.), M. Bertini (Inter) 5, Burgnich (Inter) 27, Malatrasi (Milan) 3, Prati (Milan) 5, Merlo (Fiorentina) 1, Anastasi (Juventus) 5, De Sisti (Fiorentina) 6, Riva (Cagliari) 10. C.T.: F. Valcareggi.

ARBITRO: Sbardella (Italia).

SPETTATORI: 70.000
Ancora una volta i minuti finali sono propizi ai colori azzurri: Mario Bertini, mediano col vizio del gol, impatta la rete di Padilla permettendo all’Italia di lasciare la nazione centro-americana senza sconfitte.

Mentre gli azzurri rientrano in patria, il mondo del calcio è sconvolto da una triste notizia: aFerrara viene a mancare Gipo Viani, uno degli artefici della rinascita del football italiano. Lui, in qualità di direttore sportivo, ha costruito il Milan campione d’Europa 1963 e sempre lui, alla guida della nazionale olimpica ha messo in vetrina parte di quei giovanotti che ora stanno facendo grande la nazionale nel mondo.

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