INIZIA LA FAVOLA!

Per il ragazzo il calcio è esclusivamente una passione: gioca senza schemi, incantando tutti, comprese le tifoserie avversarie, con i suoi dribling che dispensa a iosa durante i novanta minuti. Non è nemmeno interessato a diventare professionista: sostiene alcuni provini, ai quali si presenta perché spinto a forza da parenti ed amici. In realtà non viene nemmeno compreso: il Vasco da Gama, per esempio, non lo fa nemmeno allenare, perché sprovvisto di scarpini e perché lo considera “storpio”.

Oltre al calcio e alle bevute in compagnia, Manuel si dedica assiduamente alle ragazze. Con una di queste va oltre al tradizionale rapporto platonico che, a quel tempo caratterizza le relazioni tra ragazzi. Si tratta della collega di lavoro Nair Marques, tre anni più giovane di lui, con la quale è costretto a convolare a nozze il 20 ottobre 1952, quand’ella si trova in stato di gravidanza. Ormai il giovanenon hapiù velleità di far carriera nel mondo del calcio (in realtà ne ha sempre avute poche) e continua felice la propria attività amatoriale nel Pau Grande. Un giorno viene ad arbitrare una gara della sua squadra un certo Arati Viana, ex giocatore del Botafogo che, affascinato dai colpi di Garrincha, gli consegna un biglietto per accedere al campo di allenamento della squadra carioca, bisognosa tra l’altro di una forte ala destra. Garrincha va a Rio, sostiene l’allenamento con la squadra giovanile del Botafogo, impressionando favorevolmente i tecnici, al punto che gli viene richiesto di presentarsi il giorno successivo per provare in una gara contro la prima squadra. Il 10 giugno 1953, in un campo d’allenamento di Rio de Janeiro, un ragazzetto basso e dall’incedere strano, fa letteralmente ammattire il nazionale Nilton Santos, uno dei migliori terzini sinistri del mondo. Il forte giocatore, stremato dalle giocate di Garrincha, chiede l’acquisto per non trovarselo contro, magari davanti a 200.000 persone. L’accordo si fà per un piatto di lenticchie, mentre a lui vanno 1500 cruzeiro al mese, trecento in più rispetto a quanto guadagna in fabbrica; ma Manuel è fatto così: a lui i soldi non interessano!

Il giovane Manuel ha talento da vendere; anche per i professionisti il suo movimento di gambe si rivela un incubo. Segna e fa segnare ma la squadra, nonostante la presenza di altri grandi giocatori come Luis Vinico e Dino da Costa, non sembra capace di assecondarne la verve. I primi anni sono caratterizzati da modesti piazzamenti in campionato, che non lo fanno risaltare agli occhi dei selezionatori auriverdi. Nel 1955, il Botafogo parte per l’Europa dove sostiene una lunga tourné. C’è anche l’Italia nell’itinerario previsto. I brasiliani giocano, incantano e suscitano l’interesse delle squadre italiane. Vinicio si accasa al Napoli, Dino da Costa alla Roma e Garrincha? Abbiamo già detto che questa non è una favola dal lieto fine: il ragazzo arrivato dalle favelas avrebbe la possibilità di accasarsi alla Juventus, ma la società, che lo ha acquisito per un piatto di lenticchie e che lo paga poco più di un operaio, chiede uno sproposito. A Torino non ritengono saggio sborsare 150.000 dollari e Garrincha se ne torna in Brasile.

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