AGRIGENTO SPROFONDA!

Mentre in Inghilterra Fabbri si crogiola nei dubbi, Torino è teatro del primo raduno contro la guerra nel Vietnam organizzato dai “capelloni”. La polizia ordina loro di disperdersi, ma questi fanno un colossale sit-in sdraiandosi per terra. 67 saranno gli arresti per rifiuto alle forze dell’ordine.

Il giorno della “grande sfida alla Corea” inizia con un grave disastro che colpisce una delle zone più belle d’Italia. Il film di Franco Rosi, “Mani sulla città,” diventa una cruda realtà. La speculazione edilizia ha costruito affrettatamente senza tenere conto della natura del terreno, cinque quartieri nella citta’ di Agrigento. Alle 4 del mattino una gigantesca frana spacca in due la collina e fa slittare a valle migliaia di abitazioni. Siamo andati oltre l’immaginazione del film di Rosi: 9970 persone rimarranno senza casa. Un inchiesta del governo accerta l’esistenza di più di 6000 vani edificati senza licenza. Per lo Stato uno scandalo politico, per la citta’ i danni di decine di miliardi.
L’intera popolazione (non si registra neppure un morto nonostante alcuni palazzi letteralmente inghiottiti) deve la vita all’intuito di uno spazzino abile ad accorgersi dello spaccamento in due della città siciliana, scivolando a valle. L’l’allarme tempestivo e la lentezza della frana ha permesso a 50.000 persone di mettersi in salvo. E dire che dieci anni prima un ingeniere locale aveva previsto tutto questo, ma come spesso è accaduto (ed accadrà ancora) non solo non lo avevano ascoltato, ma pochi giorni prima della frana, il consiglio comunale
ha approvato un piano di espansione edilizio proprio in Via Dante, dove appunto la città è sprofondata a valle.

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