L’INIZIO DEL DECLINO

La sua notorietà è al massimo. La sua storia e la sua ingenuità fanno il giro del mondo. Nella sua vita entra anche l’amore vero: si lega alla nota cantante di musica popolare brasiliana Elsa Soares, conosciuta nel novembre 1961, in occasione di una premiazione che lo ha visto vincitore di una lussuosa Simca, in quanto giocatore più famoso dell’anno. Per lei, una volta tornato dai Mondiali di calcio cileni, abbandona le figlie e la moglie Nair, creando grande scalpore nell’opinione pubblica. Quest’ultima non esita ad affidare le pratiche del divorzio all’avvocato Dirceu Rodrigues Mendes, che mette in cattiva luce il giocatore agli occhi di tutto l’ambiente di Rio de Janeiro, continuando a chiedergli denaro per gli anni seguenti. Contemporaneamente il compagno di squadra ed amico Nílton Santos decide di aiutarlo nella gestione delle finanze: raccoglie il denaro che Garrincha tiene in casa all’interno di vari mobili consegnandolo al banchiere José Luiz Magalhães Lins, il quale apre un conto. Garrincha inizia ad attingervi sempre più spesso, depauperandolo in maniera crescente, al punto che Magalhães Lins preferirà chiuderlo. Garrincha non si cura del proprio patrimonio, a partire dalle piccole spese. C’è chi giura di averlo visto pagare venti volte in più del dovuto la corsa di un taxi, nonché cifre altissime per dosi di alcolici dal valore inferiore. Il suo bisogno di soldi è crescente e il Botafogo non ne vuole sapere di adeguargli il contratto. Nel 1963 avrebbe l’occasione di guadagnare cifre robuste grazie all’interessamento dei maggiori club italiani, ma anche questa volta il Botafogo si oppone alla sua dipartita. Soprattutto nelle amichevoli, Garrincha rappresenta un’attrazione troppo grande: per vederlo giocare le varie società garantiscono ingaggi da favola, mentre lui, ormai malconcio, avrebbe bisogno di limitare l’attività. D’altra parte l’abbiamo già detto: questa non è una favola a lieto fine!

Nel frattempo la coppia formata con Elza Soares diventa invisa anche negli ambienti politici. La cantante appoggia il presidente riformista João Goulart, in un periodo gravido di tensioni sociali. Il 10 marzo del 1964 (appena un giorno prima del golpe che porta il Paese sotto una dittatura fascista) alcuni militari irrompono nella casa dove Elsa e Manuel dimorano. Gli abitanti vengono posti nudi con le spalle al muro mentre gli assalitori mettono tutto a soqquadro, andandosene senza portare via nulla ma ottenendo un effetto intimidatorio. Questo non impedisce al giocatore di essere grande protagonista nella finale di ritorno del campionato di Rio-San Paolo, ultimo trofeo conquistato col Botafogo.

I rapporti con la società sono sempre più tesi: alle continue richieste di aumento dell’ingaggio, i vertici rispondono con un nulla di fatto. Nel 1965, poi, le sue condizioni fisiche precipitano. Disputa solo poche partite, a causa delle ginocchia sempre più doloranti. Ormai l’intervento chirurgico è inevitabile. La moglie Elsa lo fa convinto, ma lui non vuole affrontare la fisioterapia post operatoria. Decide di rivolgersi al medico dell’America di Rio, una società oncorrente, che gli prospetta la soluzione dei suoi problemi attraverso la semplice asportazione dei menischi ormai danneggiati. Così persuaso il giocatore si sottiopone all’intervento clinico, non ottenendo altro che la mancata soluzione dei suoi problemi e una decurtazione dello stipendio del sessanta per cento da parte del Botafogo, quale ammenda per essersi rivolto ad un medico di una società concorrente.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE

Lascia un commento