VERSO CILE 1962

In Italia riaprono i dancing estivi a ritmo di twist e rock and roll, nei bar tiene banco il nuovo governo di centro-sinistra ed intanto la nazionale azzurra si reca nell’inverno cileno per affrontare la settima edizione dei campionati mondiali di calcio.

Dopo due edizioni consecutive svolte in Europa, in Svizzera nel 1954 e in Svezia nel 1958, la Coppa del Mondo FIFA ritorna in America Latina, a distanza di dodici anni dall’edizione ospitata in Brasile. La scelta del Cile, tuttavia, solleva non poche polemiche non ritenendo il Paese andino in grado di fornire sufficienti infrastrutture (stadi, strade d’accesso, capacità), quindi inadatto ad ospitare un evento di tali dimensioni. Tra l’altro, pochi mesi prima dell’inizio della competizione la nazione sudamericana subisce un devastante terremoto che distrugge quello che era già stato costruito.

Dietro le ragioni dell’assegnazione ad un Paese allora economicamente e socialmente molto arretrato dei mondiali di calcio, Sta l’opera di un uomo: Carlos Dittborn Pinto. Brasiliano di origine tedesca, stabilitosi in Cile da anni, il giovane dirigente della Fifa, porta avanti una formidabile opera diplomatica con la quale riesce ad ottenere l’appoggio di tutte le altre federazioni calcistiche sudamericane e a portare la massima competizione per nazioni nel suo paese, accontentando tra l’altro la federazione dei Campioni del Mondo in carica. Il finale è da romanzo:
poco più di un mese prima dell’inizio del mondiale, Dittborn muore a soli 38 anni.

Tra le sedici superstiti delle 56 squadre che hanno preso parte alla fase di qualificazione (nuovo record), mancano Svezia e Francia, due grandi protagoniste dell’edizione precedente, mentre ritornano Uruguay, Spagna ed Italia. La nazionale Iberica, rafforzata da Ferenc Puskas che ha preso la cittadinanza del Paese guidato da Francisco Franco e nelle cui fila milita Luis Suarez, considerato da molti il giocatore più forte d’Europa assieme all’Italia il cui organico è composto da giovani talenti che hanno i loro punti di riferimento negli oriundi Josè Altafini ed Omar Sivori, pallone d’oro in carica, sono tra le grandi favorite per succedere al Brasile sul tetto del mondo, le cui quotazioni sono comunque altissime.
PAGINA SUCCESSIVA

Lascia un commento