BOMBE SUI TRENI NELL’AGOSTO 1969!

Il successo della missione spaziale sulla Luna risulta un ottimo veicolo pubblicitario per il mondo occidentale e capitalista nei confronti di quello comunista i cui modelli sociali e i cui leader sono presi ad esempio dalla protesta giovanile. Si torna a respirare una certa aria d’euforia collettiva e in un clima simile la popolazione si prepara ad affrontare il rito delle vacanze estive, mentre i divi del pallone quello dei vari ritiri in vista della stagione calcistica 1969-70. La Formula Uno, intanto, si trasferisce in Germania per il locale Gran Premio. Ancora una volta il Nürburgring è teatro di un incidente mortale, ancora una volta ai danni di un pilota di Formula DUE, presente solamente per far numero. Durante le prove, la BMW 260 del tedesco Gerhard Mitter esce di strada. Sospettando un difetto di costruzione allo sterzo, la casa bavarese decide di ritirare anche le altre sue vetture iscritte alla corsa. Nella tristezza generale, il successo arride alla Brabham del belga Jacky Icss, primo davanti al leader Stewart e a Bruces McLaren. Da notare l’assenza della Ferrari dalla competizione.

Il senso di pace derivato dal felice sbarco sulla luna, però, dura poco. Il 9 agosto otto ordigni scoppiano sui vagoni diretti a Venezia, nel Trentino, in Abruzzo, nel Napoletano. I feriti sono 12 e il panico sui treni e nelle stazioni raggiunge livelli incredibili. Si va in vacanza, ma alle partenze la gente abbraccia i viaggiatori come se partissero per la guerra. Nelle stazioni basta scoprire un pacco abbandonato e scatta la psicosi dell’attentato. Sui treni una borsa o un pacco dimenticati, fa bloccare i convogli in piena notte, e tutti giù, con ore di attesa in aperta campagna. Il clima che si diffonde È angosciante e virtualmente anche inquietante.

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