LE MANIFESTAZIONI OPERAIE A TORINO E LA SCOMPARSA DI HO CHI MIN

Terminate intanto le ferie estive il mondo del lavoro si rimette in moto e con esso anche le rivendicazioni sindacali. Il 2 settembre la nazione vive probabilmente i giorni piu’ delicati forse dell’intero periodo dal dopoguerra in avanti. Quello del 1969 sarà certamente l’autunno piu’ critico della storia d’Italia, soprattutto per Torino che, con la Fiat in piena crisi, vive momenti drammatici.

Dopo gli incidenti di luglio, nemmeno la chiusura estiva è servita ad allentare la situazione d’emergenza. L’azienda, pertanto, si trova costretta a tenere chiusi i cancelli sospendendo 25.000 lavoratori. La situazione sembra precipitare quando gli operai (con l’aiuto di molti “infiltrati”) tentano di occupare l’intero complesso torinese. Ci sono assalti alle palazzine degli impiegati, distruzioni varie, assemblee, “processi” pubblici ai padroni e cortei con presenti le bare pronte e a loro indirizzate. Si incendiano le macchine nei parcheggi e, nell’isteria collettiva, alcuni bruciano perfino quelle degli stessi operai.

Il giorno successivo, all’età di 79 anni, muore HO CHI MIN. Una vita leggendaria alle spalle, quella del condottiero vietnamita, a partire dal 1915 quando è già presente alla nascita del partito comunista
francese. Nel 1945, ritornato in Vietnam, guida la lotta armata proprio contro i francesi. Nel 1954, diviso il Vietnam in due Stati, assume la carica di presidente del Vietnam del Nord. Ancora lui si pone alla testa della lotta armata questa volta contro gli americani che vogliono insediarsi nella penisola per farne una
base strategica. Tuttavia sappiamo già quale tragedia costituisce questa guerra sia per i vietnamiti, dove alla fine ne muoiono due milioni, sia per gli americani, partiti inizialmente per questa avventura convinti di terminarla in 8 settimane e trovatisi dopo dieci anni a constatare che si tratta di una guerra con nessuna possibilita’ di vittoria ma solo avviata a una grande disfatta, fra l’altro vergognosa quando fonti statunitensi – e non nemiche -, metteranno tutti a conoscenza dei crimini commessi dai soldatia stelle e strisce.

Proprio in questo giorno, Il prestigioso LIFE in America pubblica in prima pagina le foto di un massacro, e all’interno un agghiacciante servizio sulle atrocità commesse da alcuni soldati americani nel villaggio vietnamita di Song My. La popolazione d’oltre oceano inorridisce, il mondo pure. Era -dissero- una missione di pace, ma si è trasformata in una vergognosa carneficina.

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