ITALIA-JUGOSLAVIA 1-1: A DIECI MINUTI DALLA BEFFA!

A questo punto, tutto è pronto per il gran finale che finalmente vede protagonista la nazionale italiana. Sono passati trent’anni da quando gli azzurri hanno avuto la possibilità di giocarsi un trofeo importante. Dopo di che c’è stato un maledetto aereo ed anni di continui fallimenti. Ora tutto sembra essere alle spalle. Tocca al friulano Ferruccio Valcareggi l’onore di tentare di riportare un trofeo importante nella bacheca della Federcalcio. Persi per infortunio Giancarlo Bercellino e Gianni Rivera, il tecnico triestino, temendo la velocità degli avversari, schiera Aristide Guarnieri in difesa e Giovanni Lodetti a centrocampo.
276: Roma (Stadio Olimpico) -sabato, 8 giugno 1968 – ore 21,15

ITALIA – YUGOSLAVIA 1-1 D.T.s. (C.E.: finale)

RETI: 39′ Dzajic (J), 80′ Domenghini

ITALIA: Zoff (Napoli) 3, Burgnich (Inter) 23, Facchetti (Inter) 36 (cap.), Ferrini (Torino) 7, Guarneri (Bologna) 20, Castano (Juventus) 4, Domenghini (Inter) 14, Juliano (Napoli) 12, Anastasi (Varese) 1, Lodetti (Milan) 17, Prati (Milan) 4. C.T.: F. Valcareggi.

YUGOSLAVIA: Pantelic, Fazlagic, M. Damjanovic, M. Pavlocic, B. Paunovic, Holcer, Petkovic, Trivic, Musemic, Acimovic, Dzajic (cap.). C.T.: R. Mitic.

ARBITRO: Dienst (Svizzera).

SPETTATORI: 85.000
Fin dall’inizio la gara si rivela molto difficile per l’Italia trovatasi
a giocare con due portatori di palla come Giovanni Lodetti e Antonio Juliano sonoramente fischiati dal pubblico. Sull’altro versante, invece, la mobilità di Vadhim Musemic e delle due ali è causa di infiniti problemi per gli Azzurri.

La caviglia malandata di Ivica Osim dà al dicianovenne talento Jovan Acimovic la possibilità di esordire. La Jugoslavia, molto ordinata per essere una squadra così giovane, potrebbe ottenere un rigore per la spinta di Giorgio Ferrini su Miroslav Pavlovic. A 6 minuti dalla fine della prima frazione di gara L’ala sinistra Dragan Dzajic diventa l’assoluto protagonista del match sbloccando il risultato su passaggio di Dobrivoje Trivic, infilando un pallone fra Ernesto Castano e Dino Zoff. Successivamente lo stesso giocatore va vicino alla segnatura altre due volte nella ripresa.

Tanto per dimostrare che l’atteggiamento tenuto con l’Inghilterra non era stato casuale, gli ospiti difendono il vantaggio con contrasti al limite del regolamento, causa di quattro ammonizioni.

Gli attaccanti azzurri non riescono a creare un gran che: l’esordiente Pietro Anastasi è evanescente, mentre Pierino Prati, pur dimostrandosi una spina nel fianco per l’arcigna difesa jugoslava, non riesce a superare il giovane portiere Pantelic. La situazione si fa sempre più disperata, fino al momento in cui Angelo Domenghini non vede premiati tutti i suoi tentativi. Dopo il palo colpito in semifinale, anche in questa gara l’ala italiana spedisce la palla sul montante da calcio di punizione. A dieci minuti dal termine, però, un altro calcio da fermo, concesso per fallo di Paunovic su Lodetti, può gioire grazie ad un tiro secco insaccatosi alla sinistra di Ilija Pantelic. Esplosione di entusiasmo sugli spalti per la fine di un incubo.

Nei supplementari le due squadre continuano a picchiare, e l’arbitro, con colpevole ritardo, convoca i capitani per redarguirli. Peraltro gli extra-time non producono altro che stanchezza in vista della ripetizione della finale prevista per il lunedì successivo.

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