LO SLOVAN BRATISLAVA RE IN COPPA DELLE COPPE

Terminato il campionato, l’attenzione si sposta sul finale di stagione ricco di eventi, primo fra tutti l’ultimo atto della Coppa dei Campioni col Milan protagonista. In settimana, però, riprende il girone conclusivo di Coppa Italia con il match tra Foggia e Cagliari. Il 21 maggio le due compagini danno vita ad un pareggio per 1 a 1 che proietta i pugliesi al comando della graduatoria.

Contemporaneamente a Basilea si disputa la finale di Coppa delle Coppe tra il Barcellona ed il sorprendente Slovan di Bratislava. Per uno strano scherzo voluto dal “Dio Pallone” a contendersi il trofeo troviamo una squadra proveniente da un Paese retto da una dittatura di destra, il Barcellona, ed uno retto da una di estrema sinistra, lo Slovan, appunto. Dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia, le società dell’Europa occidentale hanno richiesto primi turni senza scontri con formazioni appartenenti al blocco del Patto di Varsavia. La cosa ha mandato su tutte le furie alcune federazioni dell’Europa Orientale, che hanno deciso di non iscrivere le proprie squadre. Solo Germania Est, Ungheria e Cecoslovacchia, questa, probabilmente, per dare un segno di normalità, hanno iscritto le proprie società all’edizione 1968-69 delle competizioni continentali, ottenendo anche ottimi risultati.
COPPA DELLE COPPE – FINALE – Basilea (St. Jacob stadion), mercoledì 21 maggio 1968
SLOVAN BRATISLAVA – BARCELLONA 3-2

RETI: 2′ Cvetler, 16′ Zaldua (BA), 30′ Hrivnak,
42′ Jan Capkovic,
52′ Rexach (BA).

SLOVAN BRATISLAVA: Vencel, Filo, Horvath; Hrivnak, Zlocha, Hrdlicka; Josef Capkovic; Cvetler, Moder (Hatar), Jokl, Jan Capkovic

BARCELLONA: Sadurni, Franch (Pereda), Eladio; Rife, Olivella, Zabalza; Pellicer, Castro (Mendoza), Zaldua, Fuste, Rexach.

SPETTATORI: 19.000.
Prima della gara il Barcellona godeva dei favori del pronostico, in virtù, se non altro, della maggiore caratura di alcuni suoi elementi e della storia della società catalana. Sono tuttavia bastati due giri di lancette per comprendere che questo Slovan, già giustiziere del Torino nei quarti di finale, è una squadra vera. Gli slovacchi, infatti, passano in vantaggio, resistono nel momento migliore della formazione spagnola, pervenuta l pareggio, per poi tornare in vantaggio eed allungare prima del riposo. La rete del gallese Rechsack serve solamente a rendere il secondo tempo avvincente, ma lo Slovan resiste e porta in Cecoslovacchia il primo grande trofeo continentale organizzato dall’UEFA.

A fine settimana il Comunale di Torino ospita un’amichevole tra gli azzurri e la Bulgaria, una delle compagini più ostiche del momento. Privo di tutti i calciatori del Milan impegnati nel preparare lagara di Madrid, Valcareggi reinserisce Sandro Mazzola a centrocampo e sperimenta Giorgio Puia al centro della difesa. Promettente mezz’ala ad inizio carriera, il valido calciatore di origine triestina si è trasformato in eccellente difensore già nel Torino il quale ha puntato sul talento di Gastone Moschino.
282: Torino (Stadio Comunale) – sabato, 24 maggio 1969 – ore 17,00

ITALIA – BULGARIA 0-0 (Am)


ITALIA: Zoff (Napoli) 8, Burgnich (Inter) 29 (46′ Poletti (Torino) 4), Facchetti (Inter) 42 (cap.), M. Bertini (Inter) 7, Puia (Torino) 3, Salvadore (Juventus) 33, Domenghini (Inter) 18, A. Mazzola (Inter) 34, Anastasi (Juventus) 6, De Sisti (Fiorentina) 8, Riva (Cagliari) 12. C.T.: F. Valcareggi.

BULGARIA: Simeonov, Alagiov, Gaganelov (cap.) (68′ Gaidarski), Ivcov, Yetchev, Penev, Dermendjiev, Bonev, Asparuhov, T. kolev, Kotsev. C.T.: S. Bozhkov.

ARBITRO: Finney (Inghilterra).

SPETTATORI: 60.000.

La nazionale chiude la propria stagione con uno 0 a 0, terzo pareggio consecutivo, che non lascia certo soddisfatti. Il risultato apre alcune polemiche, che tuttavia troveranno poco spazio sui giornali in quanto la scena viene conquistata dal Milan. Al gran completo i rossoneri si preparano ad affrontare l’Ajax del giovanissimo Johan Cruijff.

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