CILE – ITALIA 2-0: UNA RISSA LUNGA 90 MINUTI

Ora il mondiale si prende un giorno di pausa prima del ritorno in campo dei campioni in carica con la Cecoslovacchia (vigilia vissuta fornendo il solito spettacolo in allenamento di palleggi e giochi di prestigio),ma soprattutto prima di quello che i cileni considerano il match della vita contro l’Italia. Gli articoli dei giornali nostrani, pronti a puntare l’indice contro l’arretratezza del Cile, hanno lasciato il segno nell’opinione pubblica locale che non vede l’ora di potersi prendere una vendetta.

Non meno tesa è l’aria all’interno del ritiro azzurro. Che cosa accade nelle ore precedenti la gara ce lo racconta con dovizia di particolari Cesare Maldini, uno dei giocatori più esperti della rosa inviata in Cile:

In effetti sembra che assieme alla diarchia composta da Paolo Mazza e Giovanni Ferrari ci fossero due giornalisti tra i quali Gianni Brera, esponente della corrente difensivista facente capo a Paolo Mazza, contrapposta a quella offensivista rappresentata da Giovanni Ferrari. Il dirigente romagnolo è altresì convinto della necessità di creare due squadre distinte che si alternassero negli impegni. In realtà il movimento italiano, per quanto in ascesa, non è in grado di soddisfare una simile esigenza. Comunque sia:

234: Santiago (Estadio Nacional) – sabato 2 giugno 1962 – ore 20,00

CILE – ITALIA 2-0 (C.M., Gir. B, 2a giornata)

RETI: 74′ Ramirez, 88′ Toro

CILE: Escuti, Eizaguirre, Navarro, Contreras, R. Sanchez (cap.), Rojas, Ramirez, Toro, Landa, Fouilleux, L. Sanchez. C.T.: Riera.

ITALIA: Mattrel (Palermo) 2, David (Milan) 3, Robotti (Fiorentina) 8, Tumburus (Bologna) 1, Janich (Bologna) 1, Salvadore (Milan) 7, Mora (Juventus) 10 (cap.), Maschio (Atalanta) 2, Altafini (Milan) 6, Ferrini (Torino) 3, Menichelli (Roma) 4. C.T.: Commissione tecnica federale: P. Mazza-G. Ferrari.

TERNA ARBITRALE: Aston (Inghilterra); g.l.: Goldstein (Israele); Buergo (Messico).

SPETTATORI: 60.000.
Davanti a 65 mila persone indiavolate si consuma una delle pagine più nere del calcio italiano. I giocatori cileni entrano in campo decisi a far loro tutte le rimostranze dell’opinione pubblica locale. La partita diventa subito una battaglia: Leonel Sanchez rifila immediatamente un pugno in faccia a Maschio il quale continuerà col naso rotto. Dopo 7 minuti l’Italia è già in dieci uomini per l’espulsione di Giorgio Ferrini, colpevole di aver reagito ad un’entrata da codice penale. La stessa sorte tocca a Mario David al 45’ così che gli azzurri debbono affrontare la ripresa in nove uomini e con un infortunato. Sivori e compagni resistono fin che possono ma al 74’ Ramirez manda in delirio la folla scatenata contro gli oriundi sudamericani in forza alla nostra squadra e batte per la prima volta Carlo Mattrel. Nove minuti dopo la gioia dei sostenitori di casa assume proporzioni astronomiche quando Jorge Toro raddoppia garantendo ai padroni di casa un’insperata vittoria e, probabilmente, la qualificazione matematica ai quarti di finale.

Per l’Italia, invece, la prosecuzione nel mondiale è praticamente compromessa. Dopo il brasiliano Viana, l’uomo di Svizzera-Italia 1954, sul libro nero del calcio italiano e destinato a finire anche l’arbitro inglese Ken Aston. Tuttavia la brutta giornata non termina sul campo di gioco: dopo la partita, il pullman della squadra azzurra viene fatto oggetto di una fitta sassaiola da parte di alcuni ultras cileni, mentre una folla inferocita stringe d’assedio la palazzina della Scuola di Aviazione, sede della squadra italiana.

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