INGHILTERRA CENTRO DEL MONDO MENTRE GLI USA VANNO ALLA GUERRA!

Terminato il campionato, l’attenzione degli sportivi si rivolge alla nazionale azzurra impegnata nella preparazione del mondiale d’Inghilterra. Per la nazione britannica la manifestazione rappresenta una vetrina che ne rafforza l’immagine di guida culturale, soprattutto agli occhi dei giovani, che da anni adottano lo stile Beatles, avendo soppiantato quello portato da Elvis Presley.

A fare di Londra il centro culturale contribuisce anche la stilista Mary Quant e la sua minigonna mutuata dalle grandi firme internazionali dell’alta moda. Di colpo cade un tabù di origine secolare: mostrare le gambe non è più segno di volgarità, bensì diventa segno di eleganza.

Per il mondo del calcio, invece si tratta del ritorno alle origini. La Federcalcio locale si impegna con tutte le forze per fornire uno spettacolo degno di chi il gioco lo ha inventato, mettendo a disposizione impianti ultra moderni e terreni al limite della perfezione maniacale.

Sul piano agonistico, i padroni di casa partono col chiaro intento di vincere la manifestazione, per ribadire con i risultati il ruolo di “maestri” che da sempre si arrogano. In realtà nella bacheca della Federazione inglese non c’è nessun trofeo e, da quando ha preso la decisione di partecipare alle competizioni organizzate dalla FIFA e dall’UEFA, non ha conosciuto altro che sconfitte. Il 3 a 6 subito in casa dall’Ungheria nel novembre del 1953 è un ricordo che fa ancora male, un’onta da lavare, ed è quanto il tecnico Half Ramsey, uno dei protagonisti suo malgrado di quella disfatta, si propone di fare vincendo la coppa.

La manifestazione, il cui inizio è previsto per le ore 17 dell’11 luglio, segue la formula adottata in Svezia nel 1958 e in Cile nel 1962: le sedici squadre vengono suddivise in quattro gironi, le cui prime due classificate accedono alla fase successiva, organizzata seguendo il più classico dei tabelloni tennistici ad eliminazione diretta. Vi partecipano dieci formazioni europee, cinque americane ed una asiatica.È completamente assente il football africano. Dal continente nero, dove in questi ultimi anni sono sorte numerosissime nuove nazioni, frutto della decolonizzazione occidentale, arrivano spinte per avere maggiore considerazione: o allargando il lotto delle partecipanti, oppure a scapito del numero riservato alle nazionali europee.

Tra le escluse, invece, si segnala la Cecoslovacchia, seconda in Cile, la Jugoslavia e la Svezia.

Mentre i nostri ragazzi sognano un viaggio a Londra per ammirare i gol di Pelè, per vedere dal vivo un concerto di qualche band locale e per approcciare le ragazze che si dice essere più aperte rispetto alle nostre, dall’altra parte del mondo i loro coetanei sono costretti a calarsi in una realtà ben diversa. Infatti il 5 giugno gli Stati Uniti, a corto di uomini da spedire in Vietnam, adottano la coscrizione obbligatoria. Saranno costretti a partire gli studenti universitari meno abili. È un boomerang: implicitamente si ammette che la guerra in Vietnam comporta un viaggio senza ritorno. Saranno 50.000 le vittime e i 3.000.000 che ritorneranno in patria a guerra finita (ma dovranno passare altri dieci anni) mentre i documentari delle atrocità avranno già fatto il giro
del mondo, saranno emarginati come drogati, matti, e responsabili di una guerra vergognosa, dalla quale non si È ottenuto alla fine nemmeno quanto offerto nel negoziato proposto da Fanfani e Ho Chi Min nel dicembre del 1964.
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