TORNEO OLIMPICO DI CALCIO 1968: LE FINALI

Intanto in Galles arriva il giorno dell’esordio dei “neo campioni d’Europa”. Nella formazione titolare rientra Gianni Rivera destinato a far coppia a centrocampo con Giancarlo De Sisti. Il sacrificato di turno è Sandro Mazzola che partirà dalla panchina. Questa è la vera novità: infatti entra in vigore la norma ccon la quale vengono permesse due sostituzioni nell’arco dei 90 minuti di gioco.

LL’impegno degli uomini di Valcareggi è preceduto dalla gara di Coppa delle Fiere tra Grashopper e Napoli, che vede i campani soccombere per 1 a 0, ma in virtù della larga vittoria casalinga ottenuta a settembre, Sivori e compagni possono procedere nel torneo.
278: Cardiff (Ninian Park) -mercoledì, 23 ottobre 1968 – ore 19,30

GALLES – ITALIA 0-1 (C.M.Q., gir. 3, 1a gara)

RETI: 44′ Riva

GALLES:Millington, Thomas, G. Williams (cap.), Burton, Powell, Hole, Rees, W. Davies, R. Davies, Green (62′ B. Jones), C. Jones. C.T.: D. Bowen.

ITALIA: Zoff (Napoli) 5, Burgnich (Inter) 25, Facchetti (Inter) 38 (cap.), Rosato (Milan) 17, Salvadore (Juventus) 31, Castano (Juventus) 5, Domenghini (Inter) 16, Rivera (Milan) 33, Anastasi (Juventus) 3 (52′ A. Mazzola (Inter) 32), De Sisti (Fiorentina) 4, Riva (Cagliari) 8. C.T.: F. Valcareggi.

ARBITRO: Campos (Portogallo).

SPETTATORI: 22.000
Un gol di Gigi Riva alla fine del primo tempo consente agli azzurri di espugnare il campo gallese. E’ la prima vittoria azzurra in terra britannica.


Espletata questa formalità, gli sportivi seguono quanto accade dall’altra parte del mondo. Il giorno successivo si assegna la medaglia di bronzo. Chi salirà sul podio, è destinato a conseguire uno dei maggiori risultati della propria storia. Messico e Giappone, nel calcio dei grandi, non hanno ancora lasciato segni tangibili.
Città del Messico (Estadio Azteca) – giovedì 24 ottobre 1968

GIAPPONE – MESSICO 2-0 (FINALE 3o POSTO)

RETI: Kamamoto 2

GIAPPONE: Yokoyama, Katayama, Yamaguchi; Kamata, Mori, Ogi; T. Miyamoto, Watanabe, Kamamoto, Matsumoto, Sugiyama.

MESSICO: Vargas, Alejandrez, Sanchez Galindo; Sanabria, Perez, Regueiro; Estrada (Hernandez), Basaguren, Pereda, Victorino(Muñoz), Morales.

ARBITRO: Klein (Israele) HT: 2-0

SPETTATORI: 105.000.
Le tribune dell’Azteca di Città del Messico sono gremite da oltre centomila persone in delirio per una medaglia estremamente possibile sulla carta. A mandare in frantumi i sogni messicani ci pensa il centravanti nipponico Kamamoto, autore della doppietta che porta in Asia la medaglia di bronzo.

Due giorni dopo Ungheria e Bulgaria si giocano la medaglia d’oro. Dato il brutto momento della Cecoslovacchia e l’inconsistenza tecnica di alcune nazionali storiche depauperate degli atleti migliori, si tratta della finale pronosticabile all’inizio del torneo olimpico.
TORNEO OLIMPICO DI CALCIO 1968 – FINALE – Città del Messico (Estadio Azteca), sabato 26 ottobre 1968
UNGHERIA – BULGARIA 4-1

RETI: A. Dunai 2, Menczel, Juhasz (UN); Dimitrov (BU)

UNGHERIA: Fater, Novak, Drestyak; Pancsics, Menczel, Szucs; Fazekas, A. Dunai, Nagy, Nosko, Juhasz.

BULGARIA: Yordanov, Guerov, Christiakov; Gaidarski, Ivkov, Georgiev; Dimitrov, Yantchovski (K.Christov), Jekov, A. Christov, Donev (Ivanov).

ARBITRO: De Leo (Messico)

SPETTATORI: 75.000.

HT: 2-1

Davanti ad un pubblico numeroso e presente allo stadio soprattutto per manifestare la propria insoddisfazione per il risultato della squadra di casa, che per seguire l’evento, la Bulgaria parte all’attacco, portandosi in vantaggio poco dopo il ventesimo grazie ad una rete di Dimitrov. L’Ungheria ha il merito di non disunirsi e pochi minuti dopo perviene al pareggio. I magiari creano gioco, mentre gli avversari cercano di aggredirli con interventi da codice penale. Poco prima dell’intervallo Dunai porta in vantaggio l’Ungheria, scatenando le ire della formazione bulgara. Il primo a farne le spese è proprio l’autore del gol Dimitrov, espulso. La decisione dell’arbitro De Leo, un italiano da anni residente in Messico e professionista del fischietto in sud America, accende una rissa furibonda. Tutti contro tutti: lo stopper bulgaro Ivkov se le dà di santa ragione con l’ala magiara Juhász ed entrambi vanno a concludere la serata negli spogliatoi, seguiti a ruota da Christov, che si vede sventolare in faccia il cartellino rosso dal direttore di gara, impegnato tra l’altro a sedare una rissa tra i compagni del neo espulso e il proprio allenatore. In qualche maniera si giunge al termine del primo tempo. La ripresa vede l’Ungheria volare sul 4 a 1, mentre dagli spalti piovono sputi e cuscini. Degna conclusione di un torneo olimpico di bassissimo profilo, giocato nel nome del falso dilettantismo.

Il giorno dopo, in Italia, torna il campionato con la quarta giornata. A Firenze i locali incontrano il Milan capolista, match adatto per testare la reale consistenza della compagine viola ad alto livello.
4a GIORNATA: domenica 27 ottobre 1968

Fiorentina – Milan 0-0

Inter – Cagliari 4-0

9′ Facchetti, 66′ Spadetto, 76′ Mazzola, 90′ Domenghini

Juventus – Bologna 1-0

66′ Anastasi

LR. Vicenza – Atalanta 1-0

35′ Reif

Napoli – Roma 0-0

Pisa – Varese 1-1

2′ aut. Picchi (PI), 18′ Renna rig.

Sampdoria – Palermo 0-1

81′ Furino

Verona – Torino 3-0

5′ Bui, 27′ Mazzanti, 72′ Maddè

CLASSIFICA:

Milan 7; Fiorentina e Inter 6; Cagliari, Juventus e LR. Vicenza 5; Palermo, Roma, Torino e Verona 4; Bologna, Napoli e Sampdoria 3; Atalanta e Varese 2; Pisa 1.
Termina in parità il big match di Firenze tra i padroni di casa e il Milan capolista ed imbattuto. I rossoneri rimangono da soli al comando a causa della contemporanea batosta subita dal Cagliari sul campo dell’Inter la quale balza in seconda posizione. Crolla il Torino sul campo del Verona, mentre il Palermo va a vincere sul campo della Sampdoria grazie al primo gol in serie A di Giuseppe Furino. Di queste domeniche il mediano siculo ne vivrà poche, sebbene sia predestinato ad una luminosissima carriera.

A tarda sera si concludono le XIX olinpiadi dell’era moderna. Sono stati i giochi degli eccessi, vissuti tra record pressoché imbattibili e contestazioni. Tommie Smith e John Carlos, infatti, sono stati imitati da altri atleti, soprattutto dopo la loro espulsione dal villaggio olimpico; Joe Evans, ad esempio, dopo aver vinto i 400 metri piani stabilendo il nuovo record mondiale, si presenta alla premiazione indossando un basco nero. Anche il mondo dello sport, quindi, risente dell’aria di contestazione che sta rendendo unico questo 1968.

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