LE FINALI DEL CAMPIONATO EUROPEO 1960

Quasi tra l’indifferenza generale, dati gli avvenimenti in corso, la finale per il terzo posto del campionato europeo passa doverosamente in secondo piano. Ma qui si deve pagare il tributo al dio pallone e allora si racconta di una vittoria della Cecoslovacchia sui padroni di casa della Francia per 2 a 0 grazie alle reti di Bubnik al 58’ e di Pavlovic a due minuti dal termine.

La squadra di casa è ricorsa al debuttante Robert Siatka e al portiere Jean Taillandier e ha visto l’ultima presenza in squadra del 35enne Robert Jonquet, uno dei più eleganti centrali d’Europa. Il difensore transalpino chiude malamente la sua carriera in maglia bleu. In questapartita, un suo clamoroso liscio su lungo cross di Ladislav Novák ha messo Vlastimil Bubník in condizione di segnare, con una conclusione dal limite dell’area. L’esperto
Ladislav Pavlovic raddoppiava soffiando la sfera a Michel Stievenard e involandosi verso la porta dalla linea di centrocampo.

In realtà la squadra francese è ormai una caricatura di se stessa, soprattutto quando, per un infortunio, Jean-Jacques Marcel è costretto a dover giocare all’ala. In realtà campioni come Piantoni, Kopa e Fontaine sono in la con gli anni e anche per i nostri vicini di casa deve iniziare l’opera di ricostruzione di una squadra competitiva.

Dopo la tristezza e la rabbia, in Italia è il momento del raccoglimento e della riflessione:la popolazione comprende di essere sull’orlo di una nuova guerra civile, ma quello che è più chiaro è che gli odi sono solamente sopiti. Ad una rapida ricostruzione economica non ne è seguita una morale e basta solamente un congresso o una manifestazione per riportare a galla un passato che tutti vogliono semplicemente rimuovere e non affrontare. Questa è la sensazione che si prova in questa domenica di luglio, quando in Francia Unione Sovietica ed Jugoslavia danno vita alla prima finale del campionato d’Europa.

La tecnica della nazionale balcanica contro la forza e i muscoli dei sovietici: questo dovrebbe essere il life motiv dell’incontro. Nel primo tempo, proprietà di palleggio e intelligenza tattica danno un certo vantaggio alla Jugoslavia su un campo infido, mentre Dragoslav Sekularac e Bora Kostic confermano quanto di buono già messo in mostra nella semifinale. Il gol di Galic al 43’ è comunque frutto di un’azione rocambolesca: dalle cronache non
si capisce se l’attaccante colpisca di testa, o con qualche altra parte del corpo, un pallone proveniente da un tiro-cross di Drazen Jerkovic. Sembra che la palla avesse varcato la linea dopo essere stata toccata per ultimo da Igor Netto, ma il gol viene comunque attribuito a Galic. Questa è stata una delle dieci reti consecutive che il giocatore ha realizzato nelle gare internazionali, eguagliando un record mondiale che ancora resiste.

A questo punto, l’Unione Sovietica deve ringraziare il portiere trentenne Lev Jascin fra i pali. Il giocatore è all’apice della sua carriera: il “ragno nero” salva più volte il risultato, soprattutto su alcuni bolidi scagliati da
Kostic su calcio di punizione. Tutta la differenza fra i portieri delle due squadre emerge nel secondo tempo, quando Blagoje Vidinic, estremo difensore solitamente affidabile e sicuro, non trattiene un tiro da lontano di Valentin Bubukin consentendo a Slava Metreveli di pareggiare al 4’ della ripresa.

A tre minuti dal fischio di chiusura la Jugoslavia tira un sospiro di sollievo, quando Valentin Ivanov manca una facile occasione; favore del resto ricambiato nei supplementari, allorché Jerkovic liscia di destro la palla giusta a due passi dalla porta. Tocca a Victor Ponedelnik l’onore di regalare la vittoria all’URSS, incornando un cross e facendo prevalere la sciabola sul fioretto: alcuni giocatori jugoslavi vengono definiti troppo “leggeri”, un chiaro segno della direzione in cui questo sport sta andando.

Diventa campione d’Europa una compagine che nelle fasi preliminari ha mostrato qualche carenza di tecnica e fantasia ma per l’impegno e la determinazione messa in campo è senz’altro diventata meritevole del titolo conquistato. Questi sono i giocatori scesi in campo in finale:

Jascin, Thekheli, Krutikov; Voinov, Maslenkin, Netto; Metreveli, V.Ivanov, Ponedelnik, Bubukin, Meskhi. C.t.: Katchalin.

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