MILAN DI NUOVO PADRONE DELL’EUROPA

L’Ajax, avversaria del Milan nella finalissima di Coppa dei Campioni edizione 1968-69, è una squadra composta da campioni in erba, descritta come autentico spauracchio, ma Rivera e compagni hanno dalla loro la maggiore esperienza per affrontare al meglio un simile impegno.
COPPA DEI CAMPIONI – FINALE – Madrid, mercoledì 28 maggio 1969
MILAN – AJAX 4-1

RETI: 7’ e 40’ Prati, 60’ Vasovic rig. (Aj), 67’ Sormani, 75’ Prati.

MILAN: Cudicini, Anquilletti, Schnellinger; Malatrasi, Rosato, Trapattoni; Hamrin, Lodetti, Sormani, Rivera (cap), Prati. ALL.: N. Rocco.

AJAX: Bals (cap), Suurbier (46’ Muller), Hulshoff; Vasovic, van Duivenbode, Pronk; Groot (46’ Nunninga), Swart, Danielsson, Cruijff, Keizer. ALL.: R. Michels.

ARBITRO: De Mendibil (Spagna)

SPETTATORI: 31.000.
Quella sera di fine maggio il Milan fornisce all’Europa un autentico spettacolo, annichilendo i giovani olandesi, parsi ben poca cosa di fronte a campioni del calibro di Rivera, Sormani, Hamrin, Schnellinger, Trapattoni, Rosato e Lodetti, a loro superiori per personalità ed esperienza. Gianni Rivera è la mente e Pierino Prati il braccio, pronto a trasformmare in gol le invenzioni del fantasista alessandrino in evidente serata di grazia. Sul fronte opposto Johann Cruijff, detto il Pelè bianco, deve fare i conti con chi Pelè lo ha già incontrato ed annullato: Giovanni Trapattoni il quale spegne la principale fonte di gioco avversaria. La prima frazione di gara si chiude sul 2 a 0. Rinus Michels, che diventerà uno dei santoni del calcio continentale, opera due sostituzioni che, in apertura di ripresa sembrano dare qualche frutto. Al quarto d’ora del secondo tempo Saul Malatrasi commette un fallo in area su un calciatore olandese provocando il penalty trasformato dall’esperto jugoslavo Vasovic. Gara riaperta? Solo per sette minuti fino a quando Gianni Rivera innesca Sormani che ristabilisce le distanze. Prima della fine c’è ancora tempo per Pierino Prati di entrare nella storia diventando uno dei pochi calciatori ad aver realizzato una tripletta in una finale di Coppa dei Campioni. Sei anni e cinque giorni dopo Wembley il Milan torna sul trono d’Europa. Nereo Rocco ha compiuto il secondo capolavoro della sua carriera da tecnico costruendo una compagine imbattibile. Peccato solamente che qualche elemento sia in là con gli anni, non potendo proseguire questo incredibile ciclo vincente.

Rivera, al quale è mancato solo il gol, vive ora il momento più fulgido della sua splendida carriera che lo consacra definitivamente nella schiera dei fuoriclasse del calcio mondiale di tutti i tempi.

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